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Innovazione

Audio revolution. Un e-book per capire l’audiolibro

di Alessandra Rotondo notizia del 17 July 2018

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L’arrivo del Kindle è stato paragonato, per dirompenza, a quello dell’iPod nell’industria musicale. Ma a dieci anni dall’ingresso dei libri elettronici sul mercato e nelle nostre vite – poco più di cinque «effettivi», se restringiamo il campo all’Italia – molti si chiedono se le promesse fatte siano state poi mantenute. Anche perché, se la digital disruption è la trasformazione che avviene quando la tecnologia entra in un mercato consolidato e lo cambia radicalmente, non è di poco conto l’evidenza che l’e-book – almeno come largamente inteso oggi – si limiti a trasferire su schermo la lettura del libro cartaceo, senza potenziare né trasformare significativamente l’esperienza di fruizione.

Sul versante «esperienziale», le pagine di pixel appaiono surclassate da quelle in formato mp3. E forse lo stesso sta succedendo anche per il mercato. Qualche mese fa, durante Quantum – la conferenza tecnologica che precede di un giorno l’apertura della London Book Fair – l’audiolibro è stato definito il golden child dell’editoria dei giorni nostri: il figlio d’oro, la «promessa» del nostro settore. Il formato, soprattutto nell’area anglofona, continua incessantemente a crescere: sia sotto il profilo dei consumi che della produzione. E, con le dovute proporzioni e un incedere decisamente più cauto, il fenomeno audio sta coinvolgendo anche l’Italia.

Eppure gli audiolibri non rappresentano in sé una tecnologia nuova. Né è nuova l'idea che la voce possa fare da driver alle storie, integrando il senso delle parole con il portato emotivo offerto dall'inflessione, dal calore, dalla lentezza o dalla velocità della lettura. A rendere «nuovo» il panorama dell'audio sono elementi diversi e compenetrati: dai supporti di fruizione alle modalità di consumo, dalla logica di piattaforma al ruolo dell’utente nell’ecosistema digitale. «Audible – racconta ancora Azzani – attiva una dinamica diversa [rispetto alla lettura tradizionale], che ha sì a che fare con l’ascolto, con la dimensione del “farsi raccontare una storia”, ma è anche particolarmente influenzata dalla componente tecnologia della fruizione, dal supporto, dalla mobilità. Dall’onnipresenza dello smartphone al centro delle nostre vite».

Di nuovo c’è un modo di fruire l’intrattenimento, ancorato a un modello di business che fa leva sull’insieme piuttosto che sull’unità, e un device tecnologico in particolare. Tutte istanze che interessano realtà produttive diverse, che incrociano i bisogni di chi i contenuti li produce con quelli di chi li distribuisce. E con quelli dei provider e dei partner tecnologici, delle realtà IT senza le quali non esisterebbe lo scenario che vediamo emergere e che proviamo a raccontare.

Dalle pagine del Giornale della libreria, abbiamo visto il cambiamento riflesso nei grandi gruppi editoriali internazionali, quando sono andati alla ricerca di partner, competenze e soluzioni tecnologiche che potessero aprire loro le porte del mercato dell'audio. Lo abbiamo osservato nelle grandi piattaforme digitali che implementavano funzionalità «vocali»; lo abbiamo intuito nelle partnership tra chi già presidiava il settore e chi, invece, padroneggiava tecnologie e modelli più all'avanguardia. Da Kobo che scende nell’arena dell’audio a Penguin Random House che apre uno studio di registrazione e poi un reparto marketing specificamente dedicato agli audiolibri, da Medium che punta sulla narrazione in cuffia come plus per i suoi utenti a Findaway che rilascia un aggiornamento per l’autopubblicazione di audiobook, fino alla join venture di Hachette e Wattpad per la realizzazione di contenuti editoriali da ascoltare. Ma seguire l'arrivo, l'evoluzione, la specializzazione, il collocamento sul mercato dei competitor dell'audio significa prima di tutto confrontarsi con un versante tecnologico peculiare e comune a gran parte dell’universo dell’entertainment, che si traduce nella condivisione di pubblico e prospettive con piattaforme come Netflix e Spotify.

E se lo smartphone è il centro e al centro di questo tipo di consumi, se è vero che l’audio digitale viene percepito come l’ultimo companion medium dei giorni nostri – capace d'insinuarsi con facilità e naturalezza nella vita degli utenti per il suo carattere di complementarietà rispetto a molte azioni del quotidiano – una tecnologia in particolare sembra allentare le maglie di questo paradigma. Stiamo parlando degli smart speaker. Dispositivi domestici che espandono oltre lo smartphone il raggio d’azione degli assistenti vocali virtuali che già popolano i nostri device mobili, immergendoli nella fisicità delle nostre case: attraverso di loro possiamo accedere a contenuti d'informazione e d'intrattenimento, controllare oggetti e funzioni smart che ci circondano, gestire a mezzo voce una serie di operazioni che attualmente facciamo interagendo con lo schermo o con altri pulsanti e superfici. Gli editori sapranno cogliere il cambiamento? Sapranno piegare i loro contenuti alle logiche di uno schema di fruizione ancora nuovo? A tal proposito, non sembra un caso che la divisione statunitense di Hachette abbia stretto recentemente un accordo con Amazon per la creazione e la distribuzione di contenuti editoriali originali che gli utenti potranno fruire attraverso i dispositivi voice activated «abitati» da Alexa. Il primo prodotto rilasciato è Classroom 13 Skill, una storia interattiva «a bivi» ispirata a una popolare serie di libri illustrati per bambini.

Audio revolution. L’ascolto è la nuova frontiera della lettura? Parla di tutto questo, e lo fa con un approccio necessariamente eterogeneo e in divenire, raccogliendo le istanze, le notizie, gli appunti sul tema che abbiamo colto in circa due anni di osservazione del fenomeno dalle pagine del Giornale della libreria. Quattro i capitoli che articolano il discorso: uno dedicato allo scenario dell’audio in Italia (con i contributi originali di Marco Azzani e Sergio Polimene, rispettivamente country manager di Audible Italia e direttore editoriale di Emons); uno a mercati, lettori e tendenze: dal giro d’affari alla propensione alla «lettura in ascolto» dei vari Paesi; uno al versante più squisitamente tecnologico, tanto della fruizione quanto della produzione e della distribuzione; e un ultimo dedicato agli esperimenti: dai podcast agli audiodrammi, passando per produzioni laboratoriali al confine tra esperienze e media diversi, ma ugualmente orientate a percorrere la strada sonora della narrazione. Lo trovate (sia in versione ePub che pdf) sui principali bookstore digitali. Grazie al lavoro di Fondazione Lia è il nostro primo e-book accessibile.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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