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Mercato

Comunicare il libro ai buyer/2. L'identità dei piccoli e medi editori

di Valeria Pallotta notizia del 7 dicembre 2017

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La seconda puntata della riflessione – iniziata ieri – sulle nuove esigenze di buyer di catena e grossisti nella propria attività di selezione dell'assortimento vede oggi un approfondimento sull'importanza dell'identità dell'editore, in particolare delle piccole e medie realtà editoriali. Come assicurare profondità di assortimento e pluralità nell’offerta ai clienti finali, garantendo al tempo stesso la valorizzazione e visibilità dell’editore? Ne abbiamo parlato con Alberto Portesani, responsabile acquisti di Centro Libri, dal 1976 struttura di distribuzione libraria all’ingrosso, Antonio Strepparola, buyer di Mondadori, e Federica Carniti, buyer di Feltrinelli.

Parliamo di «carattere dell'editore»: quanto è ancora importante oggi? 
ALBERTO PORTESANI (Centro Libri): Saper riconoscere il carattere di ogni singolo editore è importantissimo: aiuta sia nella valutazione delle proposte che ci vengono riservate, sia in quelle che a nostra volta riserviamo ai nostri clienti. Per noi gli editori non sono tutti uguali, e di conseguenza non vengono gestiti tutti allo stesso modo. 
ANTONIO STREPPAROLA (Mondadori): Per me, che mi occupo principalmente di saggistica, il carattere dell’editore è imprescindibile. In un periodo in cui dilaga l’indifferenza, riuscire ancora a mostrarsi con la propria «caratteristica» distintiva è essenziale per avere visibilità e credibilità. Penso che lo si possa dire per tutti gli editori: avere un’impronta caratteristica  quale essa sia  è decisivo per emergere e mantenere dinamica la propria linea editoriale; e in questo il catalogo è la vera anima dell’editore.
FEDERICA CARNITI (Feltrinelli): I caratteri distintivi di un editore hanno sicuramente ancora importanza in particolare perché definiscono la collocazione di un titolo, di un autore all’interno dell’area di riferimento. Sono il marchio, il guscio, l’involucro che connotano e supportano un esordio o che impreziosiscono e danno valore aggiunto a una sigla già ben riconoscibile.
Siamo abituati a riconoscere il peso di una novità, potendola analizzare attraverso la lente di una identità editoriale che a sua volta, si declina all’interno di una complessità maggiore, rappresentata per noi dalle aree di appartenenza o generi. Ciascun genere ha editori che lo connotano in maniera più o meno incisiva e l’uscita di una novità viene pertanto letta anche attraverso la lente della riconoscibilità della sigla di appartenenza all’interno di un’area specifica e ben precisa.
Nel solco classico appena tracciato, sono possibili uscite editoriali che sovvertano i criteri ai quali, da addetti ai lavori, siamo avvezzi. Sono le novità più difficili da prenotare e sulle quali rischiamo di perdere di vista il reale potenziale di un titolo proprio perché vediamo scardinati i filtri che da sempre ci influenzano. In questi casi è quanto mai fondamentale l’apporto qualitativo degli strumenti promozionali, per comprendere a monte quale sia il lettore di riferimento, il quale, invece, ha solo raramente percezione dell’identità editoriale, quando, mosso da un interesse preciso, entra in libreria alla ricerca di una novità.
 
Piccola e media editoria significa una maggiore connotazione identitaria? 
ALBERTO PORTESANI (Centro Libri): Per Centro Libri riuscire a procurare ai suoi clienti, compreso l’editore più remoto e meno distribuito, è un servizio fondamentale. L’offerta di qualità degli editori «minori» è molto apprezzata dai nostri interlocutori e quindi per noi è importante riservarle il giusto spazio. Ovviamente non è facile, è un mestiere laborioso, e vi sono maggiori costi di gestione. Inoltre i grossi gruppi editoriali hanno un peso specifico sempre più alto, esercitano la loro influenza al massimo, e di conseguenza sugli scaffali delle librerie come nel magazzino di un grossista lo spazio per il resto è limitato. Ciò nonostante, per Centro Libri la profondità dei cataloghi e la pluralità dell’offerta sono valori imprescindibili; abbiamo costantemente a disposizione 100 mila titoli diversi, e ogni giorno lavoriamo perché questa selezione sia più aggiornata e vendente possibile. 
La nostra attenzione alla piccola e media editoria è attestata anche dal progetto Goodbook.it, la prima piattaforma ad averle dato spazio e voce, non solo tramite il portale ma soprattutto grazie al lavoro di creazioni di contenuti originali (interviste, video, articoli, eventi), pubblicati sui social e sul blog La scimmia dell’inchiostro.
ANTONIO STREPPAROLA (Mondadori): Per i piccoli editori è assolutamente fondamentale riuscire a connotarsi. La piccola editoria ha il pregio indiscutibile di essere peculiare e pluralista, di dare visibilità a nicchie che altrimenti non sarebbero mai esplorate. I suoi difetti, paradossalmente, sono connaturati proprio al suo pregio: se un piccolo editore non riesce a darsi una precisa identità c’è il rischio della dispersione e dell’invisibilità. E poi, francamente, non è facile sopravvivere da pesciolini in un mare di predatori. Per questo motivo trovo ammirevole il coraggio, la passione e l’entusiasmo che tanti piccoli editori mettono nel loro lavoro e che si traduce in un’offerta che merita un’attenzione sempre maggiore, come dimostra il moltiplicarsi di manifestazioni dedicate alla piccola e media editoria che, per quanto mi riguarda, non vanno considerate né eccessive né superflue.
FEDERICA CARNITI (Feltrinelli): Piccola editoria significa un lavoro artigianale, e come tale, un lavoro al quale dovrebbero corrispondere una cura e un’attenzione straordinarie; una coralità di forze che compongano alla realizzazione di un prodotto «quasi fatto ad arte». Consiglio in proposito la lettura di Richard Sennett e del suo ancora attualissimo L’uomo artigiano (Feltrinelli), per comprendere l’importanza del processo creativo quale meravigliosa sintesi di ciò che la scienza ci insegna e la società ci chiede e che solo l’uomo, in un concatenarsi di processi mente-mano-desiderio-ragione, porta a compimento.

L'autore: Valeria Pallotta

Promotrice editoriale per la casa editrice Laterza, mi sono laureata in Editoria all’Università degli Studi di Milano con una tesi sulla collana Scrittori d’Italia. Sono specializzata nel mercato librario internazionale, con particolare attenzione verso strategie di marketing editoriale e commerciale, visual merchandising, storia del libro e della cultura editoriale. Sogno di partire per un Grand Tour per le librerie di tutto il mondo!

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