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Luglio-Agosto 2013

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Luglio-Agosto 2013
Fascicolo digitale
rivista Giornale della Libreria
fascicolo 7 - 2013
titolo Luglio-Agosto 2013
editore Ediser
formato Fascicolo digitale | Pdf

La rivista

App ed eventi
di Giorgio Kutz
 
Abstract
A fronte di una crisi economica sempre più opprimente un bisogno diffuso di cultura percorre come un brivido il Paese da nord a sud, e si riverbera, come abbiamo visto negli articoli precedenti, in mille iniziative locali che si pongono e ci pongono domande inquietanti sul nostro futuro europeo e planetario. La crisi economica non riesce a far tacere questa irrequietezza ma anzi sembra stimolarla. In questo nuovo mondo «glocal» le iniziative locali aprono le finestre del pianeta, trovano cittadinanza sul Web e, da poco tempo, anche su applicazioni per tablet e iphone/smartphone.
Città del libro
di Paola Sereni
 
Abstract
Cosa rappresenta un festival letterario per il territorio che lo ospita? Sicuramente un fattore di attrazione turistica importante, capace di portare centinaia quando non migliaia di persone nei borghi e nelle città che lo ospitano, con il relativo indotto in termini di spesa per ristoranti, alberghi, musei ed esercizi commerciali (non ultime proprio le librerie, siano esse indipendenti o collettive, come spiega in questo numero Serena Baccarin nel suo Effetto festival, pp. 32-34, in entrambi i casi perfette valvole di sfogo per catalizzare l’interesse verso i libri protagonisti del festival) tanto che oggi l’economia dei festival e degli eventi culturali è uno dei settori più rilevanti e in crescita a livello non solo italiano ma internazionale, poiché rappresentano un valido strumento di marketing strategico, sviluppo economico e comunicazione territoriale, tanto nel settore profit quanto nel no profit. Ma se allarghiamo lo sguardo ad un orizzonte più vasto, l’arricchimento maggiore che una rassegna letteraria può portare al territorio che la ospita, e più in generale al Paese, è forse la consapevolezza del ruolo che anche un piccolo centro può avere nella diffusione della cultura, e non solo di quella del libro. Forse è per questo che, soprattutto a partire dagli anni Novanta, manifestazioni di questo tipo si sono capillarmente diffuse nel nostro Paese, chi guadagnando di anno in anni consensi chi durando appena il tempo di qualche edizione. Una crescita talmente prolifica da essere difficile da seguire, anche solo per poterne dare notizia, e che spesso ha finito per rischiare l’«effetto Babele» con programmi troppo simili, scrittori onnipresenti e ospiti che, gira che ti rigira, finivano per essere sempre gli stessi.
Da progetto a servizio
di Rosa Mugavero
 
