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Librerie

Un libro come cura per ogni malessere. L’idea della Piccola Farmacia Letteraria

di Antonio Lolli notizia del 11 gennaio 2019

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Amore non corrisposto, tristezza, ansia e stress. Ma anche ambizione eccessiva, scarsa autostima e alessitimia, l’incapacità di comunicare le proprie emozioni. Sono tanti gli stati d’animo e (ahimé!) i malesseri che possono accompagnarci nella nostra quotidianità. Quale risposta migliore di un bel libro, magari scelto appositamente per rispondere al bisogno emotivo che abbiamo in quel preciso momento?

La Piccola Farmacia Letteraria di Firenze si propone di rispondere proprio a questa esigenza, con una sezione organizzata come una vera e propria farmacia. È una piccola libreria con un catalogo di circa quattromila titoli, in particolare di narrativa, che ha inaugurato l’8 dicembre scorso in zona Gavinana, nella parte sud-orientale della città.

«L’idea per questa libreria è nata durante la mia precedente esperienza lavorativa in un punto vendita della catena Giunti al Punto – racconta Elena Molini, titolare e ideatrice del progetto – . Spesso infatti mi accorgevo che le persone chiedevano un suggerimento o un consiglio per la scelta del libro da acquistare soprattutto in base a uno stato d’animo, anche quando si trattava di un regalo. In una libreria di catena il tempo che puoi dedicare a rispondere alle esigenze di ogni cliente è comunque poco e quindi con la Piccola Libreria Letteraria ho cercato semplicemente di rispondere a una domanda che ho percepito provenire dall’utenza. L’obiettivo è proprio quello di dare una risposta immediata al lettore, anche senza l’intermediazione di un libraio, perché è altrettanto vero che non a tutti piace raccontare un proprio aspetto personale a un’altra persona. Ho quindi realizzato dei veri e propri bugiardini: una volta arrivati allo scaffale dedicato, le persone possono avere una panoramica di tutte le emozioni scelte. Ho inserito anche una legenda con ogni stato d’animo collegato a un colore, così da permettere al lettore di andare a colpo sicuro nella scelta del titolo più adatto. Una volta individuato il libro, basta girare il bugiardino collegato per scoprirne gli effetti collaterali (ovviamente positivi!) e la posologia (come e quando leggere il libro). Ho ideato i bugiardini partendo dalla mia esperienza personale di lettrice, ma per alcune situazioni un po’ più gravi – penso per esempio alla depressione o al lutto –  ho chiesto ovviamente l’aiuto di psicologi abilitati».




A partire dall’idea dei bugiardini sono stati ideati anche alcuni divertenti set regalo pensati per un target ben specifico: dall’«amico designer che ti ha fatto spendere una barcata di soldi per arredare la casa (accidenti a lui)» all’«amico intellettuale con una passione segreta per Netflix», in cui a ciascun libro sono associati altri prodotti che potrebbero interessare le diverse categorie di lettore. Quasi tutti i libri presenti oggi sullo scaffale della Farmacia Letteraria sono stati letti e scelti personalmente dalla titolare ma sono stati già organizzati momenti di incontro per favorire lo scambio di idee sui nuovi titoli da proporre. «Durante il book club che abbiamo realizzato prima di Natale, alcuni lettori si sono cimentati nella scelta di un libro e nella scrittura del bugiardino collegato. Sono emersi spunti davvero molto interessanti e titoli che hanno arricchito l’offerta della libreria».




Una libreria che si propone quindi di essere molto altro e che ha avuto già nei primi giorni di apertura ottimi risultati di pubblico. «Questo per me non deve essere soltanto uno spazio in cui si vendono libri – conclude Elena Molini –. Vorrei diventasse uno luogo di partecipazione, di condivisione e di scambio. Un luogo in cui le persone si possano sentire libere di venire anche solo per scambiare quattro chiacchiere o bere un caffè. E l’affetto con cui il pubblico ha risposto a questo nuovo progetto mi ha davvero stupita e incoraggiata».

L’apertura di una nuova libreria è sempre una vera e propria boccata d’ossigeno, anche per lo sviluppo del territorio in cui è inserita. E questo è ancora più vero per i piccoli centri urbani e per le zone periferiche delle città, spesso caratterizzate da una densità inferiore di spazi dedicati al libro e alla lettura rispetto alle aree centrali. Il bilancio positivo del primo mese di attività della Piccola Farmacia Letteraria dimostra quanto sia importante per una libreria puntare sull’innovazione (nell’assortimento, nelle strategie di comunicazione o nell’organizzazione dei servizi offerti) per potersi garantire un’adeguata visibilità e l’attenzione da parte di un pubblico oggi «sommerso» da un numero sempre più elevato di stimoli e di informazioni.


L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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