Pearson, la società di media britannica leader nell’istruzione, è da un paio d’anni coinvolta in un importante percorso di rimodellamento dei suoi ramificati interessi e ha contestualmente avviato un processo coeso e strutturato di rafforzamento e riposizionamento del suo brand. Forse proprio a voler suggellare gli esiti di questo periodo di forti cambiamenti, l’editore multinazionale ha ribadito la sua centralità nell’universo della formazione, e lo ha fatto anche ridefinendo la sua identità grafica.
In primo luogo, è stato recentemente presentato al pubblico un nuovo logo, che manifesta l’ambizioso proposito di riunire sotto un’immagine unica e riconoscibile la diversificata offerta del gruppo editoriale. Attorno al marchio è stata poi ricostruita l’intera identità grafica del brand, sottolineando la transizione che Pearson sta vivendo, da un’offerta preminentemente cartacea a una, fortemente digitale, orientata a fornire servizi a tutto tondo per la formazione. Il rebranding di Pearson è stato condotto da Together Design, uno studio britannico di progettazione grafica esperto nel ripensare l’identità visiva delle aziende, mentre il nuovo logo è stato concepito dalla londinese Freemavens: un punto interrogativo che ne incontra uno esclamativo, formando una P nel perimetro delimitato da una sorta di impronta digitale di colore azzurro acquamarina.


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L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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