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Libertà d'espressione

Winnie the Pooh censurato in Cina

di Camilla Pelizzoli notizia del 21 luglio 2017

Tempo di guai per il Bosco dei Cento Acri. Winnie the Pooh, il famoso orsetto creato da A.A. Milne, è stato recentemente censurato dalla Repubblica popolare cinese, dove non è più possibile cercare il suo nome sui motori di ricerca e nemmeno inviare messaggi che contengano le parole «Little Bear Winnie» (che è il nome con cui è conosciuto in Cina), tanto attraverso le app di instant messaging (come WeChat) quanto sui social network (in particolare Weibo, il principale social cinese). Il motivo? La motivazione ufficiale non è stata rilasciata, ma non è difficile collegare l’azione ai meme, ultimamente piuttosto diffusi, in cui l’orsetto giallo veniva messo a confronto con il presidente Xi Jinping, notando somiglianze nelle pose e nelle espressioni.

Non è la prima volta che Winnie the Pooh viene censurato nella Repubblica popolare: i casi precedenti risalgono al 2013 e al 2014, quando le foto avevano effettivamente cominciato a girare. Ma nel corso dell’ultima settimana la censura è stata sistematica. Quando si cerca di pubblicare un contenuto sui social che contiene parole legate a Pooh, viene automaticamente un messaggio «Comment failed»; quando si cerca su internet, non viene trovato alcuni risultato, e si visualizza il messaggio «Secondo importanti leggi e regolazioni, i risultati per il termine di ricerca non sono mostrati».

La notizia della censura è stata subito ripresa da molte testate e da molti utenti, anche in virtù della celebrità di Winnie the Pooh (che, solo di merchandising, porta alla Disney svariati milioni di dollari ogni anno). Tuttavia, è bene sfruttare l’occasione – solo apparentemente «curiosa» – per ricordare che, mentre la censura di un personaggio (anche se di fantasia) così noto fa notizia, ci sono molti altri messaggi, personaggi e notizie che vengono censurati in Cina quotidianamente. Winnie the Pooh e i suoi amici sono solo gli ultimi di una lunga lista.

 

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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