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Curiosità

Libri Belli. Il piacere delle copertine di un tempo

di Alessandra Rotondo notizia del 10 luglio 2018

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«Ho trent’anni, ho studiato comunicazione e per lavoro mi occupo di contenuti digitali» racconta Livia Satriano. «Mi è sempre piaciuto indagare le epoche passate, soprattutto sul fronte delle arti sonore e di quelle visive e rispetto alla realtà italiana. Da sempre ho questa passione per la scoperta di “cose vecchie” che mi rende assidua visitatrice di mercatini, librerie dell’usato e luoghi simili, fisici o digitali». Una premessa necessaria, perché è proprio da questo mix di conoscenze, competenze e interessi che nasce Libri Belli, di cui Livia è ideatrice e curatrice.
Always judge a book by its cover, si legge sul sito del progetto la cui nuova versione è stata messa online proprio qualche giorno fa.  «Chi ha detto che non bisogna giudicare un libro dalla copertina? Se è vero che una brutta può talvolta nascondere delle sorprese, raramente una bella tradirà le aspettative. I Libri Belli sono anche e soprattutto oggetti belli, con copertine che catturano l’attenzione. Grafiche visivamente accattivanti, composizioni originali, associazioni di colore insolite che riflettono lo stile e il gusto dell’epoca in cui sono stati pubblicati o l’eccentricità dei singoli autori, sono volumi pubblicati dai primi decenni del Novecento fino agli ultimi decenni del secolo scorso. Dalla saggistica alla narrativa passando per la manualistica, Libri Belli vuole far riscoprire classici della letteratura in belle edizioni e pubblicazioni che invece non hanno avuto la fortuna di passare sotto la luce dei riflettori, ma non per questo sono meno degne di nota».

La nascita è casuale e naturale: «Frequentavo e continuo a frequentare i posti di cui dicevo prima, posti in cui è facile imbattersi in copertine strane, belle, particolari, grafiche, assurde. Guidata da queste suggestioni collezionavo i libri che attiravano la mia attenzione, poi ho iniziato a fotografarli e a condividere le immagini sui miei canali social, accorgendomi ben presto che l’interesse che erano in grado di suscitare era davvero tanto. Allora ho deciso di aprire un profilo Instagram dedicato esclusivamente a questo tipo di contenuti e l’ho chiamato, semplicemente, Libri Belli».
Il passo successivo è stato realizzare una pagina web che incorpora un vero e proprio e-shop dove Livia vende i libri in più che si trova a possedere e cerca di accontentare le richieste che le arrivano dagli utenti. «Da un punto di vista pratico, quest’attività mi è servita anche per sostenere la spesa del sito. Con il rilancio, però, ho virato di più il progetto su quello che realmente mi interessa: un discorso di ricerca, che per la verità è alla base di Libri Belli sin dall’inizio. Volendo, gli utenti possono continuare a chiedermi di cercare i libri e anche acquistarli, però quello che mi piacerebbe trasmettere è essenzialmente il sentimento della riscoperta dei libri belli italiani di qualche anno fa».

Una riscoperta che viene agevolata anche dal modo semplice e d’impatto che Livia ha di mostrare le copertine, con una cifra visiva che non consente all’occhio di divagare. «Mi sono accorta che, volendo porre l’accento sull’estetica del libro, vero oggetto d’interesse della mia ricerca, c’era bisogno di uno sfondo di colore pieno, il più pulito possibile: ho fatto alcune prove (con il bianco, con il nero, con i pattern, con elementi vintage) però ho concluso che i colori primari riuscivano a dare risalto alla copertina nella maniera più efficace».
Nell’ultimo anno sono successe un po’ di cose, il progetto di Livia ha suscitato interesse, ci sono state interviste, se n’è parlato su blog, riviste, forum d’informazione più o meno specializzati. Tutti elementi che hanno favorito la nascita di una serie di collaborazioni, che hanno aperto momenti e occasioni d’interazione tra «i suoi» libri e altre forme di comunicazione, di espressione artistica e culturale. Anche perché, insistendo nell’ambito visivo, è abbastanza immediato condurre un discorso che approfondisca questa direzione.

«Quello che mi capita di fare è coinvolgere illustratori e creativi di oggi nella reinterpretazione di grafiche editoriali del passato. Faccio scegliere loro un libro, glielo mando e li lascio liberi di creare un discorso attorno alla copertina, a loro piacimento: possono rifarla, raccontare quello che hanno visto attraverso illustrazioni e fotografie o sperimentare ancora altre forme di espressione. Un altro aspetto che m’interessa è collaborare alla curatela di mostre che richiedano anche una parte di ricerca bibliografica: sia nel senso di rintracciare i libri sui quali documentarsi rispetto all’argomento oggetto della mostra che di ricomprendere nella stessa una selezione di libri che articoli, specifichi, completi l’allestimento e l’esperienza».
E infatti Livia ha collaborato con Higher learning, una mostra itinerante di opere fotografiche di Patti Smith che lo scorso anno è arrivata a Parma. Tra gli allestimenti peculiarmente realizzati per la tappa italiana c’era una library della cantautrice, con oltre un centinaio di titoli che fanno parte del suo universo interiore. «L’obiettivo era mostrare questi libri nella loro fisicità e sono stata coinvolta per scegliere delle edizioni particolari, graficamente accattivanti di queste opere, per creare un discorso coinvolgente ed estetizzante: i Libri Belli di Patti Smith che anche lei ha apprezzato molto».
Novità all’orizzonte? «Quello che mi piacerebbe fare è coinvolgere gli editori. I Libri Belli sono nella maggior parte dei casi edizioni fuori catalogo di realtà editoriali esistenti e vitali. Lavorare con i loro archivi sarebbe per me un’enorme soddisfazione: chissà quanti tesori ci sono da mostrare e da far riscoprire. Chissà a quante iniziative di valorizzazione di questo patrimonio si potrebbe dar vita: sui canali social, attraverso delle mostre o ancora con progetti specifici nati dall’intersezione tra la mia attività e la visione dell’editore».

Tutte le fotografie che compaiono nell'articolo sono di Livia Satriano, che ringraziamo per avercele lasciate utilizzare.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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