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Mercato

Europa orientale: segnali discordanti dai mercati editoriali nel 2015

di Antonio Lolli notizia del 27 May 2016

Attenzione, controllare i dati.

L’Europa dell’Est è un mosaico costituito da Paesi solo all’apparenza simili, ma che presentano fenomeni economici e sociali anche molto diversi tra loro. Se consideriamo il settore editoriale, infatti, abbiamo sottolineato nei mesi scorsi come in alcuni di questi Paesi il mercato del libro abbia registrato segni negativi nel 2015, dal -6,5% della Polonia al -5,37% della Russia, dove però è emersa  la rapida ascesa della lettura degli ebook. Un’indagine realizzata da Deloitte su un campione di 1.600 lettori russi, infatti, ha dimostrato che dal 2012 a oggi l’utilizzo di e-book è aumentato del 31%, grazie soprattutto alla diffusione della lettura digitale fra i giovani.

Alle tendenze negative dei mercati di Polonia e Russia fa da contraltare il risultato positivo del settore editoriale in Ungheria, dove nel 2015 è stato registrato un +3,24% a valore rispetto al 2014 e un giro d’affari di 45,8 miliardi di fiorini (circa 146 milioni di euro). La crisi iniziata nel 2008 sembra finalmente arrivata al termine, almeno secondo l'analisi di András Sándor Kovács, presidente dell’Associazione degli editori e dei librai ungheresi, che si è anche dimostrato convinto della tenuta sul lungo periodo del libro cartaceo, nonostante l'avanzata del Web.
Un aspetto interessante riguarda le tendenze dei diversi settori editoriali: se da una parte si registra un calo della narrativa, dall’altro sono in aumento le vendite di libri per bambini e ragazzi e di testi scolastici

Se ci trasferiamo, almeno idealmente, in Repubblica Ceca scopriamo anche in questo caso alcuni fenomeni interessanti. Secondo i dati dell’Associazione ceca dei librai e degli editori, infatti, la spesa annua dedicata ai libri nel Paese si aggira intorno a 7 miliardi di corone (circa 260 milioni di euro), un quarto dei quali attraverso acquisti on line. Il volume del mercato editoriale ceco inoltre è rimasto pressoché inalterato dal 2011, mentre il prezzo medio dei libri è aumentato leggermente (240 corone, ovvero poco meno di 9 euro). Anche in Repubblica Ceca, il settore e-book è in rapida ascesa, ma nel 2014 rappresentava soltanto il 2% del mercato totale. Una percentuale ancora molto bassa se rapportata a quella dei Paesi anglosassoni, come il Regno Unito, dove si attesta intorno al 30%, che però inizia ad avvicinarsi a quella del nostro Paese (4,2% sul totale). In Repubblica Ceca emerge in particolare il boom degli audiolibri: nel 2015 sono state spese 82 milioni di corone, con un aumento del 50% rispetto all’anno precedente. Secondo recenti stime, infine, nel Paese sono presenti circa 600 librerie indipendenti, su una popolazione di 10,5 milioni di persone.

Il viaggio termina in Romania, dove il mercato editoriale sconta ancora gravi carenze dal punto di vista distributivo e strutturale. In media nel Paese la spesa annua per i libri si attesta intorno ai 5 euro e vengono letti non più di uno o due libri all’anno. Il numero di librerie attive nel Paese è di circa 250-300 su una popolazione di oltre 20 milioni di abitanti. Questo dato mette in luce uno dei principali problemi del settore editoriale rumeno: il difficile accesso delle persone al mondo del libro.  Un limite che sta iniziando a trovare una parziale soluzione negli acquisti on line, che rappresentano però ancora una percentuale molto bassa sul totale delle vendite.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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