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Mercato

Leggere è donna

di Giovanni Peresson notizia del 8 marzo 2018

Attenzione, controllare i dati.

La lettura di libri non è sempre stata «femminile» come e quanto lo è oggi. Le bambine leggono più libri rispetto ai loro coetanei maschi e la differenza si conserva al crescere dell’età. Lo ha sempre indicato Istat e lo confermano – con numeri e percentuali diverse, ma diverso è il modo di osservare il fenomeno lettura oggi – i dati dell’Osservatorio sulla lettura e i consumi culturali (Olcc) che l’Ufficio studi dell’ Aie ha realizzato nel 2017 (anno uno) con Pepe Research.

Il passaggio avviene negli anni Ottanta. Nel 1988 (dobbiamo per ragioni «storiografiche» far ricorso ai preziosi dati di Istat) ci sono già sei punti percentuali di differenza a favore del pubblico femminile, quando 15 anni prima se ne avevano quasi quattro a favore del mondo maschile. La reale applicazione dell’obbligo scolastico, la scuola media unica, l’ingresso delle ragazze in quote crescenti nelle scuole superiori e poi all’università, le lotte sociali e la contestazione sono alla base di questo processo, che sottolinea un aspetto importante. I cambiamenti nei modi di leggere sono sempre legati alle grandi trasformazioni sociali. Dal boom economico all’ingresso delle donne nel mondo produttivo fino allo sviluppo di tecnologie che affiancano la lettura tradizionale del libro di carta.
A quella trasformazione si accompagna, e non poteva essere altrimenti, uno sviluppo di una produzione editoriale per questo nuovo pubblico. Magari più per l’edicola che per la libreria: i settimanali come «Intimità» o «Confidenze», le collane rosa della Curcio o della Fratelli Fabbri. Solo più tardi ,nel 1982, arriverà Harmony e sarà poi un’altra storia che inizierà a propagarsi anche in edicola (la collana Pandora di Sperling & Kupfer) e su banchi libri della Gdo.

Oggi se consideriamo la lettura di libri nel senso più esteso e chiaro per chi deve rispondere se ha letto o no («Parliamo ora in particolare di libri. Pensando agli ultimi 12 mesi le è capitato di leggere anche solo in parte un libro di qualsiasi genere, come ad es. un romanzo, un giallo, fantasy, un saggio, un manuale, una guida di viaggio o di cucina…») la differenza di genere è di 10 punti. La serie storica di Istat che imposta la rilevazione quinquennale più o meno nello stesso modo, era di 9,7 punti nel 2009, di 9,2 nel 205, di 11,8 nel 2015 (ultimo dato rilasciato lo scorso anno).
Differenza di genere che è diversa per i format di lettura, rispettivamente, tra uomini e donne (dato 2017):

  •       libri: 56% vs 69%
  •       e-book: 29% vs 26%
  •       audiolibri: 12% vs 10%

In totale: 59% vs 71% (erano possibili più risposte).
Non facciamo fatica a immaginare a breve un «sorpasso» anche per gli ebook, nonostante le donne emergano come più fedeli alla lettura sui libri: il 65% legge solo ed esclusivamente su questo formato. Anche qui, crediamo che la spiegazione vada ricercata in un avvicinamento al mondo delle tecnologie (in senso ampio) più tardo e più lento da parte del mondo femminile, come le indagini sull’uso/presenza delle tecnologie in famiglia hanno mostrato. In ogni caso hanno nell’e-reader (37% vs 30%) e nello smartphone (30% vs 23%) i loro device di lettura di contenuti editoriali preferiti. Per di più, quel 71% di donne che legge libri, ebook e ascolta audiolibri è costituito da lettrici qualitativamente più solide rispetto al mondo della lettura maschile: il 23% legge più di 12 libri all’anno rispetto al 18% degli uomini.