Abstract
Dal 18 giugno è attivo Lia-Libri Italiani Accessibili, il servizio realizzato dall’Associazione italiana editori, in stretta collaborazione con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e grazie ad un finanziamento del Ministero per i beni e le attività culturali, per aumentare la disponibilità di contenuti editoriali accessibili alle persone con disabilità visive. In occasione della presentazione ufficiale del servizio Lia, che si è svolta a Roma presso la Sala delle colonne di Palazzo Marini, è stata infatti messa on line la vetrina Lia, all’indirizzo Web www.libriitalianiaccessibili.it, su cui è disponibile un catalogo di oltre 2.500 titoli di narrativa e saggistica accessibili anche ai disabili visivi. Il catalogo, suddiviso per generi, è ampio e variegato: dalle ultime novità editoriali ai bestseller di narrativa, dalla saggistica ai libri per bambini e ragazzi fino alla manualistica. Sulla vetrina Lia, sviluppata in maniera accessibile in modo da essere navigata in autonomia anche da non vedenti e ipovedenti, è possibile sfogliare l’intero catalogo degli e-book accessibili dei 40 editori che aderiscono a Lia fare, una ricerca per genere, autore o titolo, selezionare i titoli di interesse, consultare la scheda libro, salvare un titolo tra i preferiti oppure inserirlo nel carrello per procedere poi all’acquisto su una delle librerie integrate alla vetrina Lia. La vetrina Lia è infatti integrata con le piattaforme di e-commerce delle librerie on line che aderiscono al servizio, ma non gestisce le transazioni di acquisto, che restano invece di esclusiva pertinenza della libreria online su cui l’utente decide di concludere l’acquisto. Il servizio, presentato in dettaglio da Cristina Mussinelli, responsabile scientifico di Lia, è stato definito dal ministro Massimo Bray «uno dei pochi ma semplici e, al tempo stesso radicali, progressi dello sviluppo tecnologico e informatico per il superamento della disabilità». Apprezzamenti sono arrivati anche dalla presidente della Camera Laura Boldrini che nel suo messaggio ha detto: «Sono convinta che l’inclusione debba essere uno dei valori guida della nostra società e un parametro tra i fondamentali per misurare la qualità della nostra convivenza. Voi avete saputo praticare l’inclusione in un ambito – quello della cultura – dove troppo spesso invece crescono le diseguaglianze e si fa più profondo il divario sociale. Saper portare anche alle persone con disabilità visive un’offerta di libri ricca come quella di cui tutti gli altri cittadini possono usufruire è una concreta applicazione di quanto ci chiedere di fare l’Articolo 3 della nostra Costituzione».
Effetto festival
di Serena Baccarin
 
Abstract
Sono più di 1.200 i festival a carattere culturale che ogni anno si svolgono lungo tutta la penisola, kermesse che da gennaio al periodo natalizio animano capoluoghi e piccole città di provincia, trasformandoli in spazi di confronto e condivisione privilegiati. Manifestazioni che rappresentano non solo un’occasione d’incontro per lettori, autori ed editori, ma che costituiscono scenari e atmosfere ideali per ridare slancio al prodotto culturale. Qual è l’indotto dei festival sul territorio, come cambiano i comportamenti d’acquisto e quali effetti si registrano sulle vendite in libreria? L’abbiamo chiesto a quattro librai che, da soli o in collaborazione con i colleghi delle altre librerie cittadine, gestiscono la vendita dei libri durante i festival delle loro città: Marco Tasin (titolare della Rivisteria di Trento), Marialuisa De Marco, (responsabile de L’altra Libreria di Perugia), Raffaele Casula (della Libreria Novecento di Nuoro), e Luca Nicolini (che con la moglie Carla gestisce la Libreria Coop Nautilus di Mantova).
Il libro sotto il banco
di Sandro Pacioli
 
Abstract
Cosa intendiamo quando parliamo di «parascolastica»? La risposta apparentemente semplice (quei libri che non sono soggetti ai meccanismi e alle procedure adozionali) disegna però una mappa che prova a sintetizzare il posizionamento dei vari segmenti che la compongono in rapporto ad almeno due variabili (abbiamo escluso il Web o la segmentazione per età/ordine di scuola). La prima è la dimensione spazio-temporale in cui lo strumento viene utilizzato: in aula o a casa, o prevalentemente nei mesi scolastici come accade per dizionari e atlanti. La seconda è la funzione per cui il prodotto viene pensato: il miglioramento dei processi di apprendimento, la conoscenza approfondita di autori e romanzi che si esprime poi nei «consigli» di lettura estiva, ma anche nei veri e propri libri di narrativa scolastica (per quantificare questa parte di produzione si rimanda a pp. 10-11). E a cui corrispondono, in quest’ultima dimensione, player diversi e non necessariamente «scolastici»: dagli Oscar alla Bur a Garzanti o Tea nelle sezioni di classici e autori contemporanei che ne compongono il catalogo, o di recente Newton Compton con gli 0,99. Qui forse si potrebbe immaginare, come logico proseguimento del Maggio dei libri, un «Giugno della lettura» mirato, con la fine della scuola, a promuovere una qualità e un’intensità diversa della lettura di bambini e ragazzi fuori (magari in parte) dai tradizionali paradigmi autoriali scolastici. Un’altra area (o sottosegmento) rinvia a tutti quegli strumenti (eserciziari, quaderni per le vacanze) che si concentrano soprattutto nella scuola primaria e che rientrano nell’area dei «compiti per le vacanze».
Il Maggio in numeri
di Gabriele Pepi
 
