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Lettura

A bordo campo. La biografia sportiva tra epica e romanzo di formazione

di Denise Nobili notizia del 29 maggio 2018

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La produzione editoriale sportiva ha trovato negli ultimi anni nuovo vigore grazie a un sottogenere capace di guadagnarsi spazio tra gli scaffali delle librerie e nelle letture degli italiani: la biografia degli sportivi. Si tratta prima di tutto di sportivi famosi che sono diventati vere e proprie icone, e a confermarlo è la classifica dei libri di questo genere più venduti nello scorso anno: sono le storie di campioni di ogni disciplina che si raccontano in prima persona. Bebe Vio, Del Piero, Zanardi, Gullit, Ivan Zaytsev. Non solo sportivi, ma simboli.

In certi casi a decretare la fortuna di una biografia è la componente nostalgica, come nel caso delle biografie di sportivi di un’altra epoca, personaggi che hanno fatto la storia di una disciplina, ma che hanno segnato anche la storia di chi quello sport lo tifava. Le vittorie e le sconfitte di cui parlano queste pagine sono state condivise coi loro tifosi, e così tutte le emozioni che intridono le loro telecronache, spesso passate alla storia.

Ma ciò che sorprende, in realtà, è che spesso al centro di queste biografie non c’è un personaggio famoso. Il protagonista è allora chi lo sport lo fa a livello agonistico ma senza passare alla ribalta del grande pubblico, e spesso si tratta addirittura di personaggi di invenzione.

Ciò che hanno in comune tutti questi libri, a metà tra narrazione e biografia, è che sono storie motivanti capaci di colpire un pubblico variegato, di tutte le età e di diversi tipi di formazione. I libri che parlano di sport non vengono letti soltanto dagli sportivi, da chi pratica una disciplina a livello agonistico o amatoriale, ma anche da chi lo sport ama guardarlo dagli spalti.

In questo senso, l’editoria sportiva si rivolge a chi cerca (e trova) nello sport un certo tipo di filosofia di vita: «lo sport è più che una passione, è una lente di ingrandimento dell’esistenza» dice in un’intervista Isabella Ferretti di 66thand2nd, casa editrice che ha fatto della narrativa sportiva una cifra identitaria. Sono stati i primi in Italia a dedicare spazio a questo tipo di letteratura, pensando addirittura a delle collane («Attese» dedicata allo sport in generale e «Vite inattese» in cui si collocano proprio le biografie).

Un altro editore italiano che presta un occhio di riguardo per lo sport all’interno del proprio catalogo è Add Editore e, anche in questo caso, si tratta di una casa editrice che riconosce il forte legame che unisce la cultura allo sport. Un terreno fertile di grandi passioni e personalità fuori dall’ordinario, come ci suggeriscono le parole di Stefano Delprete, editor di Add, in un’intervista di qualche anno fa: «lo sport è anche racconto, ed è un bacino di grandi storie e personaggi che hanno qualcosa da dire».




Ma negli anni la letteratura sportiva ha trovato sempre più posto nei cataloghi degli editori, sia acquistando all’estero i diritti delle opere sia pubblicando storie di autori italiani. Da un lato ci sono le biografie dei grandi sportivi, come le numerose pubblicate da Rizzoli, o anche quelle che si pongono già da subito come letteratura con una sua dignità, come alcuni titoli di Einaudi. Si pensi a Open di Andre Agassi, bestseller mondiale e che negli ultimi sei anni ha continuato a vendere tantissimo, rimanendo in testa ai titoli sportivi più acquistati nel nostro Paese.

Dall’altro, si stanno sviluppando tipologie di narrativa sportiva sempre più interessanti. Molti romanzi invece di mettere al centro la persona, vengono costruiti attorno alla narrazione di uno specifico evento, di una partita passata alla storia: si tratta di momenti celebri marcati nell’immaginario collettivo e  che rientrano in un certo senso nel filone storico o nostalgico. All’estero spopolano poi titoli che indagano il rapporto tra allenatore e sportivo, o che tendono a mettere in luce i retroscena, la vita da spogliatoio.

Ma non basta, perché la sperimentazione si sta muovendo anche verso pubblici diversi, come nel caso dei libri per bambini e ragazzi, e con forme differenti: non solo romanzi, ma anche graphic novel, diari, persino una raccolta di domande dai fan che fungono da motore dietro il racconto.

Il trend è in generale positivo, queste storie sono in grado di salire le classifiche di vendita all’estero e nel nostro Paese, facendo guadagnare alla biografia sportiva in pochi anni un posto di diritto tra i generi letterari più apprezzati. Ma cosa piace tanto da appassionare anche lettori che con lo sport hanno poco a che fare?

Si tratta perlopiù di storie motivanti: al centro un personaggio con una passione e la descrizione delle difficoltà e delle sfide che ha dovuto affrontare per perseguire un obiettivo ben definito. L’analogia sportiva si riflette sulla vita del lettore qualunque, non per forza praticante quello o un altro sport: il protagonista del libro assume su di sé i caratteri tipici della tradizione eroica. È il cavaliere che deve uccidere il drago, soltanto che il drago si incarna in un record da battere, in un punteggio sul tabellone, in un avversario o una squadra da sconfiggere.

D’altra parte, ciò che rende nuovo questo tipo di storie è che l’eroe viene presentato con tutte le sue debolezze e fragilità: la paura prima del match, la delusione e la rabbia dopo la sconfitta. In primo piano viene messa la storia personale del protagonista, che non è mai invincibile. E allora le pagine scorrono veloci nel rievocare i ricordi, che raccontano la formazione dello sportivo, il primo incontro con la disciplina che sarebbe diventata l’amore di una vita e gli allenamenti durissimi, ma anche i rapporti con la famiglia prima, coi compagni e il coach dopo. È così che iniziamo a leggere la biografia di un mito del tennis, e ci troviamo coinvolti nel racconto del difficile rapporto col padre.

È un percorso di demitizzazione, sì, ma che ci fa apprezzare ancora di più quel personaggio, rendendolo più simile a noi. È la prova che lo sport è una grande fabbrica di buone storie, piena di personaggi che non hanno nulla da invidiare agli eroi epici e che, allo stesso modo, sanno ispirarci. Persone, in carne e ossa, che affrontano le difficoltà della vita spesso in modo non consueto, rischiando, cadendo, ma tendendo sempre a un oltre, a un obiettivo che si trova più in là.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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