Se fanno scalpore i blitz contro la pirateria on line non bisogna dimenticare che il primo pericolo per il diritto d'autore resta pur sempre lo sconfinato e analogico oceano delle fotocopie. Come è noto tra i libri più fotocopiati ci sono i testi universitari di cui spesso le tipografie e le copisterie nei pressi delle università detengono veri e propri archivi di scansioni pirata. 
Questo è quanto anno trovato anche nelle copisterie della capitale gli agenti della Guardia di Finanza e gli ispettori della Siae. Per mesi agenti in borghese si sono finti studenti universitari a caccia di testi sottocosto, una volta disegnata la mappa della riproduzione illecita hanno messo in atto un'operazione senza precedenti: sequestrati 80.000 volumi illegalmente riprodotti e venti le persone denunciate. Il materiale era stato abilmente riprodotto e nascosto in finti cd di musica classica, dentro portachiavi e chiavette Usb.
Oggetto del controllo venticinque esercizi nei dintorni delle università pubbliche, delle zone Ostiense e viale Regina Margherita e nelle vicinanze degli atenei privati della Cattolica e della Luiss.
Durante le operazioni le Fiamme gialle hanno potuto smascherare anche l'ingegnoso sistema di riproduzione che i commercianti utilizzavano. Nella speranza di non essere scoperti, infatti, avevano nascosto gli hard disk collegati tramite reti wireless ai pc del negozio, in alcune macchine parcheggiate davanti al negozio.