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Internazionalizzazione

Un incentivo per le traduzioni dall’afrikaans

di Alessandra Rotondo notizia del 9 maggio 2018

Attenzione, controllare i dati.

Oggi l’afrikaans è la lingua madre per quasi 7 milioni di persone in Sudafrica. Il terzo idioma per diffusione (dopo lo Zulu e lo Xhosa) e quello in assoluto più parlato nella regione occidentale del Paese, dalla provincia del Capo Settentrionale a quella del Capo Occidentale. Ma la letteratura afrikaans valica poco i suoi confini geografici perché – come avviene per molte produzioni linguisticamente «periferiche» – è poco esplorata dalle editorie internazionali e raramente riproposta in traduzione.

Per questa ragione PEN South Africa – la divisione sudafricana dell’associazione internazionale PEN International, che oggi conta 145 succursali autonome diffuse in 104 Paesi del mondo – ha istituito un programma di finanziamento per «promuovere la letteratura afrikaans a livello internazionale, generando più traduzioni (e più pubblicazioni di traduzioni) di opere afrikaans degne di nota».

«La letteratura che non è disponibile in traduzione – affermano gli organizzatori del nuovo fondo – non può essere considerata letteratura del mondo». E l’incentivo alla traduzione in altre lingue («soprattutto l’inglese, l’olandese, il francese, il tedesco, l’italiano, lo spagnolo e gli idiomi scandinavi» precisa ancora il PEN) non ha solo la funzione di riconoscere il lavoro degli autori locali, potenziando la loro visibilità internazionale e quella dell’intero comparto editoriale del Paese: «è anche un’opportunità per l’afrikaans come lingua» e per la salvaguardia del suo portato storico-culturale.

Soprattutto perché – come si legge in un articolo pubblicato qualche tempo fa sul sito di PEN America – «l’uso dell’afrikaans sta diventando sempre più politicizzato, a causa della sua connessione storica con il governo dell'apartheid». Essendo una variante dell’olandese con prestiti linguistici dal francese, dal tedesco, dalle lingue khoisan parlate da alcuni gruppi etnici africani e dal portoghese, l’afrikaans è per molti versi considerato come la «lingua degli oppressori» o comunque delle minoranze bianche. Per questa ragione (ma anche, e forse soprattutto, per ragioni di utilità e ordine pratico) gli stessi madrelingua tendono ad abbandonarla, ripiegando sull’inglese e facendo in modo che ai loro figli sia impartita un’istruzione in lingua inglese. La speranza è che, aumentando la circolazione anche internazionale della letteratura afrikaans, lo stigma che circonda la lingua si attenui.

Grazie a questo programma, gli editori internazionali che vogliono tradurre dall’afrikaans potranno ricevere un sostegno economico, a patto che il titolo scelto sia un romanzo, una poesia, una raccolta di racconti, un’opera non fiction, un libro per bambini o young adult originariamente scritto e pubblicato in afrikaans. Ogni progetto di traduzione non potrà essere assegnato a più di due traduttori ed è altamente preferibile che la traduzione sia fatta direttamente dall'afrikaans, senza passare per una lingua ponte. L’adesione al bando richiede anche che venga presentato un «piano di marketing soddisfacente», che includa una proposta di distribuzione e un campione tradotto di 8-10 pagine. Informazioni più dettagliate e il modulo per la partecipazione sono disponibili qui.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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