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Mercato

Social media in Giappone: boom di Instagram. Ma la novità è Snow

di Antonio Lolli notizia del 22 febbraio 2017

Attenzione, controllare i dati.

In un articolo pubblicato esattamente un anno fa avevamo analizzato le tendenze legate all’utilizzo dei social media in Giappone nel 2015, evidenziando le particolarità dei comportamenti degli utenti del Sol Levante anche in confronto a quelli europei e americani. Quali sono state le novità e le riconferme del 2016?
Innanzitutto continua la leadership indiscussa di Line, l’applicazione – praticamente sconosciuta in Europa – che può essere considerata più o meno la risposta giapponese a WhatsApp. Con 62 milioni di utenti attivi al mese nel 2016, uno dei suoi principali punti di forza consiste nell'integrazione totale delle funzioni. Line, oltre a consentire chiamate e videochiamate gratis, infatti, integra una piattaforma di videogiochi e un lettore di QR code che permette di accedere a moltissime altre funzionalità. Oltre al Giappone, Line è diffusa in altri Paesi asiatici tra cui Taiwan, l’Indonesia e la Thailandia e a seguito della concorrenza di altri servizi di messaggistica, per la prima volta ha registrato nel quarto trimestre del 2016 un calo degli utenti mensili complessivi da 220 milioni a 217 milioni.
Come l’anno scorso, tra i social diffusi anche nel nostro Paese è Twitter a fare la parte del leone, con 40 milioni di utenti attivi al mese contro i 26 milioni di Facebook. Il social di Zuckerberg in Giappone viene utilizzato più per motivi professionali che di svago, in modo simile a Linkedin, in quanto ti porta a rivelare molti aspetti della tua identità e vita quotidiana. I giapponesi tengono molto alla propria privacy e preferiscono Twitter, soprattutto nel tempo libero,  in quanto consente una forma di comunicazione più anonima.
Ma il vero boom del 2016 è stato registrato da Instagram, con 12 milioni di utenti al mese e un incremento del 37% rispetto al 2015. In questo momento è il social che sta crescendo più velocemente in Giappone e le motivazioni sono essenzialmente due: la sua grande semplicità e, come per Twitter, la possibilità di comunicare in forma più anonima di altri social. Molte celebrità giapponesi hanno il proprio profilo Instagram, ma anche molti negozi – soprattutto di moda e di vendita di accessori – si servono dell’applicazione per pubblicare le foto dei propri prodotti e incentivare così il pubblico all’acquisto.
La vera novità nell’universo social in Giappone è rappresentata da Snow, che può essere considerato la risposta asiatica a Snapchat. Sono soprattutto i giovanissimi i fan dell’applicazione, che a dicembre 2016 ha registrato complessivamente più di 100 milioni di download in Asia e ha una media di 50 milioni di utenti al mese. I maggiori utilizzatori di Snow sono i ragazzi cinesi, anche perché il sito di Snapchat è bloccato in Cina (così come quelli di altri social), seguiti dai giapponesi e dai coreani. Le grandi potenzialità di Snow erano state avvertite anche da Mark Zuckerberg, al punto da spingerlo, la scorsa estate, a fare una proposta di acquisto per l’applicazione. Una proposta però rifiutata dalla Naver Corporation, l’azienda coreana attuale proprietaria di Snow e che ha anche il controllo di Line.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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