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Innovazione

La Cina sperimenta il prestito in libreria e nei minimarket

di Alessandra Rotondo notizia del 12 settembre 2017

Attenzione, controllare i dati.

Le librerie cinesi stanno sperimentando un nuovo approccio per far si che le persone leggano – e acquistino – i loro libri. Diversi bookshop e catene hanno recentemente aderito a un programma per la condivisione e il prestito di titoli concepito dalla Anhui Xinhua Media, un’impresa pubblica al servizio del settore editoriale e del suo sviluppo.

Il progetto pilota, inaugurato il 16 luglio dalla libreria Xinhua della provincia di Anhui, ha coinvolto progressivamente dieci punti vendita e si è protratto per più di un mese e mezzo. «Da allora, oltre 20 mila persone hanno preso in prestito più di 100 mila libri attraverso l'applicazione» ha dichiarato Huang Zhen,  dirigente della Anhui Xinhua Media.

Al sistema di prestito si accede tramite un’app per smartphone che, a fronte di un deposito di 99 yuan (circa 13 euro) – che verrà restituito alla riconsegna – consente all’utente di prendere in prestito fino a due libri alla volta da una delle dieci librerie attualmente aderenti al programma e di tenerli gratuitamente per 10 giorni. Al termine del periodo, i lettori potranno decidere di restituirli o di acquistarli. «Non si deve far altro che scansionare [tramite l’applicazione] il QR code presente sul dorso del libro che si vuole prendere in prestito» racconta Zhu Fei, responsabile del programma.

Già all’inizio della fase pilota del progetto, quando la libreria aderente era solo una, è emersa netta una tendenza: su un campione di 601 utenti, il 90% aveva dichiarato l’intenzione di tenere in maniera permanente almeno uno dei titoli presi in prestito. «Quella che mancava, era la voglia di tornare in libreria per perfezionare l’acquisto» aggiunge Zhu. Così si è saggiamente pensato di rendere disponibile il pagamento tramite app. Per chi, invece, deciderà di non acquistare il libro, la restituzione potrà essere fatta in una qualunque delle librerie aderenti, non necessariamente in quella del prestito.

Al termine della fase pilota, oltre che ad altre librerie, il progetto è stato esteso anche a 120 minimarket di catena a Shijiazhuang (la capitale della provincia di Anhui): ogni punto vendita ha reso disponibili per il prestito circa 300 titoli. In questo caso, per ogni giorno che l’utente tiene il libro  si vede addebitato il costo di 1 yuan (poco più di un centesimo di euro).

Sia i prestiti che le restituzioni possono essere effettuate, anche in questo caso, in uno qualsiasi dei 120 negozi affiliati, mentre i pagamenti vengono regolati tramite WeChat, un servizio di messaggistica istantanea e micro operazioni economiche molto diffuso in Cina. Il programma verrà in seguito esteso anche ad altri esercizi commerciali, nella convinzione che la rete dei negozi di prossimità – più di quella delle librerie – sappia capillarmente raggiungere un territorio ampio e variegato come quello cinese. Per di più caratterizzato da una domanda di prodotti editoriali e culturali che negli ultimi anni non fa che crescere.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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