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Curiosità

Il futuro del book marketing sono i bot?

di Alessandra Rotondo notizia del 31 gennaio 2017

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I chatbot hanno da tempo un loro spazio nelle dinamiche del digitale e diverse applicazioni nel marketing, soprattutto per quanto riguarda i servizi di supporto/attenzione al cliente. E se «chiacchierare» con loro non è ancora un’esperienza emotivamente coinvolgente quanto quella vissuta da Theodore Twombly/Joaquin Phoenix in Her (Spike Jonze, 2013), c’è comunque da osservare che questi robot da tastiera sono per certi versi in linea con i trend evolutivi della comunicazione sui (social) media. L’instant messaging (più o meno in mobilità), la conversazionalità e il linguaggio naturale, per esempio. È innegabile, poi, che i passi avanti fatti nel machine learning abbiano reso questi bot più «intelligenti», o almeno capaci di starci dietro. E la pratica di parlarci è stata ampiamente sdoganata da Siri, Cortana, Alexa e l’intero esercito delle assistenti virtuali.

Tornando ai chatbot: possono avere un loro impiego nell’editoria? Sembrerebbe di sì. La londinese BAM, specializzata nella realizzazione di soluzioni innovative per le aziende attraverso la mobilità, le app di messaggistica e il web, ha recentemente lanciato AuthorBot, una piattaforma per la creazione di bot «editoriali». Il servizio permette a editori e autori di dar vita al proprio bot personalizzato, in modo che i lettori possano informarsi su titoli, trame, personaggi e autori chattando con un software adeguatamente istruito.
Sebbene in editoria la leva di marketing più appropriata rimanga quella del contenuto (e del prezzo, e dell’autore, e di una campagna di comunicazione ben calibrata), strumenti come AuthorBot possono risultare utili per suscitare stupore: sono la trovata capace di incuriosire il lettore della domenica, l’elemento di richiamo per il pubblico generalista. Cosa il bot scriverà al suo interlocutore, poi, dipende da com’è stato configurato il software: potrebbe rispondergli o addirittura parlargli, impersonare un particolare personaggio, vocalizzare estratti, fargli domande o indirizzarlo allo store per l’acquisto. Tutto secondo le volontà dell’editore.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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