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Mercato

Uk: continuano a crescere (anche nelle vendite) i titoli in traduzione

di Camilla Pelizzoli notizia del 9 maggio 2016

Attenzione, controllare i dati.

La vulgata vuole che i mercati anglosassoni siano refrattari alla produzione letteraria – e non solo – proveniente da paesi non-anglofoni; ed è stato senz’altro vero, tant’è che negli anni passati sono nate molte iniziative volte a sottolineare questa chiusura (come, nel caso degli Stati Uniti, 3percent). Negli ultimi anni, però, questa tendenza sembra in lento mutamento; oltre ai casi più eclatanti di autori esteri che scalano le classifiche, come Karl Ove Knausgård e la nostra Elena Ferrante, anche molti altri scrittori sono stati tradotti in inglese e sono riusciti a trovare un loro pubblico.

Tant’è che l’ultima ricerca Nielsen sull’argomento, commissionata dal Man Booker International Prize, ha constatato la crescita sia del numero di titoli tradotti, sia del volume di vendite degli stessi, a conferma della vivacità di questo segmento di mercato. Se nel primo caso le percentuali rimangono comunque esigue, dato che i titoli tradotti valgono per l’1,5% della produzione libraria totale (che diventa 3,5% se ci concentriamo solo sulla narrativa), nel secondo le percentuali sono particolarmente interessanti: quell’1,5%, infatti, vale il 5% delle vendite totali (e il 7%, considerando solo la narrativa). Inoltre, al contrario del mercato della fiction, definito «stagnante» e in calo, i libri in traduzione hanno visto aumentare il numero di copie vendute all’anno da 1,3 milioni nel 2001 a 2,5 milioni l’anno scorso.

È da notare anche la varietà di questi titoli, tradotti da ben 91 lingue diverse, «dall’Afrikaans allo Yiddish»; la lingua di partenza più popolare è stato il francese, ma anche l’italiano si è mano a mano preso i propri spazi, e così le copie vendute di titoli tradotti dalla nostra lingua sono passate da 37 mila nel 2001 a 237 mila nel 2015. Questo incredibile aumento deve molto alla Ferrante FeverL’amica geniale è stato il bestseller assoluto della narrativa in traduzione nel 2015, vendendo singolarmente 108.969 copie, mentre Storia del nuovo cognome e Storia di chi fugge e di chi resta erano rispettivamente l’ottavo e il nono titolo, con 35.229 copie vendute a testa.
 

«Sono molto contenta di vedere questa conferma della salute e del potenziale di crescita per la narrativa internazionale in Gran Bretagna» ha commentato Fiammetta Rocco, amministratrice del Man Booker International Price. «Spero che la prova del fatto che la narrativa in traduzione può vendere bene, affianco alla nuova attenzione del Man Booker International Prize, incoraggerà gli editori e gli agenti a prendersi più rischi e investire nella traduzione».
Con le vendite di diritti di libri italiani in crescita, e non solo verso i Paesi anglofoni, si può sperare che il suo suggerimento venga colto e che il nostro export continui a crescere, facendo così conoscere i nostri autori nel resto del mondo.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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