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Innovazione

Il futuro della lettura passa per l’EPUB Summit

di Gregorio Pellegrino notizia del 4 aprile 2017

Attenzione, controllare i dati.

Il 9 e 10 marzo più di 150 professionisti dell'editoria digitale si sono riuniti da tutta Europa (ma anche dagli Usa e dal Canada) a Bruxelles per la seconda edizione dell’EPUB Summit organizzato da EDRLab, uno dei presidi europei per l’editoria digitale, con sede a Parigi. Obiettivo, fare il punto sullo stato dell’arte dell'ecosistema EPUB.
 
L’incontro ha avuto luogo presso la Bibliothèque Royale de Belgique, nel centro della città, e le premesse erano interessanti: si trattava, infatti, del primo appuntamento pubblico in Europa dedicato all’editoria digitale dopo che a gennaio 2017 sono state pubblicate le specifiche della più recente versione dell’EPUB, la 3.1, insieme alle linee guida per realizzare libri digitali accessibili, e dopo l’unione, a febbraio, dell’IDPF (International Digital Publishing Forum)  l’organismo internazionale che ha gestito lo standard EPUB) con il W3C (World Wide Web Consortium), l’organismo che si gestisce e sviluppa gli standard del web), ha aperto nuovi scenari per l’editoria digitale.
 
Nella sua presentazione, Ivan Herman W3C ha descritto quali potranno essere i risultati di questa unione, in particolare ha mostrato una demo di una Portable Web Publication (o EPUB 4), che si candida ad essere prossimo passo in avanti per lo standard degli e-book e che sarà una pubblicazione digitale che potrà essere letta sia online (tramite browser), che offline con browser o applicazioni dedicate: una rivoluzione che fa scomparire il confine attualmente esistente tra la produzione di contenuti online e offline e che dovrebbe portare a un utilizzo sempre ampio del formato EPUB.
L’innovazione di formato (e di prodotto), che è un elemento fondamentale per l’evoluzione dell’editoria digitale, porta però con sé alcune problematiche per gli editori. I contenuti digitali, come ha chiaramente evidenziato Liisa McCloy-Kelley (responsabile dell’editoria digitale per Penguin Random House), sono soggetti a una continua manutenzione: per ogni nuova versione dello standard bisogna avere dei tool che permettano una migrazione semi-automatica dei titoli già pubblicati. Questo tema è molto sentito dagli editori europei (e anche italiani), il cui mercato digitale è attualmente composto, nella quasi totalità, da file EPUB 2 e che vedono difficoltoso un passaggio all’EPUB 3 per gli stessi problemi che ha un colosso come Penguin Random House. Adattare il catalogo a un nuovo formato è un processo impegnativo e costoso.
 
Il pubblico è rimasto colpito da alcuni dati presentati da due editori istituzionali: il Publications Office of the European Union e l’ufficio pubblicazioni dell'Organisation for Economic Co-operation and Development; entrambi rendono disponibili le proprie pubblicazioni in più formati digitali (EPUB, PDF, HTML, ecc.) tramite il proprio sito web ed entrambi hanno condiviso con il pubblico le statistiche sul formato preferito dagli utenti (in base ai dati analitici raccolti sui loro siti web): in entrambi i casi il formato EPUB è stato scelto solo dall’1% dei loro utenti.
Secondo loro le cause di così poca popolarità sono date dalla difficoltà nel realizzare e consultare pubblicazioni complesse in EPUB (ad esempio ricche di tabelle, grafici, note a piè di pagina, ecc.) e dal fatto che l’EPUB non sia supportato nativamente dal sistema operativo Windows, per cui un utente non esperto, che scarica un EPUB, ha difficoltà nel trovare e installare l’applicazione di lettura.
Importante in questo contesto l’intervento di Bill Kasdorf (della società di consulenza statunitense Apex CoVantage), che ha affrontato il tema della gestione nativa dell’EPUB da parte dei sistemi operativi più diffusi e ha annunciato che, nel giro di qualche mese, Windows supporterà nativamente la lettura dei file EPUB attraverso il browser Edge. Grazie a questa novità un elevato numero di utenti saranno in grado di leggere EPUB senza difficoltà, semplicemente aprendo il file, come già accade sui dispositivi Apple e Android.
 
