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Mercato

Chi è il lettore che ascolta

di Giovanni Peresson notizia del 9 marzo 2018

Attenzione, controllare i dati.

Tra i cambiamenti nei modi di leggere – o meglio, di entrare nei mondi narrativi, della divulgazione, ecc. – quello degli audiolibri sembra occupare uno spazio sempre più importante nelle diete di consumo dei lettori italiani (e con maggiore frequenza in forma di file digitale, rispetto al supporto fisico). Nel 2017 l’11% degli intervistati nell’Osservatorio Aie sulla lettura e i consumi culturali realizzato assieme a Pepe Research (è in avvio l’edizione 2018) dichiarava di aver «letto» un audiolibro. E in quel 40% di rispondenti (14-75 anni, nel 2014 erano il 28%) che legge libri di carta e «digitale» ci sono sicuramente anche loro. Modalità di lettura che fa dei dispositivi mobili e multifunzione – smartphone (32%) e tablet (16% entrambi come prima risposta) i device più usati.

Sono le fasce di età adulte – 19,4% tra i 35-44enni; 21,3% tra i 45-54enni – a ricorrere maggiormente a questo modo di lettura rispetto alle categorie più giovani (3,9% tra 14-17 e 9,1% tra i 18.24).
In ogni caso, all’interno dei mondi indagati dall’Osservatorio si entra – e non con valori piccolissimi – anche attraverso la voce. A un 54% di intervistati che entra nei mondi narrativi attraverso le pagine di un libro  e a un 23% che fa altrettanto dalle schermate di un e-book, abbiamo un 40% che accede attraverso un insieme di «canali» (ma li possiamo ancora chiamare così?) che vanno dalle letture radiofoniche (15%) a quelle pubbliche (12%), fino agli audiolibri digitali (75) o fisici (6%). Complessivamente, fanno – con le evidenti sovrapposizioni – un 40%.
Lo stesso avviene con la manualistica e i mondi delle «utilità pratiche»: il 39% vi entra attraverso i libri, ma un 28% attraverso tutorial audio. Una percentuale che per la saggistica (magari nelle sue forme più «leggere» diventa il 22% e per le professioni: il 17%.

Dobbiamo cioè interrogarci su quale parte dei mondi editoriali passeranno – oltre che dalle righe della pagina – dalla voce. Soprattutto quando vediamo (Osservatorio Net Digital Innovation) che l’80% degli intervistati ammette di aver inviato almeno una volta messaggi vocali invece di sms, messaggini WhatsApp e simili. Se il 17% lo fa praticamente sempre e il 18% «spesso», tra i Millennials le percentuali salgono al 19% e al 22%.
Difficoltà nella scrittura anche di semplici messaggi? Risparmio di tempo? «Calore» che può trasmettere un messaggio vocale rispetto a uno scritto? Certo è che la voce (parlare di oralità narrativa mi sembra per ora prematuro) sta acquistando una sua collocazione assai diversa nella mappa mentale della «lettura». Anche se non è necessario riandare alla letteratura epica, ma basterebbe fermarsi agli anni in cui Orson Welles mise in onda il radiodramma La guerra dei mondi, adattamento radiofonico dell’omonimo romanzo del 1897 di Herbert George Wells.

Le slide  presentate il 9 marzo durante l’incontro a Tempo di Libri, sono disponibili e liberamente scaricabili alla pagina dedicata all'evento, nella sezione Presentazioni di questo sito.

L'autore: Giovanni Peresson

Mi sono sempre occupato di questo mondo. Di editori piccoli e grandi, di libri, di librerie, e di lettori. Spesso anche di quello che stava ai loro confini e a volte anche molto oltre. Di relazioni tra imprese come tra clienti: di chi dava valore a cosa. Di come i valori cambiavano in questi scambi. Perché e come si compra. Perché si entra proprio in quel negozio e si compra proprio quel libro. Del modo e dei luoghi del leggere. Se quello di oggi è ancora «leggere». Di come le liturgie cambiano rimanendo uguali, di come rimanendo uguali sono cambiate. Ormai ho raggiunto l'età per voltarmi indietro e vedere cosa è mutato. Cosa fare da grande non l'ho ancora perfettamente deciso. Diciamo che ho qualche idea. Viaggiare, ma forse non è il viaggio che mi interessa. Intanto continuo a dirigere l'Ufficio studi dell'Associazione editori pensando che il Giornale della libreria ne sia parte, perché credo sempre meno nei numeri e più alle storie che si possono raccontare dalle pagine di un periodico e nell'antropologia dei comportamenti che si possono osservare.

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