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Lettura

La lettura tra i bambini: i dati di Usa, Uk, Australia e India

di Camilla Pelizzoli notizia del 3 febbraio 2017

Attenzione, controllare i dati.

I bambini sono i lettori di oggi e del futuro. Dunque, per capire come si sta muovendo tanto l’istruzione quanto l’industria editoriale, è fondamentale capire in che direzioni si sta sviluppando la lettura dei bambini, sin da quando si tratta di lettura «assistita», o meglio, da quando sono i genitori a leggere per i propri figli.

È con questa prospettiva che si sono sviluppati i report biennali sulla lettura di bambini e genitori portati avanti dalla Scholastic, che hanno pubblicato da poco la sesta edizione della ricerca sulla popolazione degli Stati Uniti, oltre alla prima edizione della ricerca sui bambini e i genitori dell’India, dell’Australia e della Gran Bretagna.

Un fattore che accomuna i bambini di tutti questi Paesi – e indubbiamente anche quelli di Paesi che non sono compresi in queste ricerche – è che la maggior parte dei piccoli «lettori forti» ha, dietro di sé, dei genitori che danno il buon esempio, hanno un buon numero di libri sugli scaffali e, soprattutto, hanno cominciato a leggergli storie a voce alta fin da subito.

Negli Stati Uniti, ad esempio, in media in una casa con bambini d’età compresa tra gli 0 e i 17 anni ci sono 104 libri per bambini; e l’effettiva quantità di libri presenti si riflette poi sulle abitudini di lettura dei più piccoli. Lo studio, infatti, mette in correlazione la frequenza di lettura dei bambini e il numero di libri disponibili in casa: così i bambini che leggono frequentemente (ovvero il bambino che legge libri per divertimento 5-7 giorni alla settimana, quantificabile in circa 42,4 libri letti), che compongono il 23% del totale, hanno in media 141 libri in casa, quasi 40 in più della media generale.  

Inoltre, la percentuale di genitori che quasi tutti i giorni legge a voce alta ai propri figli (tra i 3 e i 5 anni) è del 62%, in crescita rispetto all’ultimo sondaggio (2014, 55%); un’abitudine che tende a diminuire man mano che i bambini crescono, con degli ovvi cali man mano che si alza l’età del bambino.
Un’abitudine che viene percepita come positiva dalla stragrande maggioranza dei genitori e dei bambini: in circa il 70% dei casi (77% per i genitori, 72% per i bambini) è un momento speciale da condividere in famiglia, e anche un divertimento (67% dei genitori, 66% dei bambini). E molti genitori lo fanno proprio con lo scopo di far amare ai propri figli i libri e la lettura (64%).

Anche in Australia, in India e nel Regno Unito il momento della lettura ad alta è considerato molto importante, sia come tempo da passare in famiglia, sia come mezzo per far conoscere i libri ai più piccoli.
In Australia, il 56% dei bambini tra i 3 e i 5 anni ha dei genitori che gli leggono storie ad alta voce quasi tutti i giorni; all’86% piace, il 76% lo considera un momento speciale coi propri genitori e per il 66% è divertente. In India la percentuale scende al 34%, pur considerando bimbi dai 0 ai 5 anni; ma i livelli di gradimento sono pressoché gli stessi (i bambini a cui piace sono l’85%). Sorprendentemente, invece, in Gran Bretagna si legge di più ai bambini (78% dei piccoli tra 3 e 5 anni), ma loro sembrano gradirlo meno («solo» l’83% ha risposto che gli piace).

Uno dei dati che senz’altro danno più da pensare, tra i tanti che le ricerche propongono, riguarda la percentuale di bambini che considerano la lettura come un’attività divertente e piacevole. Il 58% dei bambini statunitensi ama leggere per piacere; stessa percentuale per i bambini inglesi; e così anche il 60% degli australiani e l’81% dei bambini indiani. È un dato importante perché un bambino che associa la lettura a qualcosa di piacevole, a un’attività bella da svolgere, ha più probabilità di rimanere un lettore anche quando diventerà grande; e di questo l’editoria (e non solo) ha più che mai bisogno.

I report completi sono liberamente consultabili qui.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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