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Mercato

Il mercato del libro in Italia nel 2017

di Redazione notizia del 26 gennaio 2018

Attenzione, controllare i dati.

Il 2017 segnerebbe dunque l’anno della ripresa per il mercato del libro nei canali trade? Usiamo il condizionale per la semplice ragione che l’incremento potrebbe anche essere stato maggiore per il «botto» realizzato dall’e-commerce. Se così fosse – ma non abbiamo né siamo in grado di ricostruire la serie storica precedente – dovremmo immaginare una flessione del mercato trade meno accentuata negli anni precedenti e un’«uscita» dagli anni bui più accentuata già a partire dal 2015.

L’anno scorso il mercato ha segnato un complessivo +5,8% a valore (canali trade di libri, e-book ed audiolibri, compreso Amazon) pari a 1,485 miliardi di euro. Gli editori hanno pubblicato 66.757 titoli, con la narrativa italiana e straniera che conta 19.860 titoli (erano 1.087 nel 1980) e i libri per bambini che costituiscono un numero più che decuplicato rispetto a 17 anni fa. Il risultato, per la prima volta dopo 7 anni, è positivo anche a copie, pari a 88,6 milioni (al netto di quelle vendute da Amazon).




La fotografia che emerge è quella di un settore che sta accelerando la sua uscita dagli anni della crisi, che hanno portato a radicali e profonde trasformazioni, spingendo tutti gli attori del settore a ripensare l’organizzazione della propria attività. A partire dai mercati di sbocco, che guardano sempre più alla dimensione internazionale. È cresciuta infatti anche la capacità degli editori italiani di vendere diritti di edizione all’estero, come abbiamo mostrato a dicembre a Più libri più liberi: 7.455 titoli nel 2017, contro i 6.565 del 2016, con +13,6% di aumento.

Le librerie fisiche, indipendenti o di catena, restano il canale principale per l’acquisto di libri nuovi di varia (69,6% sul sell out a valore dei canali trade), ma cresce ulteriormente l’incidenza dell’e-commerce, che nel 2017 ha fatto un vero e proprio balzo in avanti (oggi rappresenta il 21,3% dei libri venduti, contro il 16,5% nel 2016). Proseguono le difficoltà per la grande distribuzione organizzata, che pesa per il 9,1% del totale (solo lo scorso anno era il 10,7%).

Il modo di intendere la lettura si inserisce in questo processo di rinnovamento. Le forme e i modi più tradizionali di concepirla si stanno infatti contraendo in favore di comportamenti più articolati. Gli ultimi dati resi disponibili da Istat e relativi al 2016 avevano evidenziato una flessione dei lettori rispetto all’anno precedente tale da portare la percentuale al 40,5% della popolazione con più di 6 anni. Se si considera la lettura fuori dal concetto di quella fatta «per piacere, nel tempo libero», ci si imbatte però in una serie di generi e prodotti che non vengono associati immediatamente alla lettura. Manuali, guide di viaggio, narrativa di genere, collaterali acquistati in edicola, libri di cucina: incorporando la loro fruizione nel concetto di «lettura», l’indice corrispondente che caratterizza il nostro Paese risulta completamente diverso. In questo modo, sempre Istat, nella sua indagine quinquennale  evidenziava come i lettori fossero molti di più: il 59,4% della popolazione italiana.

A sua volta l’Osservatorio Aie sui comportamenti di lettura (sui 15 – 75enni) ha registrato oggi come i lettori negli ultimi 12 mesi di romanzi, saggi, gialli, fantasy, manuali e guide abbiano raggiunto quota 62%. I comportamenti di lettura si fanno infatti oggi sempre più articolati: legge libri di carta il 62% degli italiani, ma legge anche e-book il 27% e legge audiolibri l’11%. Considerate tutte queste modalità, legge il 65% popolazione italiana con più di 15 anni. Una percentuale che in Europa ci permette almeno di scavalcare Grecia, Bulgaria, Cipro e Slovenia.

Il numero di libri letti però non è più sufficiente per rappresentare il modo di rapportarsi alla lettura. Leggere è un’attività sempre più frammentata, realizzata su dispositivi diversi e in momenti diversi della giornata. Basti pensare che l’87% dei ragazzi nella fascia 15-17 anni si dichiara lettore, ma solo il 5% dedica almeno un’ora al giorno alla lettura.


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