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Editori

Uk: tassazioni e controversie sui colouring book

di Camilla Pelizzoli notizia del 23 maggio 2016

Attenzione, controllare i dati.

Il fenomeno dei colouring book per adulti ha monopolizzato il mercato dell’anno scorso, da Johanna Bashford in poi, partendo dal mondo anglosassone e arrivando nel resto del mondo (Italia compresa). Nella sola Gran Bretagna, questa tipologia di libri da colorare ha venduto più di 3 milioni di copie, per un giro d’affari di 20.3 milioni di sterline, che ha dato una nuova spinta al mercato del formato cartaceo e ha dato il via a una moda che ha coinvolto anche alcuni dei personaggi e dei brand più noti.

Tuttavia, il momento di grazia di questo fenomeno potrebbe presto arrestarsi, e anche piuttosto bruscamente, a causa delle leggi britanniche sulla tassazione dei diversi prodotti editoriali. Secondo quanto riportato da The Bookseller, infatti, molti editori avrebbero ricevuto delle lettere di credito da parte dell’«agenzia delle entrate» britannica riguardanti proprio i libri da colorare per adulti.

Il tutto nasce dalla diversa gestione che hanno alcuni prodotti editoriali. Le case editrici inglesi hanno sempre agito come se i colouring book facessero parte dei libri stampati in generale, oppure li hanno assimilati ai libri da colorare per bambini: due prodotti che in Gran Bretagna sono esentati dall’IVA. Il fisco inglese, invece, sembrerebbe essere del parere che questo tipo di pubblicazioni non sia considerabile «libro» e che facciano parte, anzi, della categoria «uncompleted» books, per cui vige la piena applicazione dell’IVA. Il che starebbe a dire, per gli editori, un debito enorme nei confronti dello Stato, corrispondente al 20% del prezzo di ogni copia venduta: partendo dai dati che abbiamo riportato poco più su, si tratterebbe di un rimborso oneroso anche per le realtà più grandi.

La reazione degli editori è stata di pressoché unanime sconcerto, e molti sembrerebbero aver già preso contatti con dei legali. Anche la Publishers Association si è subito attivata, aprendo un dialogo con l’HMRC (Her Majesty's Revenue and Customs, il corrispettivo della nostra agenzia delle entrate per l’appunto) per chiarire la situazione, ma non sono ancora state rilasciate dichiarazioni definitive. L’amministratore delegato della Publishers Association, Stephen Lotinga, ha affermato che si sta cercando di aiutare gli editori coinvolti a esprimere le loro «importanti preoccupazioni» riguardo al potenziale impatto di questa policy.

Anche sul fronte dei rivenditori non mancano le apprensioni, in particolar modo per la mancanza di chiarezza su cosa sia da considerarsi effettivamente «libro» in questo ambito.  James Daunt, direttore generale di Waterstones, condivide la richiesta di delucidazioni: «C’è bisogno di chiarire, da parte della HMRC, il problema della definizione dei libri da considerarsi esentasse, perché c’è molta confusione al momento. I rivenditori saranno coinvolti e dovranno delle imposte sui loro margini, insieme agli editori, e se questo fosse confermato dovremmo alla HMRC quello che sarà senz’altro un mucchio di soldi». E, se nel caso di Waterstone c’è stata una gestione previdente – tant’è che  una cifra era già stata messa in conto per un’eventualità del genere – è improbabile che altri punti vendita, di minori dimensioni, abbiano avuto i mezzi per attuare misure preventive di questo tipo.

I dubbi, dunque, rimangono e rimarranno fino a quando non si definirà esattamente se i libri da colorare per adulti rientrano in una categoria già esistente dei prodotti editoriali (di cui assumerebbero il regime fiscale) oppure se fanno da categoria a sé, per cui sarà necessario discutere e definire una tassazione, con la speranza (per quanto riguarda gli editori) che questa non vada a danneggiare un settore che per molti è stato fonte di margini importanti lo scorso anno.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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