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Innovazione

Non conosci le metriche di Web Analytics? Dovresti!

di Davide Giansoldati notizia del 24 October 2017

Attenzione, controllare i dati.

Con l’arrivo di Internet, sono nati milioni e poi miliardi di siti web: solo in Italia il numero complessivo dei domini .it ammonta a un totale di 3 milioni e 58 mila, racconta nel suo ultimo report la Registration Authority italiana. È quindi importante conoscere e usare gli strumenti che permettano di analizzare e confrontare i siti web, capire quelli che generano più traffico, quali sono le pagine più viste, chi sono gli utenti che li visitano: questo è il compito della Web Analytics.

La Web Analytics, come spiega la Web Analytics Association, è la misurazione, la raccolta, l’analisi e la reportistica di dati Internet al fine di diffondere la conoscenza e l’uso del Web. Tra le soluzioni di Web Analytics, Google Analytics è quella più utilizzata in Italia per monitorare e analizzare il traffico sul proprio sito web e la più diffusa anche tra gli editori e le librerie online. Come la maggior parte dei servizi forniti da Big G, è gratuito.

Google Analytics non solo consente di misurare vendite e conversioni, ma offre anche dati aggiornati in tempo reale su come i visitatori navigano sul sito, come sono arrivati, cosa cercano e perché lo lasciano. Come viene spiegato sul sito ufficiale, grazie a Google Analytics «ottieni le informazioni che fanno la differenza».

Per capire l’andamento di un sito web, gli indicatori principali di performance (KPI) sono:

  • il numero di visite o sessioni, che indica il totale di sessioni in un intervallo di date. Una sessione corrisponde al periodo di tempo in cui un utente interagisce con il sito web, l'app e così via. Scade mediamente dopo 30 minuti di inattività dell’utente e a mezzanotte. Se in una settimana visitate il sito 10 volte, le vostre visite saranno conteggiate 10;
  • il numero di visitatori o utenti, che indica gli utenti che hanno avviato almeno una sessione nell'intervallo di date selezionato e include sia gli utenti nuovi sia gli utenti di ritorno. Se in una settimana visitate il sito 10 volte, sarete sempre conteggiati come 1 visitatore;
  • le visualizzazioni di pagina, che indicano il numero totale di pagine visualizzate e comprende le visualizzazioni ripetute della stessa pagina. Quindi, se visitate 5 volte la stessa pagina, il contatore delle pagine visualizzate registrerà 5;
  • le pagine/sessione, che indicano il numero medio di pagine visualizzate durante una visita e comprendono le visualizzazioni ripetute della stessa pagina. È un indice di interesse verso i contenuti del vostro sito web: più pagine vengono viste, più il sito sta coinvolgendo l’utente. Se avete un e-commerce, è normale avere almeno cinque o sei pagine viste per sessione;
  • la durata della sessione media – ovvero la permanenza media degli utenti sul sito – e il tempo medio sulla pagina (la quantità media di tempo passato dagli utenti a visualizzare una specifica pagina o schermata o un insieme di pagine o schermate). Anche questi dati, insieme al numero di pagine per sessione, rivelano la qualità degli utenti del vostro sito e la loro relazione con i contenuti. Valori alti indicano interesse e allineamento tra contenuti sul sito e visitatori;
  • la frequenza di rimbalzo (o bounce rate), che indica la percentuale di visite di una sola pagina, ossia quelle visite che si concludono con l’abbandono della pagina da parte degli utenti senza interagire con essa. Se è bassa, significa che l’utente apre più di una pagina, manifestando interesse per i contenuti del sito. Se è alta può significare due cose: o che il visitatore ha trovato subito quello che cercava, oppure – al contrario – che non c’è pertinenza tra il contenuto della pagina e le keywords dell’annuncio o della ricerca effettuata dal visitatore;
  • la percentuale di nuovi visitatori, che è una stima della percentuale di nuovi che arrivano sul vostro sito per la prima volta. Se questo dato è troppo alto, significa che non riuscite a fidelizzare i visitatori; se è troppo basso, che non riuscite ad attirare nuovi utenti;
  • i siti di provenienza, che indicano le sorgenti di traffico da cui arrivano gli utenti. Potete, per esempio, conoscere il flusso di visite provenienti dai social network, e analizzare la campagna di social media marketing che state conducendo. Allo stesso modo, potete analizzare da quali siti esterni arrivano gli utenti (referral), mettendo a punto o affinando delle attività di link building. Tra le fonti di traffico potete trovare anche le newsletter e le DEM (le campagne di e-mail marketing), che hanno una loro specifica voce di monitoraggio. Infine, potete visualizzare le provenienze dai motori di ricerca: dato necessario, per esempio, per verificare lo stato dell’ottimizzazione SEO;
  • il flusso di utenti, che permette di visualizzare come i visitatori arrivano al sito web e i percorsi più comuni che intraprendono all’interno di esso. Può essere utile per la CRO (Convertion Rate Optimization) e in generale per ottimizzare la struttura del sito web. Innanzitutto, consente di avere una visione di insieme del sito: a differenza degli altri report che offrono moltissimi dati, ma sulla singola pagina, il singolo evento, il singolo mezzo, qui si ha una rappresentazione visiva dell’andamento del sito che può permettervi di individuare, anche a colpo d’occhio, dove c’è un problema;
  • le metriche dedicate a capire meglio chi sono gli utenti attraverso i dati demografici (età e genere), i dati geografici (lingua e luogo, interessante per chi ha attività geolocalizzate), gli interessi, se si connettono da mobile o desktop, il loro grado di coinvolgimento, che influenzano il tempo di permanenza medio.

Grazie a questi indicatori di performance, che sono tutti disponibili su Google Analytics, ora siete pronti per una prima analisi qualitativa del traffico del vostro sito web. Come dico sempre nei miei workshop, la Web Analytics è un ottimo punto di partenza per farsi le domande e trovare le risposte.

L'autore: Davide Giansoldati

Sono docente del Master in Editoria cartacea e digitale dell'Università Cattolica di Milano, dove insegno Social Media e SEO; sono uno scrittore, trainer di storytelling, comunicazione e public speaking; ho 20 anni di esperienza su internet, marketing online ed e-commerce.
Come CEO di DGLine ho creato Biblos, la soluzione e-commerce per l’editoria usato da più di settanta marchi editoriali, e Bsuite, l'ERP che rivoluziona il panorama dei gestionale per editori e librerie. Sono Google Adwords Certified e la mia agenzia è un Google Partner e azienda del network dell’Associazione Italiana Editori.
Ho pubblicato per Editrice Bibliografica Promuovere e raccontare i libri sui social network e Fare e-commerce per editori e librai, mentre per Apogeo Education l'e-book Diventare professionisti digitali.

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