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Curiosità

I cittadini di Hong Kong in marcia per i librai scomparsi

di Camilla Pelizzoli notizia del 11 gennaio 2016

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Abbiamo già avuto modo, purtroppo, di constatare quanto l’anno appena passato non sia stato dei migliori per la libertà d’espressione. Una situazione che non si può ignorare e che va affrontata con tutti i mezzi possibili, cosicché tutti, in tutto il mondo, abbiano la certezza di potersi esprimere e di poter portare avanti dibattiti, ricerche, inchieste, o anche «semplicemente» di poter scrivere un’opera di fantasia, senza il timore di andare a toccare punti sensibili o di affrontare questioni spinose.
Per questo sono importanti le reazioni causate dalla scomparsa dei 5 librai di Hong Kong, tutti legati alla libreria Causeway Bay Books, specializzata in libri-scandalo sulle personalità politiche cinesi: non solo quelle istituzionali del governo di Hong Kong, dell’Unione europea e degli Usa, ma in particolar modo anche quelle dei cittadini, che hanno deciso di tornare a manifestare in piazza (dopo le proteste che li hanno coinvolti nel 2014) per affermare la propria solidarietà nei confronti dei librai scomparsi e il proprio disdegno nei confronti del governo di Pechino, che nel compiere questi arresti ha inoltre infranto le leggi che regolano lo statuto speciale della città (il sistema noto come «un Paese, due sistemi» dal momento in cui è stato approntato, nel 1997). La polizia del governo di Pechino, infatti, non può effettuare arresti sul suolo di Hong Kong – dove la libertà di stampa è un diritto garantito dalla legge, per cui al massimo i librai avrebbero potuto essere accusati di diffamazione – e secondo le ricostruzioni sembra proprio che l’ultimo dei cinque scomparsi, Lee Bo, sia stato costretto con la forza a spostarsi a Shenzhen, città sulla terraferma appena oltre il confine della giurisdizione di Hong Kong. Anche gli altri quattro uomini (Gui Minhai, Lui Bo, Cheung Ji-ping and Lam Wing-kei) sono scomparsi in momento in cui, per diversi motivi, erano fuori città.
La vicenda, purtroppo, rimane fumosa: l’unica certezza è che questi cinque uomini mancano dalle loro case e dal loro luogo di lavoro, dove si stava preparando la pubblicazione di un libro dedicato a una presunta amante dell’attuale presidente cinese Xi Jinping. Questi dubbi non sono più tollerati dalla popolazione di Hong Kong, che vuole la sicurezza di poter godere delle libertà che da sempre caratterizzano la loro regione. La protesta ha portato per le strade della città circa 6 mila persone, partite dalla sede del governo cittadino per arrivare sotto la sede del governo centrale; c'è stata grande partecipazione anche attraverso i social network, in particolare Twitter, dove non sono mancante foto e testimonianze.


L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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