Abstract
Nelle librerie e nelle biblioteche. Nei piccoli festival letterari fino al Salone internazionale del libro di Torino. Ma anche nelle scuole e nelle associazioni culturali negli ospedali, nelle strutture carcerarie, per le strade, nei parchi e in altre location inedite, raggiunte grazie alla collaborazione di partner come Unicoop-Tirreno (i supermercati di Lazio e Toscana), Poste Italiane (uffici postali e PosteShop), Italo, Banca Etruria. Senza dimenticare gli spazi virtuali e il Web: animato dalle tante visite al sito ufficiale della campagna, dai like su Facebook e dai follower su Twitter. Guardando allo scorso Maggio dei libri possiamo ancora una volta dire che è stato un mese vissuto intensamente. La terza edizione della campagna di promozione della lettura, organizzata dal Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con l’Associazione italiana editori, si è chiusa venerdì 31 maggio, raggiungendo l’obiettivo di diffondere la lettura in tutto il Paese, con particolare riguardo per le scuole, per il pubblico più giovane e per quei contesti che ancora non erano stati raggiunti dal piacere della lettura. Un successo confermato da numeri in forte crescita. Anzitutto le iniziative, che quest’anno sono state 3.006 distribuite in tutte le regioni italiane (+26% rispetto al 2012), hanno avuto una vera e propria esplosione social: oltre 70.350 like su Facebook (pari al +160% rispetto all’inizio della campagna), 4.555 follower su Twitter e 284mila visualizzazioni del sito ufficiale. Sempre per restare in tema anche l’app sviluppata dal Maggio dei libri ha ottenuto ottimi risultati di download: 1.158 le app aggiornate/scaricate sui dispositivi iOS e 625 quelle installate sui dispositivi Android. Ma come sono andate le iniziative rivolte ai giovani? Anche quest’anno Il Maggio dei Libri ha dedicato particolare attenzione alle iniziative rivolte al pubblico degli studenti.
Imparare le lingue
di Ester Draghi
 
Abstract
La crisi economica che rende il mercato del lavoro sempre più selettivo, le migrazioni e la conseguente lotta per l’integrazione, ma anche il bisogno da parte di professionisti di aggiornare continuamente il loro lessico e la «migrazione» dei giovani verso altri Paesi non necessariamente anglofoni, sono solo alcune delle principali motivazioni che spingono oggi ad imparare (o a perfezionare) una lingua. I manuali per l’apprendimento linguistico sono tra le pubblicazioni oggi più attuali, sia che essi vengano usati come supporto per l’insegnamento scolastico sia che siano oggetto di uno studio autonomo e individuale. Un fenomeno sociale che ha le sue ricadute anche sulla progettazione dell’offerta editoriale. Ne abbiamo parlato con Claudia Carancini (responsabile editoriale di Assimil) e Telis Marin (autore e direttore di Edizioni Edilingua).
La cultura dell'altro
di Elena Vergine
 
