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Mercato

Libri da colorare in calo, Barnes & Noble vede grigio

di Camilla Pelizzoli notizia del 10 marzo 2017

Attenzione, controllare i dati.

È stato senz’altro il trend del 2015, e nel 2016 sembrava aver tenuto terreno (nonostante alcuni passi falsi), continuando a dare una forte spinta alle percentuali di vendita dei libri cartacei. Eppure sembra proprio che i colouring books stiano cominciando a mostrare i primi segni di cedimento.

Una delle prime avvisaglie arriva dal terzo quadrimestre di Barnes & Noble, la maggiore catena di librerie degli Stati Uniti, che ha presentato un declino nelle vendite dell’8% rispetto allo stesso quadrimestre del 2016: ed è lo stesso gruppo ad attribuire parte di questo calo alla netta diminuzione delle vendite dei libri da colorare, che ha portato anche a risultati non proprio esaltanti durante il periodo natalizio.
E le aspettative per l’anno in corso non sono migliori: i libri continuano a vendere, ma hanno perso la forza espansiva che li ha caratterizzati negli scorsi anni, e sembra che gli editori stiano già adattando i loro piani editoriali di conseguenza. Lo confermano anche i report dalla fiera del giocattolo di New York, dove gli stand con libri da colorare sono sempre molto presenti, ma non con l’impatto che hanno avuto – e di cui abbiamo parlato – negli anni appena passati.

I motivi del calo di questi particolari prodotti editoriali sono molteplici. In parte si tratta sicuramente della saturazione del mercato, che è stato inondato da un numero di titoli molto elevato; in particolare, negli ultimi tempi i colouring books per adulti hanno superato i confini delle librerie e si trovano anche in altri punti vendita (negli U.S.A., ad esempio, anche Walmart li vende, a prezzi concorrenziali). Per questo, come si accennava, molti editori stanno uscendo da questo ambito di produzione; una mossa che potrebbe avvantaggiare chi, invece, decide di puntare su nicchie specifiche.
«Le vendite sono diminuite, ma non crediamo che il loro mercato svanirà» ha dichiarato Wendy Calta, sales account manager della statunitense Fox Chapel, che ha più di 150 libri da colorare in catalogo. Soprattutto se gli editori che decideranno di proseguire su questa linea cominceranno a offrire dei contenuti con valore aggiunto, che siano degli oggetti di cartoleria in allegato al libro, dei contenuti particolari o innovativi, oppure dei prodotti legati a un «marchio» noto, come i colouring books dedicati a serie di successo o a illustratori famosi. Anche tematiche ben definite possono essere d’aiuto: i libri da colorare pensati di ambito spirituale-religioso continuano a dare buoni risultati di vendita.
«La chiave è la varietà» conferma Wendy Calta. Un discorso con cui concorda anche Rachel Geerlings, marketing manager per Thunder Bay Press: «Non stiamo aggiungendo molti nuovi titoli, ma stiamo continuando a pubblicare quelli nel nostro catalogo, in particolare quelli con soggetti che hanno un pubblico di nicchia e prodotti per cui c’è richiesta da parte dei rivenditori». Tant’è che la Thunder Bay si è specializzata anche nei libri in cui si devono unire i puntini.

È difficile poter fare previsioni ora sul futuro di questi particolari prodotti editoriali. Molti l’hanno vista sin da subito come una bolla; altri hanno pensato fosse l’inizio di un nuovo mercato destinato a stabilizzarsi. Come in altri ambiti, solo il tempo potrà dire se e come i colouring books entreranno definitivamente a far parte del mercato del nostro settore.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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