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Librerie

L’inizio di una nuova era per la Libreria Francese di Roma

di Nicolas Gary notizia del 6 marzo 2017

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La Libreria Francese di Roma cambia nome e proprietario. Con un’esperienza di più di vent’anni nel mondo delle librerie, di cui quasi dieci dedicati alla storica Libreria Francese, Marie-Ève Venturino riprende le redini dell’attività e le dà anche un nuovo nome: Libreria Stendhal.

A inizio novembre, durante il discorso inaugurale del Salone francofono del libro di Beirut, la ministra francese della Cultura Audrey Azoulay ha annunciato lo sviluppo di un Piano di Diversità per il Libro. Un progetto con alla base due direttive: rinforzare il sostegno alle librerie francofone e sviluppare i finanziamenti per la traduzione nel bacino del Mediterraneo. «Ebbene, rappresento la pratica sperimentale della prima misura» dichiara Marie-Ève Venturino.

François D’Avigneau, l’ex-proprietario della libreria, aveva messo in vendita l’attività nel 2014, a nove anni dal suo acquisto. Sebbene le proposte di compravendita siano state numerose, si sono concluse tutte in un niente di fatto. «Agli inizi del 2016 sono stata contattata dalla Central de l’édition [un servizio che facilita l’esportazione dei libri francesi all’estero, NdR] che mi ha proposto questo finanziamento sperimentale per la ripresa dell’attività» dichiara la libraia. La pratica è stata avviata in collaborazione con il CNL (Centre National du Livre).

Il Ministero della Cultura aveva elaborato un sostegno per le strutture all’estero e in particolar modo per i luoghi storici: «la Libreria Francese ha 70 anni... rispondevamo ai criteri». La domanda ha richiesto un anno di lavoro, portato avanti in questa prima fase dalla Central de l’édition in collaborazione con il CNL.
La pratica è stata presentata nel mese di ottobre davanti a un comitato di professionisti del settore, un paio di settimane prima dell’annuncio di Audrey Azoulay.

140 mila euro saranno prestati dalla Central de l’édition, per un budget totale di 430 mila euro, destinati all’acquisizione del catalogo e degli stock, e ai diversi lavori di ristrutturazione da realizzare. L’aiuto economico servirà come leva per accedere a dei prestiti forniti dalla Banca Nazionale del Lavoro. Il tutto con una garanzia dello Stato italiano per l’accensione del credito.
«Esistono pochissimi aiuti per le librerie all’estero; il CNL può fornire un sostegno, ma nel limite di 15 mila euro legati a delle necessità specifiche: una volta la formazione, altre il catalogo, o a volte anche come sovvenzione per ospitare degli autori. Tuttavia le occasioni su cui fare leva non sono molte. E in Italia gli aiuti alle librerie sono inesistenti». 
La preparazione del dossier non è stata semplice. «Tutti noi abbiamo dovuto sperimentare, riflettendo mano a mano che l’iniziativa avanzava». L’intervento e le riflessioni del comitato di pilotaggio del progetto, costituito da professionisti del settore, hanno contribuito attivamente al buon fine del piano di ristrutturazione.

La libreria, che oggi conta sei impiegati, di cui quattro a tempo pieno, dovrà ancora far fronte a dei lavori nei prossimi mesi: l’inaugurazione è prevista per settembre. «In dieci anni la struttura ha visto una diminuzione del 25% del suo giro d’affari, ma nel corso degli ultimi quattro anni è peggiorata ulteriormente: con l’arrivo di Amazon in Italia siamo stati messi a dura prova». Solo nel 2012, la Libreria Francese avrebbe perso 100 mila euro di fatturato: l’assenza di costi di spedizione per gli acquisti fatti su Amazon Italia si è rivelata di fatto una concorrenza molto forte.

La storica Libreria Francese si trasforma quindi in «Libreria Stendhal, per restituire una nota di nobiltà al mondo delle lettere» - dichiara la direttrice Marie-Ève Venturino. «Il nostro mestiere di librai è molto diverso quando è svolto all’estero: bisogna giocarsi la carta del servizio eccellente, del dinamismo, della convivialità... o altrimenti perire. Solamente essere esigenti può permetterci di resistere, perché lavoriamo un po’ come delle strutture specializzate in Francia. O siamo eccellenti o diveniamo inutili».

D’altronde, diventa difficile la concorrenza con Amazon quando per l’ordine di un libro servono quindici giorni di attesa. «Ho adottato una politica tariffaria in cui i clienti beneficiano di uno sconto. Va da sé che ho dovuto diminuire il mio guadagno. È un modo per ringraziarli della loro fedeltà, proponendo i libri al prezzo francese» sostiene la libraria. Un approccio commerciale che non è possibile per tutti i libri ma che permette comunque il rilancio delle vendite. «La vera risorsa per i librai francofoni all’estero riguarda la loro specializzazione: per rispondere alla domanda del pubblico dobbiamo essere molto specializzati».

Un catalogo di qualità, l’accoglienza, i consigli e forse un petit café? «Installeremo una macchina da caffè per offrilo, non per venderlo. Non abbiamo lo spazio, e allo stesso tempo, preferisco rilanciare l’immagine di luogo d’incontro che in passato la libreria aveva. È esistito un tempo in cui le persone si davano appuntamento il sabato da noi per incontrarsi».

Appuntamento a settembre allora.


Inizia con la pubblicazione di questo articolo una collaborazione con ActuaLitté, sito d'informazione editoriale francese, che vedrà un reciproco scambio di articoli sui rispettivi mercati. Qui potete leggere la notizia in francese; la traduzione in italiano è a opera di Iris De André.

L'autore: Nicolas Gary

Direttore del sito d’informazione editoriale francese ActuaLitté, per i professionisti del settore, sono un uomo appassionato di libri e di digitale. Lavoro da 10 anni nel settore editoriale – e c’è sempre qualcosa da scoprire.

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