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La finanziaria di Trump taglia i fondi all’arte, alla cultura e alle biblioteche

di Alessandra Rotondo notizia del 17 marzo 2017

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Il governo statunitense ieri ha presentato lo «skinny budget», la versione leggera del vero bilancio che arriverà a maggio. Come paventato da quasi due mesi, la finanziaria proposta da Donald Trump per l’anno fiscale 2018 taglia i fondi per la National Endowment for the Arts (NEA), la National Endowment for the Humanities (NEH) e l’Institutes of Museum and Library Services (IMLS). Tre agenzie federali indipendenti che si occupano, rispettivamente, di sovvenzionare promettenti progetti artistici; di stimolare la ricerca e la didattica nell’ambito delle discipline umanistiche; di supportare biblioteche e musei con l’intento di garantire l’accesso ai cittadini all’informazione e alla cultura. NEA e NEH avevano ricevuto entrambe un budget da 148 milioni di dollari, mentre IMLS ne aveva ottenuti 230. Ai tagli proposti dal presidente, corrisponde un aumento del 10% per i fondi del Pentagono e del 7% per la Homeland Security, oltre a circa 3 miliardi stanziati per cominciare la costruzione del muro lungo il confine con il Messico.

Non è la prima volta che un presidente repubblicano minaccia con i suoi provvedimenti la sopravvivenza delle agenzie federali preposte alla tutela degli interessi culturali, eppure in passato i compromessi con il Congresso erano riusciti a salvaguardarle. Mentre oggi, stando alla percezione di molti media statunitensi, sarà difficile prevedere l’esito conclusivo della «battaglia dei budget», sia per la NEA che per le altre agenzie nazionali.

Jane Chu, a capo della National Endowment for the Arts, si è dichiarata «deluso» dalla richiesta di presentazione del budget pervenuta dal governo, perché i fondi dell’agenzia rappresentano uno strumento «che fa la differenza per individui di tutte le età e per le loro comunità di appartenenza». D’altronde si è messa al lavoro per fornire le specifiche dovute, con l’idea che fino a quando la finanziaria non passerà, la NEA lavorerà come di consueto.

La reazione degli ambienti artistici e culturali alla proposta di Trump non si è fatta attendere. Il comitato di rappresentanza LitNet ha definito il tentativo di smantellare la NEA inaccettabile: «Eliminando il finanziamento il governo ha di fatto dichiarato guerra alla libertà d’espressione, all’impatto che arte e cultura hanno sull’economia e al ruolo che giocano nei settori dell’istruzione, della salute e dell’innovazione». Contestualmente LitNet ha esortato i propri membri a contattare i loro rappresentati al Congresso e al Senato, per far sapere che si oppongono alla soppressione delle agenzie per la cultura.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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