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Editori

Uno stivale di libri per ragazzi, una guida di geografia editoriale

di Alessandra Rotondo notizia del 28 gennaio 2019

Attenzione, controllare i dati.

Una «guida di geografia editoriale» che racconta la ricchezza, la varietà e il valore delle case editrici per bambini e ragazzi disseminate lungo la penisola e promosse da Emme Promozione. Uno strumento di comunicazione rivolto ai librai e ai lettori che fa del criterio territoriale un pretesto e un metodo di esplorazione. «La geografia editoriale rivela la vivacità dell’editoria italiana per ragazzi a partire dalle città nelle quali hanno sede le case editrici» racconta l’introduzione di Uno stivale di libri per ragazzi, il catalogo di promozione editoriale promosso dalla società di servizi del Gruppo Messaggerie e realizzato con la cura dell’Accademia Drosselmeier. Città storicamente affini alla produzione libraria, come Milano, e città che hanno sviluppato in tempi più recenti una propria peculiare esperienza, come Roma. E ancora Torino e diversi centri del Nord, fino ad arrivare al Sud della penisola, non escluso da questo felice movimento. «Al tempo stesso in questa mappa è possibile rilevare come il concetto di frontiera nazionale venga superato per la presenza di editori stranieri che portano direttamente i loro libri nelle librerie attraverso la distribuzione italiana».
 
Soprattutto, un modo diverso per promuovere e raccontare il panorama editoriale, facendo leva sui suoi contenuti e sulle professionalità che vi lavorano. Un atto di cura, di amore e di sostegno nei confronti di un segmento florido della nostra editoria. Al tempo stesso, luogo di pratiche e segnali positivi per il comparto imprenditoriale che presidiamo e snodo nevralgico d’intervento «sociale»: perché lettori si diventa e non si nasce, e fare l’incontro, in tenera età, con il libro giusto, può condizionare il nostro destino di lettori. Un destino segnato dalle azioni di educatori, insegnanti, genitori e anche librai.
 
Una pubblicazione bella, caratterizzata da una forte cura editoriale. Perché non si può parlare degnamente di «libri belli», non se ne può comunicare il valore e la cura, senza ricorrere a un prodotto a sua volta bello e curato. Potrebbe essere una chiave di lettura del progetto? abbiamo chiesto a Mauro Frigerio, consigliere e responsabile operativo di Emme Promozione. «Certamente è quanto volevamo comunicare al mercato, in particolare ai nostri clienti. Tutti gli editori con cui lavoriamo nel settore ragazzi esprimono grande qualità, tutti hanno progetti editoriali importanti ed è doveroso rappresentarli degnamente e in modo originale. Il catalogo vuole esprimere la ricchezza che gli editori hanno costruito in anni di attività. Non è un elenco di titoli, non è un classico catalogo commerciale: l’idea è interpretare con un viaggio lungo lo stivale il gusto e l’attenzione che gli editori riservano a qualsiasi loro titolo».
 




Il progetto è frutto d’importanti sinergie. Ma da dove arriva l’idea?

Siamo promotori di molti cataloghi per ragazzi, comparto produttivo da sempre molto vivace e in continua crescita. Con Uno stivale di libri per ragazzi vogliamo mettere in evidenza la nostra nuova organizzazione  commerciale, che prevede figure specializzate in questo settore capaci di valorizzare ulteriormente la proposta degli editori. Figure che possono lavorare in modo trasversale, possono proporre un’ampia gamma di titoli, collaborare con il libraio per le sue scelte di assortimento. La nuova organizzazione commerciale, insieme al catalogo, ci permettono d’individuare proposte complete, per target, seguendo i piccoli lettori fino alla loro età adulta.
Ci siamo confrontati con Grazia Gotti e Silvana Sola dell’Accademia Drosselmeier, abbiamo condiviso l’idea e ne è nata una piacevole collaborazione. Il catalogo è il risultato, espressione del loro gusto e della loro professionalità oltre che della nostra.
 

È ipotizzabile che un progetto simile possa essere applicato anche ad altri segmenti del nostro mercato? Avete in programma altre iniziative simili o comunque altre idee per «comunicare» il libro in maniera innovativa?

Consideriamo il catalogo per ragazzi il numero zero, abbiamo raccolto il consenso di editori e librai e questo ci ha dato spunto per pensare che si possano immaginare iniziative analoghe per altri comparti produttivi. Ad esempio per la narrativa, ipotizzare un catalogo con tutti gli editori che ci affidano la promozione, creando percorsi di lettura da consigliare anche agli utenti finali.
Molti circoli di lettori si sono creati grazie al lavoro dei librai, fornire loro uno strumento nuovo potrebbe essere una strada da percorrere. Abbiamo già molte idee a tale proposito anche per i fumetti, i libri illustrati, i libri di spiritualità o di editoria religiosa.
Per noi di Emme Promozione, la cooperazione fra editori dello stesso comparto produttivo non può che tradursi in un rafforzamento per tutti. L’obiettivo più ad ampio spettro è quello di diventare consulenti per editori e librai, attraverso lo sviluppo delle competenze, degli strumenti. Attraverso la specializzazione. Crediamo che questo sia il futuro della promozione: saper sviluppare nuove idee, nuovi modelli commerciali per essere dei partner indispensabili. Le vendite saranno solo la conseguenza.
 
 
In un orizzonte sempre più affollato da competitor e prodotti editoriali – che al contempo giocano la stessa partita di altri tipi d’intrattenimento – quali sono gli elementi di resilienza e successo sui quali un editore dovrebbe puntare nel concepire la propria offerta? E come cambia il ruolo del promotore in questo scenario evolutivo?

Sicuramente oggi le crescenti sollecitazioni rendono più complessa la competizione tra prodotti editoriali, anche rispetto al contesto digitale. Che se conosciuto adeguatamente e praticato con criterio può diventare a sua volta un mezzo di diffusione del libro. Un esempio è offerto dal web, dal modo in cui sui social network si parla di cultura e contenuti: luoghi aperti in cui i lettori possono incontrarsi e scambiarsi opinioni su autori, titoli e produzione. In questi anni abbiamo avuto molte conferme di come, se utilizzata con sapienza, la tecnologia può restituire qualità.
Non dimentichiamoci inoltre che gli utenti più giovani, in particolare, hanno grande familiarità con questo ecosistema. E saranno i lettori di domani: per interessarli dobbiamo imparare a parlare un linguaggio che accomuni la tecnologia al piacere della scoperta, alla curiosità. Alla lettura.
In questo contesto il ruolo della promozione certamente cambierà. In parte lo ha già fatto, almeno per quanto ci riguarda, e continuerà sicuramente a farlo. Noi, come accennavamo, cercheremo di diventare sempre più consulenti per i nostri clienti, siano essi editori o librai. Abbiamo inoltre rafforzato la nostra struttura introducendo una figura di marketing capace di guidarci nell’utilizzo e nell’interpretazione dei dati a nostra disposizione, sempre più cruciali per indirizzare il lavoro e per orientarsi a buoni risultati.
Ed è importante che queste forme di conoscenza siano irradiate lungo tutta la rete della nostra struttura: già da anni facciamo formazione sulle persone che sono sul territorio, cerchiamo di fornire loro informazioni da trasferire ai clienti e con loro sviluppare proposte nuove, assortimenti ad hoc per ogni libreria. Siamo convinti che questa per ora sia una buona strada da percorrere.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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