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Internazionalizzazione

Fellowship Program. Un primo bilancio della tredicesima edizione

di Redazione notizia del 8 dicembre 2017

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Si è conclusa ieri a Più libri più liberi la tredicesima edizione del Fellowship Program, organizzato per il secondo anno con il sostegno del progetto Aldus, la rete europea delle Fiere del Libro coordinata da Aie e cofinanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa. La partecipazione è aperta a editori stranieri e agenti letterari interessati a esplorare la piccola e media editoria del nostro Paese al fine di stabilire contatti e avviare negoziazioni con editori italiani, con lo scopo di riproporne opere e autori fuori dai confini nazionali. Assecondando così quella tendenza alla valorizzazione del Made in Italy (anche letterario) che negli ultimi anni ha riverberato effetti positivi anche sul nostro settore, soprattutto riguardo alla narrativa. Quest’anno hanno partecipato 22 operatori stranieri – 20 aziende europee, una casa editrice turca e una indonesiana – e 45 italiani, che si sono incontrati in più di 350 appuntamenti vis-à-vis.

Numeri in netta crescita rispetto alle edizioni passate, anche a quella 2016, quando i 15 operatori stranieri avevano incontrato le 40 realtà italiane in quasi 200 appuntamenti. Crescente anche l’interesse dimostrato dagli editori stranieri partecipanti, che hanno sottolineato come il Fellowship Program sia uno strumento fondamentale per conoscere e instaurare rapporti con case editrici indipendenti. Rapporti che spesso, anche a distanza di anni, sfociano nella pubblicazione di un libro.

«È la prima volta che partecipiamo al programma – spiega Laurence Bourgeon delle edizioni francesi Cambourakis – ed è stata un’esperienza davvero interessante. Siamo una piccola casa editrice e pubblichiamo soprattutto titoli stranieri: narrativa, libri per bambini anche illustrati, fumetti. Siamo aperti a tutto il mondo, ma ultimamente i libri italiani ci interessano particolarmente. Da circa un anno, per esempio, pubblichiamo in Francia Zerocalcare. Il Fellowship Program si è rivelato molto utile per entrare in contatto con aziende editoriali di qualità che non conoscevamo, ma è stato anche un interessante momento di incontro e confronto con altre piccole e medie case editrici europee».  

Stessa soddisfazione espressa dal collega Alessandro Gallenzi, che nel 2005 ha aperto nel Regno Unito la casa editrice Alma Books: «Con 1 milione di sterline di fatturato, nel Regno Unito ci collochiamo tra le piccole case editrici. Per la maggior parte pubblichiamo titoli in traduzione, di tutti i generi, e l’Italia è uno dei nostri Paesi di punta, insieme a Russia, Francia e Germania. Il Fellowship Program si è rivelato una bella sorpresa, ben organizzato, interessante e soprattutto molto utile a scoprire tanti giovani intraprendenti che guidano piccole e medie case editrici in Italia. Sono più di uno i titoli che mi hanno interessato e spero in futuro di portarne qualcuno in Inghilterra».

Non solo editori. Per la prima volta e in via sperimentale, l'argomento della compravendita dei diritti è stato affrontato quest'anno anche da una prosettiva extra settore. Tra i partecipanti a quest’edizione anche l’agenzia Maria Francesca Gagliardi Media Scouting, che per prima ha introdotto in Italia una figura che nel mondo anglosassone esiste già da anni, quella dell’intermediario tra il mondo dei libri e l’industria cinematografica e televisiva. «I nostri clienti – spiega Gagliardi – sono i produttori cinematografici, che ci incaricano di scandagliare il mondo dei libri per scovare storie interessanti che potrebbero diventare un film o una serie tv. Il Fellowship Program è stato un’occasione molto utile per parlare a quattr’occhi con piccoli editori indipendenti, un settore che di solito è più difficile intercettare. Abbiamo stretto rapporti con alcune realtà interessanti e continueremo a seguirle, forse nei prossimi mesi uno dei loro titoli diventerà un film».

D’altronde, l’impegno dell’Aie orientato all’internazionalizzazione – importante per l’intero comparto editoriale, vitale per i piccoli e medi editori – non si manifesta solo in concomitanza delle fiere con progetti come il Fellowship, ma prevede progetti sviluppati in tutto l’arco dell’anno. Basti pensare alle missioni esplorative, finalizzate a indagare le possibilità per gli editori italiani di creare opportunità di scambio e collaborazione all’estero.

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