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Mercato

Continua l’aumento delle vendite di libri in Cina. Il settore ragazzi segna un +28,8%

di Antonio Lolli notizia del 4 aprile 2017

Attenzione, controllare i dati.

Secondo i dati dell’Associazione degli editori cinesi, nel 2016 il mercato del libro in Cina è aumentato del 12,3% a valore rispetto al 2015, con un fatturato di più di 70 miliardi di yuan (circa 9,5 miliardi di euro). Questo risultato conferma la grande vitalità del settore editoriale nel Paese del dragone, se pensiamo che nel 2015 era stata registrata una crescita dello stesso ordine di grandezza, pari a +12,8% rispetto all’anno precedente.
È continuata inoltre la crescita delle vendite online (+30% rispetto al 2015), mentre quelle nelle librerie fisiche sono calate del 2,3%.

Il segmento bambini e ragazzi ha registrato vero e proprio boom (+28,8%) che lo ha portato a rappresentare il 23,5% del mercato complessivo. E i motivi di questo successo sono diversi, basti pensare che il bacino di pubblico a cui il settore si rivolge è costituito da 370 milioni di bambini e ragazzi di età inferiore a 18 anni. Un bacino destinato ad aumentare – secondo le stime – di almeno tre milioni di bambini l’anno nei prossimi cinque anni, grazie alla fine dell’era del figlio unico. Dal 1979, anno della sua introduzione, la politica del figlio unico ha contrastato l’incremento demografico del Paese ma come conseguenza ha portato a un rapido invecchiamento della popolazione. Nel 2013 la normativa era già stata alleggerita e aveva concesso in alcuni casi (per esempio se la famiglia aveva una sola figlia femmina o se uno dei due genitori era figlio unico) la possibilità di avere il secondo figlio. Si è dovuto però aspettare gennaio del 2016 affinché tutte le coppie potessero avere due figli.

Il grande sviluppo dell’editoria per ragazzi è legato anche alla crescita della classe media cinese degli ultimi anni. L’ultima analisi di McKinsey stima che nel 2020 circa 550 milioni di persone (il 76% della popolazione urbana del Paese) apparterranno alla middle class, contro i soli cinque milioni del 2000. La classe media di oggi è più giovane, più istruita, con una mentalità molto più internazionale e soprattutto con una maggiore disponibilità economica di quella della fine del secolo scorso. I genitori cinesi di oggi sono quindi molto più propensi a investire nella cultura dei propri figli. E questa è una delle motivazioni dello sviluppo dell’editoria per ragazzi, al punto che se nel 2003 erano attive nel settore solo 20 case editrici in Cina, oggi sono più di 580. Negli ultimi tre anni una media di 45 mila titoli per ragazzi sono stati immessi ogni anno nel mercato editoriale cinese.

Si assiste anche a una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’educazione alla lettura nelle fasce prescolari, soprattutto nei centri urbani. Questo ha portato autori, editori e insegnanti delle scuole dell’infanzia a collaborare per rendere consapevoli i genitori dell’importanza di coltivare l’amore per la lettura dei propri figli già in tenera età. 

Gli editori poi sono più attivi nella promozione e vendita dei propri titoli online e sui social. Basti pensare che in Cina esistono 913 milioni di smartphone (più di Stati Uniti, Brasile e Indonesia messi insieme). Un bacino che è risultato particolarmente interessante anche per gli editori del settore bambini e ragazzi che trovano nei social network, nelle community online di genitori e nei fan club nuove possibilità di business. Queste nuove opportunità consentono agli editori cinesi di raggiungere un potenziale pubblico rimasto per troppo tempo al di fuori dai circuiti culturali, rappresentato in particolare dalle persone che vivono lontane dai grandi centri urbani, e quindi anche da librerie fisiche, biblioteche e luoghi di aggregazione.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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