Durante la mattina del secondo giorno il focus è stato sull’innovazione in editoria. Moderati da Cristina Mussinelli (Aie), i rappresentanti di quattro aziende che con i loro prodotti e servizi hanno innovato nel settore di riferimento – Nathan Hull per l’olandese Bookchoice, Jens Klingelhöfer per la tedesca Bookwire, David Dupré per la francese TEA e Nicola Cavalli per l’italiana MLOL – hanno presentato il loro punto di vista mettendo in evidenza gli ambiti in cui nei prossimi anni ci saranno le maggiori novità. Concordando sul fatto che negli ultimi anni sia stata data molta importanza all’innovazione di prodotto (sia lato imprenditoriale che lato progetti europei a sostegno dell’industria editoriale) e che ora il focus dovrebbe passare invece all’innovazione di processo, orientata alla riduzione dei costi e l’aumento del margine in tutta la filiera. A seguire si sono confrontati su questo futuro alcuni rappresentati della comunità europea: Paolo Cesarini, head of Media Convergence and Social Media (DG CONNECT, Commissione Europea), Anne Bergman, direttore della FEP (Federation of European Publishers) e Françoise Dubruille dell’EIBF (European and International Booksellers Federation).

Un altro importante elemento, al centro dalla discussione, è stato quello l’interoperabilità che solo un formato aperto come l’EPUB può garantire. All’evento è stata presentata, in anteprima mondiale, la prima demo del sistema DRM Light Content Protection (sviluppato dalla Readium Foundation in collaborazione con EDRLab). Principalmente pensata per il prestito bibliotecario digitale, ma utilizzabile anche in altri contesti, la soluzione permette al detentore dei diritti di distribuire i contenuti in sicurezza, evitando al contempo quelle complesse operazioni richieste attualmente al lettore da altre soluzioni, che compromettono l’usabilità (ad esempio login su servizi terzi, associazione di un dispositivo al proprio account e via dicendo) e riducendo sensibilmente il costo per transazione che ora incide considerevolmente sui margine degli e-book.
La libreria digitale francese TEA, che ha adottato il sistema, ha presentato delle statistiche interessanti: dopo l’implementazione di una versione beta del DRM LCP, il numero di persone che ha acquistato un secondo e-book dopo la prima esperienza è aumentato di 3,5 volte, riducendo quindi la barriera tecnologica all’ingresso. Per maggiori informazioni sul progetto LCP: https://www.edrlab.org/readium/readium-lcp/
 
Particolare attenzione è stata poi data all’accessibilità, punto di forza del formato EPUB, che permette di integrare nativamente l’accessibilità nelle pubblicazioni digitali. In questo campo l’italiana Fondazione LIA è stata pioniera, creando nel 2011 un sistema virtuoso in cui sono gli stessi editori che pubblicano versioni accessibili dei propri e-book (sia delle novità, che del catalogo) e le distribuiscono attraverso i canali tradizionali. La soluzione italiana è stata presa come caso studio sia dal Syndicat National de l’Edition francese che dal DAISY Consortium. Entrambi stanno lavorando, indipendentemente, a un sistema di promozione dell’accessibilità basato sulla certificazione de file EPUB accessibili e sulla distribuzione degli stessi attraverso i canali trade.
 
Tutti gli interventi dell’EPUB Summit sono stati video registrati e saranno disponibili sul sito dell’EDRLab: https://www.edrlab.org/

L'autore: Gregorio Pellegrino

Laureato in ingegneria informatica, mi occupo di editoria digitale, nuovi media e web come consulente (e docente) per aziende editoriali. Sono responsabile tecnico della Fondazione LIA - Libri Italiani Accessibili per la quale svolgo attività di consulenza e formazione per organizzazioni nazionali e internazionali che vogliono cambiare i processi produttivi per mettere al centro l'accessibilità.

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