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Editori

Food&Book. La cultura del cibo secondo Agra

di Alessandra Rotondo notizia del 13 giugno 2017

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Quando Sergio Auricchio e Alessandra Graziani rilevano Agra, la piccola casa editrice ha al suo attivo una sola pubblicazione: «s’intitolava Agra – per l’appunto – ed era dedicata all’agricoltura» racconta Auricchio. La nuova Agra Editrice, invece, sviluppa ben presto una linea editoriale intenzionata a riempire un vuoto nell’offerta del nostro Paese, specializzandosi nel campo dell’informazione sul settore dei beni di largo consumo e sui canali distributivi in generale e più in particolare nel settore agroalimentare. Agra, insomma, fonda il suo business su un’editoria di servizio, molto diffusa nei Paesi anglosassoni e nel Nord Europa, ma praticamente assente in Italia. Gli annuari, in particolare, rappresentano una parte importante del suo catalogo: «sono pubblicazioni complesse che riescono a garantire un’informazione verticale sul settore e che nelle aziende trovano i loro maggiori acquirenti». Prodotti che hanno anche dei canali distributivi diversi da quello consueto, essendo «libri che non vanno in libreria. Chi ne ha bisogno ci conosce e li ordina direttamente dal sito».

Non mancano, però, nella proposta editoriale di Agra, titoli dal più ampio mercato. «Ma non pubblichiamo ricettari, piuttosto libri di “cultura dell’alimentazione” che nascono con l’intento di non essere dimenticati in pochi mesi», fagocitati da un mercato settoriale dove mode e tendenze si diffondono e alternano in maniera piuttosto incalzante. «Anche per questa ragione nella libreria non troviamo il nostro canale di vendita preferenziale. Sappiamo, infatti, che le difficoltà attraversate dai punti vendita impongono una vita media sullo scaffale sempre più breve» che non si adatta perfettamente alle pubblicazioni a più «lento rilascio». Anche per questa ragione, la casa editrice ha deciso di sottolineare il valore e il lavoro editoriale che c’è dietro ogni titolo con un costo di copertina adeguato.

«Abbiamo una collana dedicata ai prodotti tipici: atlanti sul pane, la pasta, gli oli, i formaggi… E poi ce n’è una dedicata al marketing: l’ultimo volume pubblicato s’intitola Il marketing delle cantine aperte, è di Donatella Cinelli Colombini – presidente nazionale delle Donne del Vino e titolare delle cantine con organico interamente femminile Casato Prime Donne a Montalcino – e contiene informazioni su come organizzare il punto vendita e le degustazioni turistiche, trovare agenzie che organizzano wine tour e proporsi in modo convincente».



L’approccio «culturale» al settore agroalimentare che la casa editrice porta avanti attraverso le sue pubblicazioni è mantenuto inalterato anche negli eventi che organizza: Una nave di libri per Barcellona e aMare leggere (una sorta di versione della prima dedicata ai più piccoli), ma soprattutto Food&Book. Il festival, che dal 13 al 17 ottobre tornerà a Montecatini per la sua quinta edizione, è ispirato allo slogan «la cultura del cibo, il cibo nella cultura».
«Come succede per i titoli che pubblichiamo, anche Food&Book non vuole essere una rassegna di libri di ricette». L’idea è quella di far convivere, nella cornice liberty dalle Terme di Montecatini, grandi chef e grandi scrittori che sappiano comunicare il valore emozionale e valoriale del cibo, indirizzandolo alla scoperta di luoghi fisici e narrati, di abitudini e costumi, di cultura e tradizione.

«Come la pastiera raccontata da Maurizio de Giovanni» che in Vipera (Einaudi, 2012) è liturgia dei gesti più che semplice preparazione. «O i piatti che imbandiscono le tavole nei romanzi di Simonetta Agnello Hornby».
Durante la scorsa edizione (la quarta, nel 2016) la manifestazione è stata visitata da oltre 7 mila persone: un numero in aumento negli anni che ha portato gli organizzatori a decidere di «allungare» di un giorno l’edizione 2017, che proseguirà fino al lunedì

Food&Book coinvolge un tipo di pubblico particolarmente variegato: ai visitatori interessati agli appuntamenti con gli autori e con gli chef (degustazioni, pranzi e cene, showcooking), va aggiunto un bacino qualificato di cultori e amanti del food, oltre ai professionisti del settore e, non da ultimo, gli studenti degli istituti alberghieri (oltre 500 lo scorso anno) che hanno organizzato viaggi studio da tutta Italia insieme ai loro docenti. «E quest’anno contiamo di ospitarne più di mille».

Anche la presenza di Slow Food è forte, che a Food&Book porta il meglio dell’enologia italiana. «Anche per l’edizione 2017 il sabato, come ormai da tradizione, gli appassionati potranno conoscere le circa 800 etichette migliori d’Italia, selezionate dai degustatori per la guida Slow Wine 2018».

I libri letti, raccontati, presentati e discussi durante i giorni del festival, poi, sarà possibile trovarli al bookshop allestito per l’occasione nelle terme, o agli stand degli editori partecipanti. «Food&Book è un contenitore, riempito dalle attività, le iniziative e la creatività di soggetti anche molto diversi tra loro. Ed è per questo che funziona».

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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