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Curiosità

Un pinguino alla Penguin Random House

di Alessandra Rotondo notizia del 27 settembre 2019

Attenzione, controllare i dati.

«Il Post» segnala nei suoi Flashes che un pinguino (anzi due: poi capiremo perché) ha svolto un breve «stage» nel centro di distribuzione statunitense del celebre gruppo editoriale Penguin Random House. Le virgolette sono d’obbligo, poiché il tirocinio – della durata record di un solo giorno – non era, neanche a dirlo, reale. Piuttosto un’operazione di comunicazione con un apprezzabile risvolto animalista.

Un video molto carino sintetizza la giornata del caracollante stagiaire (un esemplare femmina di Spheniscus demersus, cioè di pinguino africano) tra saltelli sulla scrivania, brand research «sul campo», incursioni nella logistica e accurate valutazioni di prodotto.


Il finale svela poi che le pinguine sono due, Lilly e Tetra, e che vengono dal Maryland Zoo di Baltimora. La casa editrice precisa che non sono state in alcun modo maltrattate per le riprese, effettuate alla presenza di personale dello zoo specializzato nel trattare con i pinguini.

Penguin Random House, aggiunge «Il Post», ha fatto una donazione di beneficenza allo zoo per aiutarlo nelle attività che lo vedono coinvolto nella difesa dei pinguini in Africa, e ha invitato tutti i suoi lettori a fare lo stesso.

Non è la prima volta che il gruppo editoriale statunitense gioca con la sua brand identity e con l’iconico uccello acquatico che la «incarna». Quando Pinterest – il social network delle board e dei pin – ha cominciato ad affermarsi anche nel mondo editoriale, Penguin Random House ha inaugurato la sua presenza con due didascaliche collezioni di immagini: una dedicata ai pinguini e una alle facciate di palazzi e villette. Le «random house», per l’appunto.  

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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