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Editori

Dove osano gli escursionisti. Ediciclo e Iter si raccontano

di Alessandra Rotondo notizia del 16 maggio 2017

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L’editoria turistica e quella di viaggio hanno conosciuto notevoli cambiamenti nel corso degli anni. Confrontandosi con le trasformazioni tecnologiche – dalla mobilità ai social media – e misurandosi con la conseguente evoluzione delle diete mediali e informative dei viaggiatori; ma anche assecondando la trasformazione delle abitudini, dei gusti e dei consumi cui sono inequivocabilmente connesse.

L’ultimo periodo si è sicuramente contraddistinto per la diffusione di stili di vita più etici e salutari, ispirati al rispetto delle risorse e alla rivalutazione del territorio. Una tendenza che ha riverberato i suoi effetti anche sulla dimensione turistica, contribuendo alla crescita di un approccio sempre meno «di massa».  Capita spesso che, nel programmare un viaggio, ci si tenga distanti dalle rotte più battute, senza per questo andare alla ricerca dello sfrenato esotismo. Anzi, piuttosto concentrandosi sulla scoperta (o riscoperta) del proprio territorio – che sia nazionale o di stretta prossimità –, esplorandone la storia e le eccellenze enogastronomiche e scegliendo dei mezzi di trasporto a basso impatto, economico e ambientale.

Questo «nuovo» volto del turismo – o meglio, la diffusione di un turismo ancora di nicchia, ma sempre più capace di interessare un pubblico numeroso – è stato intercettato (e talvolta precorso) dalle proposte di alcuni piccoli editori specializzati, che hanno saputo assecondare – con i loro cataloghi, le loro guide e le loro mappe – rotte e stili di viaggio per qualche verso alternativi.

Un esempio è Ediciclo, che nasce alla fine degli anni Ottanta dalla passione di quattro amici per il ciclismo. Le prime pubblicazioni si concentrano sulle salite in bicicletta: «eravamo i primi e gli unici a fare questo tipo di guide» racconta Vittorio Anastasia, alla direzione della casa editrice. Dall’iniziale focalizzazione sulle due ruote e sugli aspetti tecnici legati al pedalare si diramano poi altri filoni. Come la narrativa di viaggio, con la pubblicazione – nei primi anni Duemila – de La strada per Istanbul di Emilio Rigatti: il racconto del viaggio in bicicletta da Trieste a Istanbul che l’autore aveva fatto insieme a Paolo Rumiz e Altan. «Rigatti ci aveva contattato per proporci una guida, ma abbiamo ritenuto che la forza della sua scrittura avrebbe funzionato meglio su un prodotto diverso, più capace di restituire l’intensità del viaggio e le sue emozioni». E anche di rivolgersi a un pubblico più ampio, magari solo interessato a viaggiare con la testa, piuttosto che a spingere sui pedali.

«Successivamente abbiamo iniziato a concentrarci sul mondo del camminare e sull’escursionismo a piedi» racconta ancora Vittorio Anastasia, «incrociando una richiesta che negli ultimi anni è diventata significativa, tanto che il 2016 è stato proclamato l’Anno nazionale dei cammini». L’interesse per la riscoperta dei cammini storici è stato alimentato anche in Italia dalla fama di quello di Santiago di Compostela, ma poco alla volta sta emergendo l’attenzione anche per altri tracciati, come quelli sulla via Francigena, la riscoperta delle vie romane, la Grande Traversata delle Alpi e le vie della transumanza. «Naturalmente noi ci concentriamo sui percorsi italiani, da fare sia a piedi che in bicicletta. Per le due ruote, proprio in questi giorni stiamo chiudendo una guida per il tratto da Roma a Benevento».

Nonostante il trend in ascesa, le difficoltà non mancano. «Subiamo l’inevitabile concorrenza dei contenuti gratuiti resi facilmente accessibili dal web ma lavorare sulla qualità e sulla cura editoriale del prodotto i suoi risultati li dà». Un’altra criticità con la quale tocca confrontarsi è la penetrazione in libreria, «in particolar modo per i piccoli editori, la diffusione dei propri titoli può diventare problematica, soprattutto di fronte a un’eccessiva concentrazione dei punti vendita in poche grandi catene e alla scarsa diffusione capillare sul territorio. Ma questo è un tema centrale per tutti, sia per gli editori specializzati che per quelli non specializzati».

