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Mercato

Due studi Nielsen dicono che i metadati aiutano a vendere i libri

di Alessandra Rotondo notizia del 18 gennaio 2017

Attenzione, controllare i dati.

In occasione dell’edizione 2017 della conferenza DBW (Digital Book World) – a New York dal 17 al 19 gennaio – Nielsen Book ha rilasciato nuovi dati su uno studio avviato quattro anni fa con lo scopo di cogliere la correlazione tra metadati e vendite, naturalmente in campo editoriale.
 
Nello specifico, l’indagine compara i dati bibliografici di Nielsen Book con le vendite al dettaglio registrate da BookScan, verificando così l’esistenza di una correlazione tra completezza dei metadati e volumi di venduto. I risultati relativi al 2016 fanno eco a quelli degli anni precedenti: i titoli che soddisfano gli standard BIC Basic (un insieme di disposizioni sviluppato e promosso da Book Industry Communication con l'obiettivo di migliorare l'accuratezza e la tempestività delle informazioni sui libri disponibili, in particolare presso i punti vendita) e che sono corredati da una quantità maggiore di dati descrittivi hanno conosciuto un aumento nelle vendite rispetto a quelli «meno equipaggiati».
In particolar modo, nel mercato Uk, quei titoli che soddisfano i requisiti BIC Basic e hanno, tra i dati, la copertina, totalizzano vendite oltre due volte e mezzo superiori rispetto a quelle ottenute dai libri che non rispettano gli standard. Facendo un passo ulteriore, le rilevazioni Nielsen Book per il 2016 mostrano anche la positiva correlazione esistente tra la tempestività nella corretta pubblicazione e diffusione di dati bibliografici e le vendite; e allargano lo sguardo anche alle biblioteche di pubblica lettura, incrociando il dato sulla completezza bibliografica con quello sui prestiti. Non sorprendentemente, la correlazione tra questi fattori è simile a quella che si manifesta in libreria con le vendite.
 
Sempre rispetto al mercato Uk, assumendo come timeliness (tempestività) la presenza del set di metadati BIC Basic 16 settimane prima della data di uscita del libro, la correlazione con le vendite è espressa dal grafico qui di seguito.
Che impatto abbia la presenza o meno della copertina, invece, è interessante osservarlo in un confronto tra generi, come fa il grafico qui sotto.
Se in principio l’indagine Nielsen riguardava solo il mercato Uk, già nel corso dell’anno da poco concluso – in occasione della Fiera di Francoforte, in ottobre – le rilevazioni si erano estese anche a quello statunitense, ed è mantenendo questa doppia prospettiva che sta continuando. Un nuovo studio relativo agli Usa combina i dati Nielsen sulle vendite acquisiti tramite BookScan con quelli bibliografici forniti da Bowker (l’agenzia Isbn statunitense). Anche in questo caso l’analisi conferma che la crescente completezza dei metadati ha una ricaduta positiva sulle vendite. E questo vale sia per i dati base che per quelli descrittivi, ma anche per l’immagine di copertina e le parole chiave.

Dallo studio statunitense risulta che i titoli in possesso del set base di metadati e della copertina registrano, per Isbn, un fatturato medio del 75% maggiore rispetto a quello dei libri che non dispongono delle informazioni elencate; mentre la sola presenza della copertina è associata a performance di vendita del 51% più alte rispetto a quelle dei titoli che, tra i dati, ne sono sprovvisti.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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