Abstract
Anche qui un fenomeno sociale di partenza. Negli ultimi vent’anni aumentano i permessi di soggiorno per famiglia, passando dal 12,8% al 31,1% del totale. Cresce anche la quota di minori non comunitari presenti in Italia, passata dal 21,5 del 2011 al 23,9% dei cittadini nel 2012. Tale quota è più elevata al Nord (25,4%) che nel Mezzogiorno (19,2%). Così che gli scaffali dedicati all’intercultura nelle librerie italiane racchiudono un insieme variegato ed eterogeneo di pubblicazioni: si va dai racconti di viaggio alla saggistica dedicata, dai reportage giornalistici fino ai trattati storici. In generale, tutte queste opere, rispondono ad un bisogno, tanto più urgente quanto la tematica si conferma di strettissima attualità sui media giornalistici, di comprendere i fenomeni che caratterizzano la società contemporanea, sempre più multiculturale e sfaccettata. Ne abbiamo parlato con due realtà editoriali che hanno fatto di queste tipologie di pubblicazioni il centro della loro attività.
La promessa del digitale
di Intervista a cura di E. Vergine
 
Abstract
Cresce il mercato dei libri digitali in Italia: in poco meno di sei mesi raddoppiano i titoli disponibili in e-book (oggi sono 60.598, l’8,3% dei titoli in commercio), prodotti da circa 2mila editori. A dicembre rappresentavano l’1,8-2,0% del mercato trade del libro, in crescita dell’89% sull’anno precedente, e oggi il 44,6% delle novità italiane sono pubblicate anche in versione digitale [Fonte: Ufficio studi Aie]. In un’editoria che sta diventando sempre più digitale il pricing è diventato un elemento fondamentale per incrementare gli utili delle case editrici che stanno puntando sull’on line. E tuttavia il prezzo dei libri digitali continua ad essere significativamente più basso della loro versione cartacea: il prezzo degli e-book in Italia, a maggio 2013, è di circa 10,44 euro rispetto ai 18,00 euro dei libri tradizionali. E allora come fare a incrementare gli utili tramite l’ottimizzazione del pricing? Ne abbiamo parlato con Francesco Fiorese (Director in Simon-Kucher & Partners Strategy & Marketing Consultants), specializzato nello sviluppo di strategie di prezzo e di vendita e relatore ad Editech 2013 nella sessione «Pricing: come realizzare la promessa digitale?».
Leggere social
di Elena Refraschini
 
Abstract
In un mondo in cui tutto è diventato «social» – dal viaggiare al mangiare, dal chiedere un passaggio in auto al trovare un dog-sitter per il proprio amico a quattro zampe – il campo della lettura è stato naturalmente uno dei primi a subire la trasformazione. Sì, perché la pratica del leggere e del consigliare quella stessa lettura non è certo nuova, ma grazie ai social network dedicati è diventata un’attività non più «intima», ma estendibile ad una scala fino a qualche anno fa inimmaginabile. Inserendosi a pieno titolo in quella tendenza – così anticrisi – delle economie dello scambio e della condivisione, anche la lettura non è più un’attività squisitamente solitaria: come è accaduto in tanti altri settori (si pensi, per esempio, al fenomeno Airbnb nel campo dell’ospitalità), il denaro non è più la prima moneta di scambio, sostituita ora dalla fiducia verso gli estranei. «Ad A è piaciuto il libro B: vedo dalla sua libreria che abbiamo tante letture in comune, allora probabilmente anche a me piacerà B» e questo meccanismo funzionerà più di un consiglio dato da una persona a noi più vicina (si vedano, in questo campo, gli studi di Rachel Botsman, «social innovator» specializzata nelle possibilità dei network di stimolare collaborazione e condivisione tra estranei). Il precursore di questa tendenza è stato, ancora una volta, Amazon: fu infatti la prima libreria on line (nata nel 1994) a organizzare libri in liste (suggerimenti, libri da acquistare, ecc) e a permettere agli utenti di scrivere recensioni. È verso la fine degli anni Novanta, poi, che iniziano ad apparire le prime comunità virtuali – in forum e blog – dedicate ai libri e alla libera discussione. Si dovrà aspettare ancora una manciata di anni, però, per veder nascere le vere e proprie comunità social legate ai libri, che di solito permettono di creare una propria libreria personale (inserendo l’isbn o altri metadati relativi al libro), condividere le proprie scelte di lettura con gli altri utenti, lasciare recensioni, iscriversi e forum e gruppi di lettura.
Orgoglio editoriale
di Marco Polillo
 
