Il tuo browser non supporta JavaScript!
Lettura

In Indonesia la promozione della lettura inizia nei parchi

di Denise Nobili notizia del 3 novembre 2017

Attenzione, controllare i dati.

La promozione della lettura è un argomento che riguarda da vicino tutti i Paesi del mondo, ma diventa una questione di primaria importanza nelle regioni più povere, in cui la volontà di sviluppo si rispecchia con una visione  della cultura come elevatore sociale ed economico per una popolazione.

È così che una tra le province più povere dell’Indonesia ha iniziato a muoversi per aumentare i valori della lettura tra la popolazione, in particolare con specifici programmi orientati ai bambini e alle fasce più giovani.

Molte scuole indonesiane hanno iniziato da qualche anno a prevedere all’interno dell’orario delle lezioni dei momenti dedicati completamente alla lettura. Questi ritagli di tempo, però, di solito non superano i 15 minuti quotidiani e rischiano comunque di venire percepiti dagli studenti come un compito, un’imposizione dall’alto che non li porterà a leggere al di fuori delle mura scolastiche. È un problema che gli stessi insegnanti notano: la lettura non viene associata a un’attività di svago e i bambini e i ragazzi preferiscono dedicarsi ad altre attività durante il loro tempo libero.

È così che nella provincia delle Piccole Isole della Sonda, arcipelago indonesiano, un gruppo di volontari (LEKO) ha iniziato a interessarsi del problema, progettando delle attività di lettura diverse da quelle a cui sono abituati i bambini del luogo. Collaborando con l’associazione SALT (Spazi Alternativi di Lettura), i volontari hanno deciso di portare i libri fuori dalle biblioteche, luoghi troppo poco frequentati dalla popolazione: l’idea è quella di inserire la lettura in un contesto percepito dai bambini come più rilassante e giocoso.

L’iniziativa prevede la creazione di piccoli stand di lettura nei parchi pubblici, dove di solito i bambini vengono portati dai genitori nel tempo libero per giocare: musica dal vivo, letture ad alta voce o la possibilità di scegliere un libro in una ricca offerta e leggerlo in solitaria immersi nella natura.

Le due associazioni stanno cercando di cambiare la mentalità del Paese, avvicinandola di più ai paradigmi europei, americani e australiani: se noi non percepiamo come strana la lettura il spazi pubblici, non si può dire lo stesso dell’Indonesia, dove è rarissimo vedere qualcuno che legge per strada.



Il problema di indici bassi di lettura tra la popolazione si accompagna a una serie di mancanze nelle infrastrutture e nel sistema scolastico indonesiano: poche biblioteche, spesso lontane dai piccoli centri abitati e con una ridotta offerta di libri (spesso si tratta di una sola stanza con degli scaffali). Oltretutto inserite in contesti fatiscenti e di poco appeal per i bambini. Ma i problemi non si fermano a questo, si pensi soltanto che la maggior parte delle scuole (oltre 90 mila scuole primarie e secondarie) non sono collegate a internet, quando invece si sta cercando a livello legislativo di muoversi verso il libro scolastico digitale. Impensabile se ci confrontiamo poi con problemi ancora più profondi, come la mancanza di elettricità in ancora circa 17 mila scuole del Paese.

Si potrebbe pensare che prima di muoversi in iniziative di promozione della lettura, sia necessario colmare alcune lacune più basilari del sistema. Ma è anche vero che lo sviluppo di un Paese parte anche dall’aumento della consapevolezza nei suoi abitanti e questo può avvenire soltanto da un’adeguata istruzione, anche quando arriva non dal sistema educativo statale ma dalla lettura come attività privata. Quando la lettura diventa un’abitudine già da piccoli stimola dei bisogni e delle necessità che da grande il lettore vorrà in qualche modo soddisfare.

Ma non solo: le iniziative come questa da parte di associazioni private e su base volontaristica attirano l’attenzione dei media e delle istituzioni pubbliche, che percepiscono la necessità di supportare certi progetti e di svilupparne di propri. Anche il presidente dell’Indonesia, infatti, ha da poco inaugurato una giornata al mese al rifornimento delle librerie di zone più remote, cercando di aumentare il livello di tutte le province a uno standard uguale.

Secondo LEKO, però, il primo impedimento alla crescita dei livelli di lettura tra la popolazione non è rappresentato soltanto dalle strutture: le persone non vanno in biblioteca perché non sentono il bisogno di leggere. Il modo per avvicinarli all’amore per il libro va, quindi, cercato prima di tutto attraverso delle iniziative più creative di promozione. Quello di portare i libri nei parchi pubblici e di pensare a delle attività per invogliare i bambini è soltanto una delle vie ed è vero che c’è ancora molto da fare, ma rimane comunque un buon punto di partenza da cui iniziare a costruire una differente percezione della lettura.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

Guarda tutti gli articoli scritti da Denise Nobili

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.