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Editori

Oolipo. La piattaforma mobile per lo storytelling di Bastei Lübbe

di Alessandra Rotondo notizia del 27 marzo 2017

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Il «Tinder delle storie in mobilità», così l’ha definita il chief product officer Ryan David Mullins al lancio dell’app per iOS. La versione per Android arriverà in estate, ma intanto Bastei Lübbe – l’editore di Colonia che aveva introdotto per la prima volta la piattaforma nel 2015 – rende chiaro, coltivando il progetto, il suo interesse per short form e contenuti multimediali. L’idea alla base di oolipo è quella di sviluppare una formula narrativa multimediale e mobile first, che riconosca nello smartphone il suo device d’elezione e che ne sfrutti funzioni e tecnologia: dalla geolocalizzazione, ai sensori, a molto altro.

Seguendo gli esempi di successo del mondo delle app e dei videogiochi, oolipo sarà sorretta economicamente da un modello freemium: il primo episodio di ogni serie sarà disponibile gratuitamente, mentre leggere i successivi comporterà un pagamento in crediti (se ne riceveranno gratuitamente 250 alla registrazione) da acquistare nello store dell’applicazione. Come nel caso di altri servizi che offrono «snack-sized» e short short story, il costo del singolo contenuto è piuttosto basso, attorno ai 90 centesimi di dollaro, ed è ugualmente contemplata la possibilità di acquistare la serie intera.

I primi mercati ai quali Bastei Lübbe vuole puntare con oolipo sono la Germania, l’Austria, la Svizzera e il Regno Unito. L’intenzione, però, è quella di proporre fin da subito contenuti appetibili per gli Stati Uniti e gli altri Paesi anglofoni, obiettivi commerciali per il 2018.

Al momento, sulla piattaforma di storytelling ci sono otto serie in lingua inglese e quattro in tedesco, tra cui London I, una narrazione originale realizzata in collaborazione con il famoso youtuber britannico Suli Breaks, e The Message di Tibor Rode, autore già pubblicato con successo da Bastei Lübbe. L’obiettivo di medio termine sarà quello di aprire la piattaforma ai contenuti esterni, sia di altri editori che di scrittori «indipendenti».

«Vogliamo ampliare il mercato per poi costruire la nostra presenza internazionale nei prossimi anni» ha dichiarato Thomas Schierack, ceo della casa editrice tedesca. «Puntiamo ad avere un numero di utenti a sette cifre entro il 2019, ma siamo ugualmente consapevoli di quanto sia difficile fare previsioni che coinvolgono il gradimento dei lettori e i loro gusti. D’altronde [la sperimentazione di nuovi formati] è una grande opportunità per riconquistare il target dei giovani, che in parte sembra essersi allontanato». Soprattutto quando questi nuovi formati si avvicinano (per supporti di fruizione, codici espressivi e situazioni d'uso) ai più agguerriti tra i competitor del libro nell’ambito dell’intrattenimento.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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