Abstract
Il mondo editoriale italiano sta attraversando la peggiore crisi dal dopoguerra ad oggi. Eravamo abituati a considerare il libro come un prodotto poco elastico rispetto al ciclo economico generale, se non addirittura anticiclico. Oggi invece la crisi ci investe in pieno. È una crisi di vendite: il -8% registrato da Nielsen per la varia di cui abbiamo discusso a Torino – che è già un valore abnorme e inedito – è una media composta di alcuni segmenti che mantengono le posizioni e altri, la saggistica e l’editoria più di catalogo, che soffrono ancora di più. Ed è un valore che non ci racconta le parallele difficoltà nelle vendite dei testi scolastici e universitari o nel professionale. È una crisi aggravata dalle difficoltà di accesso al credito, per le nostre aziende, in un momento in cui sarebbero necessari nuovi investimenti, e per le librerie, che sono spesso costrette a ridurre il magazzino per ragioni finanziarie con il conseguente aumento delle rese anche a parità di sell out e la progressiva scomparsa del prodotto di catalogo dagli scaffali. Il punto vero è però un altro: la crisi è sì legata alla congiuntura generale, ma si innesta su un momento di transizione che è molto più profondo. Non ci basterà quindi attendere che la ripresa finalmente arrivi, piegarci come giunchi mentre passa la piena. Dobbiamo riflettere su ciò che sta accadendo, sull’essenza del nostro lavoro e del nostro ruolo nella società. Mi riferisco, è inutile precisarlo, al dibattito sul digitale. Non è affatto un problema tecnologico, di modifica della forma libro o del processo produttivo. Questi temi li abbiamo affrontati anni addietro. Il problema è culturale, di disconoscimento del valore del nostro lavoro, e di conseguenza del valore dei nostri prodotti. Ed è un problema che chiama direttamente in causa la vita associativa: siamo in grado di dare una risposta organica a questa sfida culturale che ci viene dalla società?
Più titoli meno vendite
di Emilio Sarno
 
Abstract
Un po’ paradossale lo è. Mentre da un lato assistiamo, nel primo quadrimestre del 2013, a un calo del fatturato del -4,4% (da 362 milioni di euro del Q1 2012 a 346 del corrispondente periodo di quest’anno; ci riferiamo ai canali trade rilevati da Nielsen) e delle copie vendute (da 28,0 a 27,8 milioni: -0,7%), la produzione (novità più riedizioni) fa segnare nel primo quadrimestre del 2013 un netto +3,4%. Calo del fatturato, sostanziale stabilità nelle copie vendute (effetto dei titoli a 0,99 e delle fasce più basse di prezzo), ma aumento dell’offerta proposta nei canali fisici: librerie, Gdo, librerie on line. Se si pensava che l’e-book avrebbe messo fuori produzione la carta, la smentita è pronta. Beninteso: questi fenomeni non si misurano sui quadrimestri, ma il dato resta curioso. Tanto più in una situazione di crisi dei consumi, di cambiamenti nei gusti e bisogni di lettura, con un cliente/lettore sempre più frastornato (e con meno soldi in tasca da spendere), librerie che hanno difficoltà a «tenere la merce». Un periodo, insomma, in cui ci si aspetterebbe, una produzione maggiormente pensata e più attentamente gestita a livello di comunicazione (social e non) e di marketing. Alla crescita dell’offerta di libri si accompagna – ovvio – l’offerta di e-book. Nel primo quadrimestre dello scorso anno ne erano usciti 5.562. Quest’anno sono 9.508 (compresi i titoli Mondadori). È un +70,9% anno su anno.
Sfide digitali
di interviste a cura di E. Vergine
 
