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Curiosità

In biblioteca alla scoperta del libro con un gioco dell’oca

di Denise Nobili notizia del 6 ottobre 2017

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La biblioteca Tommaso Prèla di Bastia, in Corsica, ha trovato un modo per rendere attraente a un pubblico di più giovani il libro e la sua storia attraverso varie iniziative che coinvolgono i bambini, fino alla creazione di un gioco da tavola. Dietro c’è la voglia di promuovere l’amore per il libro, ma anche e soprattutto di instillare nelle nuove generazioni la curiosità di come sia nato e si sia evoluto nel tempo, dei mestieri e delle professioni ci lavorano dietro da secoli.

Di fianco alla sezione pubblica per la lettura e la consultazione, infatti, la biblioteca di Bastia possiede un importante archivio di manoscritti e documenti (oltre 50 mila volumi) che costituiscono il fondo Tommaso Prelà. Un patrimonio ricco, che accoglie anche opere rare ed edizioni pregiate: stampe e manoscritti di opere classiche, tra cui edizioni virgiliane seicentesche, aldine ed edizioni olandesi per i tipi di Elzevier (attivi soprattutto nel Seicento). Ma la peculiarità del fondo è data dalla varietà, visto che oltre ai volumi, sono conservati documenti, carte e disegni: un fondo iconografico che permette alla biblioteca e ai musei locali di organizzare mostre ed esposizioni temporanee, ma non solo: vengono anche organizzati cicli di conferenze e visite tematiche all’archivio, pensate anche per un pubblico di bambini.

Vista la natura archivistica della biblioteca, è stato creato un gioco che provasse a stimolare l’interesse e la curiosità di bambini e ragazzi, attraverso domande di argomento storico e bibliografico. A seconda della risposta è possibile procedere col gioco, che si configura come un classico gioco dell’oca, ma il cui percorso riprende cronologicamente la storia del libro e della scrittura dalla sua genesi. Così se la prima tappa riguarda la figura dello scriba, man mano si procede a scoprire la scrittura dai geroglifici al colophon, i materiali del libro dalla tavoletta di argilla al volumen, le tecniche di produzione da Gutenberg all’editore moderno, le professioni dal miniaturista all’illustratore.

Insomma, giocando si impara l’evoluzione del libro da tutti i punti di vista, scoprendone anche dettagli tecnici che a scuola non vengono approfonditi, come gli aspetti tipografici e logici. In questo modo, il piccolo giocatore ha modo di conoscere meglio l’oggetto libro e di scoprire perché è così, percependolo sempre meno come estraneo, soprattutto oggi che il digitale ha sempre maggior peso e il bambino si trova sempre più a crescere con in mano device elettronici.



Il gioco è soltanto l’ultima delle iniziative della biblioteca di Bastia, molto attiva da anni dal punto di vista educativo e pedagogico. Da ormai tre anni è stato, per esempio, creato il programma «classe du patrimoine» focalizzato proprio sui libri antichi: ai bambini e ragazzi vengono insegnate le tecniche di conservazione e di restauro, applicate a quelle opere danneggiate durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale che hanno coinvolto l’edificio.

Altri progetti riguardano, invece, più da vicino il lavoro del bibliotecario: con le scuole vengono approfondite sezioni del catalogo, su cui poi viene insegnato il metodo di catalogazione adottato, la disposizione sugli scaffali, fino alla creazione di un inventario online.

Un modo per comunicare all’esterno il proprio patrimonio e avvicinare un pubblico diverso come quello dei bambini e dei ragazzi a una realtà come quella dell’archivio, per promuovere l’amore per il libro a partire dalla sua storia. Una promozione della lettura inconsueta che punta a fare innamorare del libro in quanto oggetto, attraverso il fascino dei manoscritti e delle sue prime edizioni a stampa.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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