Il tuo browser non supporta JavaScript!
Mercato

Sfide comuni. L’editoria europea a confronto a Più libri

di Antonio Lolli notizia del 5 dicembre 2018

Attenzione, controllare i dati.

Coraggio, attenzione alla qualità, collaborazione e innovazione. Sono questi alcuni degli spunti emersi nel corso dell’incontro Sfide comuni, che ha aperto il programma professionale nella prima giornata di Più libri più liberi. Suggerimenti per i piccoli e medi editori per aumentare la propria visibilità e le proprie opportunità di business, alla luce dei cambiamenti dell’ecosistema produttivo, distributivo e di «consumo» avvenuti in tutti i principali mercati del libro europei e causati da fattori come la crescita dell’e-commerce e l’entrata nel mercato degli e-book. Tante sono quindi le sfide che le piccole realtà editoriali devono affrontare per garantire il proprio sviluppo: da un’adeguata presenza dei titoli nei punti vendita fisici  alla reperibilità dei libri in catalogo e delle novità, da sufficienti tempi di presenza a banco e a scaffale alla possibilità e capacità di organizzare presentazioni con gli autori. Il tutto in uno scenario economico caratterizzato da una evidente concentrazione del mercato e dall’aumento del numero di titoli pubblicati, che rende ancora più difficile permettere a ciascun editore di trovare il proprio spazio in libreria.

L'incontro ha visto la partecipazione di Diego Guida, presidente del Gruppo dei piccoli editori di Aie, Carlo Gallucci, editore di Gallucci Editore, Kate Wilson, fondatrice e managing director di Nosy Crow, casa editrice londinese specializzata in libri per bambini e ragazzi, Jordi Nadal, socio fondatore di Plataforma Editorial, giovane casa editrice con sede a Madrid e Barcellona, che pubblica prevalentemente narrativa e saggistica e Sarah Lapalu, responsabile foreign rights della casa editrice L’Association, con sede a Parigi e specializzata in graphic novel e fumetti.



«Uno dei principali cambiamenti avvenuti nel Regno Unito – ha raccontato Kate Wilson – è il grande sviluppo delle vendite online. Attualmente circa un terzo dei libri (33%) è venduto tramite Amazon: una percentuale che si è stabilizzata negli ultimi anni, a differenza delle librerie indipendenti che hanno subito una contrazione e che rappresentano oggi il 6% del totale. Anche a causa degli alti costi – in particolare nella città di Londra – sono riuscite a sopravvivere e svilupparsi soprattutto le librerie che in questi anni sono state in grado di modernizzarsi e di fornire nuovi servizi ai propri clienti. Le vendite nelle librerie di catena infine si sono mantenute pressoché stabili negli ultimi due anni e rappresentano una quota del 28% del totale. È interessante osservare come i punti vendita fisici abbiano mantenuto una grande importanza soprattutto per le vendite di libri per bambini e ragazzi (solo il 25% di questi titoli sono infatti venduti in uno store online, contro il 66% dei titoli di narrativa). Il mercato editoriale inglese è caratterizzato sì da una notevole concentrazione – i primi cinque gruppi editoriali (Penguin Random House, Hachette, HarperCollins, Pan MacMillan e Bloomsbury) nel 2018 controllano il 48,9% del totale – ma si sta assistendo alla tendenza a una stabilizzazione e addirittura alla graduale nascita di nuovi spazi anche per i piccoli e medi editori, se pensiamo che questa percentuale l’anno scorso era del 49,2%».

«In Spagna il mercato del libro negli ultimi anni è caratterizzato da una sostanziale stabilità – ha sottolineato Jordi Nadal –.  I piccoli editori, per poter avere successo, devono puntare sempre di più sulla qualità del prodotto, investire sul talento e avere coraggio nell’effettuare le proprie scelte».

E arriviamo così all’obiettivo dell’incontro: individuare le strategie più idonee per lo sviluppo delle piccole realtà editoriali, che spesso hanno cataloghi particolarmente innovativi ma che faticano ad avere una visibilità sufficiente.  
«Importante è anche rendere possibili occasioni di scambio e di collaborazione con gli altri editori – ha aggiunto  Sarah Lapalu –. Per questo motivo, insieme ad altri otto editori che condividono i nostri stessi valori, abbiamo organizzato presentazioni a giornalisti e distributori – che da gennaio saranno indirizzate anche a librai – così da far conoscere con sufficiente anticipo i titoli di prossima pubblicazione».
«Verissimo, creare partnership è fondamentale – le fa eco Kate Wilson – e soprattutto è necessario conoscere le peculiarità delle piccole case editrici. Non possiamo e non dobbiamo «copiare» i grandi gruppi ma puntare sull’innovazione e sul rapporto diretto con il nostro pubblico, grazie anche a un uso mirato dei social network. Noi piccoli editori abbiamo una possibilità di osare e innovare che i grandi gruppi, per logiche di business, non possono permettersi».
«Dobbiamo puntare sulla nostra identità – conclude Jordi Nadal – capire quali titoli è meglio pubblicare in un certo momento, quali conoscenze veicolare con questi libri e a chi indirizzare i nostri prodotti. E soprattutto, come ho già sottolineato, avere coraggio. Un concetto conosciuto da sempre ma che è spesso difficile concretizzare. D’altronde, come scriveva Virgilio, la fortuna aiuta gli audaci».


L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

Guarda tutti gli articoli scritti da Antonio Lolli

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.