Abstract
Digitalizzazione, diffusione sempre più capillare di Internet presso le famiglie italiane, ma anche cambiamento dei programmi scolastici e continua necessità di aggiornamento: queste sono solo alcune delle sfide sulla strada degli editori di atlanti e dizionari, le due più classiche tipologie di pubblicazioni di parascolastica. Abbiamo chiesto a tre importanti realtà editoriali di raccontarci come questi fattori, digitalizzazione in primis, stiano influenzando le opere di reference.
Tutti insieme in libreria
di Elena Vergine
 
Abstract
Il 21 giugno è passato, la notte bianca delle librerie italiane si è conclusa in un vero e proprio bagno di folla. Abbiamo chiesto agli organizzatori Claudia Tarolo e Marco Zapparoli (Marcos y Marcos) e Patrizio Zurru (Libreria di Piazza Repubblica, Cagliari) di raccontarci l’esperienza di quest’anno. Claudia Tarolo e Marco Zapparoli. È stato meraviglioso. Quando ci scateniamo noi italiani non ce n’è per nessuno. Non leggiamo molto, però non esiste al mondo una fiera dell’editoria indipendente come Più libri, più liberi, a Roma. Sembra che dimentichiamo le librerie, distratti dalla pioggia elettronica, dalla crisi, dall’offerta grigia e immensa di Internet. Però di fronte a una chiamata come Letti di notte le risposte sono state puntuali, numerose ed entusiaste. Parlano chiaro le cifre, parlano ancora più chiaro le cento idee, i duecento programmi offerti da librai, bibliotecari, editori disponibili sul sito di Letteratura Rinnovabile. Letti di notte è una specie di prato gigantesco dove si gioca, si vola, si crea a libri aperti. Tantissimi progettano, offrono competenze, inventano: decine di migliaia ne godono i frutti. Dal trailer promozionale, girato da un venticinquenne – venti persone «comuni» interpretano personaggi di culto e invitano in libreria e in biblioteca – alla pubblicità radiofonica, dai tanti progetti grafici ai formati «export» degli eventi. Portare in duecento librerie e trenta biblioteche venticinquemila persone, lungo tutto lo stivale, e poi constatare che davvero, in quei luoghi imperdibili corre una lunga onda di piacere, di gioia diffusa, che si parla si ride si legge e... si comprano anche tanti libri – non dappertutto, questo va ammesso – è una cosa su cui riflettere.
Una porta sul futuro
di Edward Nawotka
 
Abstract
I termini «disruption» e «innovazione» sono sovente utilizzati insieme in editoria. Ciò non significa che vadano sempre di pari passo. Attualmente stiamo attraversando un periodo più di disruption che di innovazione. La principale fonte di disruption è stata la grande diffusione dell’e-book. Il timore maggiore era che gli e-book potessero cannibalizzare le vendite di libri stampati e per questo alcuni sono stati restii a digitalizzare e pubblicare titoli in questo formato. Questo timore è poi divenuto realtà: le vendite dei libri stampati hanno continuato a diminuire mentre quelle degli e-book sono in crescita – le previsioni indicano che da qui a un paio d’anni le vendite di fiction in formato digitale supereranno il formato cartaceo. L’elemento più dirompente dell’ e-book è probabilmente il prezzo (si veda, su questo numero, La promessa del digitale, pp. 38-39): i consumatori vogliono libri a basso prezzo, ancora più basso se si tratta di libri digitali. Gli editori, i governi e le organizzazioni possono anche opporre resistenza a questa spinta, ma se non le andranno incontro – con prezzi competitivi e aliquote Iva più basse – ai lettori con ogni probabilità non resterà che orientarsi verso edizioni sempre più economiche prodotte da editori non tradizionali. Comunque, a mio avviso, la forza più dirompente nell’attuale panorama editoriale è il self publishing (su questo argomento è stato recentemente pubblicato l’e-book Prospettiva self publishing. Autori, piattaforme e lettori dell’editoria 2.0, a cura dell’Ufficio studi dell’Aie) .

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