Oltre alle complessità che sono tradizionalmente chiamati a gestire i piccoli editori, in presenza di un focus così specifico se ne possono aprire altre, legate peculiarmente ai contenuti e alla loro spendibilità. «L’Italia avrebbe enormi possibilità di crescita dal punto di vista del turismo in bicicletta, purtroppo però la rete delle piste ciclabili a uso turistico di lunga percorrenza è poco sviluppata, se non quasi inesistente». Negli ultimi anni qualche iniziativa c’è stata, ma il terreno da recuperare è tanto: «Per capire l’abnorme disparità, in Germania ci sono più di 40 mila chilometri di piste ciclabili a uso turistico, in Italia arriviamo forse a 3 mila». Ed è evidente che nulla più della diffusione di una rete di percorsi a uso ciclo-pedonale sicuri e preferibilmente separati da quelli automobilistici potrebbe incentivare le persone a dedicarsi a questo tipo di attività. «E, perché no, anche a comprare qualche guida in più».


   
La strada per Istanbul di Emilio Rigatti (Ediciclo) e A piedi per il Lazio di Stefano Ardito (iter):
due titoli importanti per i cataloghi delle rispettive case editrici.

Un altro esempio di piccolo editore con grande consapevolezza della propria nicchia è Iter edizioni, attiva dai primi anni Settanta e figlia di un’attività che ha radici storiche: «Iter ha una lunga tradizione familiare, perché mio padre pubblicava già nel 1935 una prima collana di guide turistiche di Roma in cinque lingue; questo è il nostro nucleo fondante» ci racconta Sira Lozzi, fondatrice della casa editrice. «Poi noi figli abbiamo proseguito l’attività editoriale diversificandoci con diversi marchi, e la Iter si è specializzata in particolare nelle mappe, negli stradari e in una serie di guide principalmente escursionistiche».
Materiali in linea con le nuove tendenze di viaggio, dunque; ma la scelta ha dato soddisfazioni anche prima di questo ritorno alla popolarità della scoperta del territorio. «D’altronde siamo stati tra i primi a imporre questi titoli a livello nazionale» continua Sira. «Abbiamo cominciato con A piedi nel Lazio, che a breve festeggerà 35 anni e che ha dato vita a un’intera collana, affidata alle cure di Stefano Ardito». Ma l’unico modo per mantenersi sempre interessanti per il pubblico, e sfruttare la propria esperienza nel settore, è «stare attenti alle nuove esigenze di mercato, cercando di soddisfare i nuovi gusti» e richiamando, quindi, i lettori che stanno cominciando a scoprire ora questa produzione. Una costante nella vita della casa editrice, che da trent’anni propone i propri contenuti anche attraverso le edicole e considera questo canale una garanzia di capillarità, capace di far arrivare un argomento prima da «addetti ai lavori» – quello delle guide escursionistiche – al grande pubblico.

I canali di distribuzione sono, per una nicchia tematica così circoscritta, un punto particolarmente importante, come rifletteva poco più su Vittorio Anastasia. Secondo Sira Lozzi, che si tratti di guide generiche o specifiche, «bisogna indovinare i canali più adatti, e credo che noi editori dobbiamo cercare punti vendita diversi. Affidarsi solo alle librerie o alle edicole non basta: noi ad esempio serviamo rifugi, musei, negozi di articoli sportivi. La guida e le mappe in una realtà turistica si devono trovare nel maggior numero di punti vendita possibile». «Certamente l’escursionismo sta acquisendo popolarità» continua Sira, «però bisogna poi farsi trovare sul posto, anche là dove l’escursionista è in cammino. Per questo ora stiamo provando a espanderci con la rete vendita diretta in aree regionali per noi più interessanti, e verso cui abbiamo un posizionamento già ben definito, come l’Abruzzo».

I canali online, in questo senso, potrebbero essere d’aiuto per farsi conoscere, ma sembrerebbero non generare ancora numeri interessanti per questo particolare settore; «Ci auguriamo tutti che le vendite online crescano, recuperando quanto perduto in altri punti vendita; ma per il momento è un canale in cui facciamo ancora fatica». (intervista a Sira Lozzi a cura di Camilla Pelizzoli)

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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