 

L’acquisto: comportamenti diversi e benefit cercati altrettanto diversi

Donne e uomini  hanno una diversa considerazione dei canali di vendita. Le differenze sono minime, ma esistono. Le donne preferiscono le librerie di catena (56% vs 54%), quelle nei centri commerciali (23% vs 22%), gli store on line, ma (curiosamente, considerando le altre merceologie in offerta) non Amazon (14% vs 13%). Gli uomini, a loro volta, le librerie indipendenti (18% vs 11% delle donne), le librerie che trattano l’usato (18% vs 16%), l’edicola (16% vs 15%), e Amazon (26% vs 23%). E nel modo di procurarsi i libri legati al prestito/regalo le donne sopravanzano sempre la componente maschile. Come nei benefit percepiti, tra le donne emerge quello dell’impulso nell’ingresso casuale ed esplorativo della libreria (45% vs 40% degli uomini), l’atmosfera (33% vs 28%), la maggiore possibilità di scelta (22% vs 20%). E in tutti i canali la leva della convenienza: in libreria, nella GDO, negli store on line.

 

Le cose cambiano se si guarda alla filiera

Le donne leggono di più ma – può sembrare curioso o paradossale – scrivono di meno. Grazie a informazioni Editoriali nel 2017 (e prima a Istat che aveva abbandonato questa rilevazione) fatto pari a 100 la produzione editoriale di libri di narrativa pubblicati (al netto di opere plurime o di nomi di difficile disambiguazione) il 61,7% dei romanzi pubblicati sono scritti da uomini, il 38,3% da donne (purtroppo la possibilità di attribuire tra i metadati descrittivi del libro il sesso di chi scrive, viene poco o nulla usato nonostante l’Onix for Books lo permetta). Il trend sembra in crescita, visto che nel 2005 le scrittrici erano il 29,7% e gi autori uomini il 70,3%. 
Probabilmente questo rapporto è diverso tra i generi.  Già nel 2005 su 2.757 autori di libri per bambini il 35% erano scrittrici (5 punti in più rispetto alla narrativa).
L’interpretazione che se ne può dare credo porti con sé una riflessione più generale sulla filiera. Una riflessione in qualche misura analoga (qualitativamente) a quella che abbiamo fatto sulle ragioni che portano le donne a superare a un certo punto gli uomini nella lettura: cambiano le regole del gioco sociale.
La filiera editoriale è ancora in larga parte maschile, anche se meno rispetto a quella manifatturiera nel suo complesso (4%). Vuoi anche perché molte posizioni di vertice in casa editrice sono occupate da donne.
Che sia in atto una trasformazione lo si vede molto bene quando si va a osservare la composizione del parco allievi dei master in editoria: dal 2010 a oggi il rapporto (stabile) è di un 65%-66% di ragazze (24-28 anni) e un 34%-35% di ragazzi.

 
Le slide di Pepe Research e presentate l'8 marzo durante l’incontro a Tempo di Libri, sono disponibili e liberamente scaricabili alla pagina dedicata all'evento, nella sezione Presentazioni di questo sito.

L'autore: Giovanni Peresson

Mi sono sempre occupato di questo mondo. Di editori piccoli e grandi, di libri, di librerie, e di lettori. Spesso anche di quello che stava ai loro confini e a volte anche molto oltre. Di relazioni tra imprese come tra clienti: di chi dava valore a cosa. Di come i valori cambiavano in questi scambi. Perché e come si compra. Perché si entra proprio in quel negozio e si compra proprio quel libro. Del modo e dei luoghi del leggere. Se quello di oggi è ancora «leggere». Di come le liturgie cambiano rimanendo uguali, di come rimanendo uguali sono cambiate. Ormai ho raggiunto l'età per voltarmi indietro e vedere cosa è mutato. Cosa fare da grande non l'ho ancora perfettamente deciso. Diciamo che ho qualche idea. Viaggiare, ma forse non è il viaggio che mi interessa. Intanto continuo a dirigere l'Ufficio studi dell'Associazione editori pensando che il Giornale della libreria ne sia parte, perché credo sempre meno nei numeri e più alle storie che si possono raccontare dalle pagine di un periodico e nell'antropologia dei comportamenti che si possono osservare.

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