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Persone

Ricardo Franco Levi è stato confermato presidente dell’AIE

di Redazione notizia del 11 June 2019

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Lo ha eletto oggi, martedì 11 giugno, l’assemblea degli editori riunita a Milano. Giornalista con esperienza parlamentare e di governo nelle Istituzioni italiane ed europee, Ricardo Franco Levi guiderà l’Associazione Italiana Editori per il prossimo biennio: «Quella della lettura, o, per essere più precisi, della mancanza di lettura, è una emergenza nazionale» ha dichiarato il presidente. «Non stiamo parlando di noi. Non stiamo parlando per noi. Stiamo parlando dell’Italia e per l’Italia. Non c’è, non abbiamo futuro se non mettiamo l’istruzione, la conoscenza, il sapere al centro dell’agenda politica nazionale. E se non ora quando?»
 
L’assemblea ha ugualmente eletto i presidenti dei gruppi (che ricoprono anche la carica di vicepresidenti dell'AIE) in cui è strutturata l’Associazione: Marco Tarò (Gruppo Editoriale Mauri Spagnol) presidente del gruppo Editoria di varia, Andrea Angiolini (Il Mulino) presidente del gruppo Accademico professionale, Giovanni Bonfanti (Rizzoli Education) presidente del gruppo Educativo e Diego Guida (Guida Editori) presidente del gruppo Piccoli editori.
 
«In questo 2019 AIE compie 150 anni. È nata il 17 ottobre del 1869 – ha ricordato Levi – 150 anni durante i quali la storia del libro italiano si è intrecciata con la storia nazionale. Se fatta l’Italia restavano da fare gli italiani, è anche sui e con i libri che questo è avvenuto: nelle scuole, nelle famiglie. È una storia ormai molto lunga e ricca che non dobbiamo dimenticare. Per ricordare da dove arriviamo: un’Italia che ancora nel secondo dopoguerra denunciava una così carente conoscenza della lingua italiana […]. Per giudicare con matura consapevolezza le ragioni di un presente che ci vede tristemente in coda tra i paesi europei per l’abitudine alla lettura e per quasi tutti i parametri con cui si misurano la diffusione dell’istruzione e del sapere. Per trarre da questo sguardo lungo la lucidità e la volontà necessarie per fissare il percorso da intraprendere e le mete da raggiungere».
 
Di fronte a queste sfide, ha confermato il presidente, l’editoria italiana si presenta «con le carte in regola. Con editori grandi e piccoli. Editori di letteratura italiana e straniera, di saggi di storia, di economia, di politica e di filosofia, di scienze, di dizionari e enciclopedie, di testi per la scuola, l’università e il professionale, di libri per ragazzi, di fumetti e di graphic novel. Abbiamo incorporato e siamo aperti e impegnati a utilizzare e a mettere a frutto le nuove tecnologie dell’era digitale nell’intero ciclo del libro e nelle nuove declinazioni del prodotto libro, delle storie, dei contenuti, delle informazioni che esso racchiude e schiude. Siamo, e di gran lunga, la prima industria culturale del paese, la quarta editoria in Europa. Abbiamo dimostrato di saper reggere, anche negli anni più difficili della crisi, meglio di quasi tutti gli altri settori industriali e senza ricevere alcun aiuto pubblico diretto. I diritti e le traduzioni dei nostri libri incontrano un crescente successo sui mercati internazionali».
 
E infatti l’Italia parteciperà quale ospite d’onore, nel 2021, alla fiera del libro di Parigi, e nel 2023 alla Buchmesse di Francoforte. Partecipazioni che sono «il segno e il suggello del prestigio internazionale della nostra editoria […]. A partire dal e con il filo teso verso Parigi e Francoforte rafforzeremo la proiezione internazionale dell’editoria e della cultura italiane. Tesseremo una rete che punta a comprendere le principali fiere mondiali del libro e a creare le condizioni per una presenza regolare dei nostri editori e ad una diffusione sempre maggiore del libro italiano sulla scia dei dati più che positivi degli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda l’editoria per ragazzi. Un progetto organico per la presenza nelle fiere internazionali. Un sistema nazionale, pacificato e armonico, nel calendario e nelle sedi, per le fiere del libro in Italiaְ: da Torino a Bologna a Roma a Napoli. Questo è il nostro obiettivo. Questo è ciò che le istituzioni pubbliche si aspettano da noi».
 
Nel suo discorso all’assemblea degli editori, Ricardo Franco Levi ha voluto ribadire la solidità e l’importanza del rapporto che il nostro settore intrattiene con le istituzioni scolastiche. «Non conoscerà pausa né accetterà compromessi il nostro lavoro nell’evidenziare e valorizzare il valore del libro di testo e il ruolo insostituibile dell’editore nella scuola e per la scuola […]. L’applicazione sulle nuove forme della didattica nell’istruzione superiore e la ricerca del miglior equilibrio possibile tra l’affermazione del principio della necessaria circolazione del sapere e il riconoscimento del ruolo dell’editore saranno e resteranno elemento centrale e distintivo del nostro lavoro».
 
Allo stesso modo, ha sottolineato come «precondizione di qualsiasi altro intervento deve essere il varo di un’autentica, credibile e sostanziosa politica per il libro e la lettura sull’esempio di quanto si fa negli altri paesi europei […]. In questa prospettiva, che non sarebbe completa se non comprendesse sgravi fiscali per l’acquisto dei libri al pari di quanto concesso per altre spese e altri consumi, sono indispensabili ed urgenti il pieno finanziamento e la conferma per quest’anno e per gli anni prossimi dei fondi per l’acquisto dei libri di testo per le famiglie non abbienti e di un sostegno alla domanda per i consumi culturali come la 18App».
 
Tra i temi evidenziati come portanti, il sostegno agli operatori di minori dimensioni, da supportare con «aiuti mirati, sotto forma di sgravi fiscali per le librerie, di agevolazione nell’accesso al credito per i piccoli editori». Per questi ultimi, prossimo al varo è uno sportello apposito «in risposta ad un’esigenza fortemente sentita e ad una domanda da tempo avanzata, arricchirà ulteriormente il ventaglio dei servizi a favore dei nostri associati».
 
E, ancora, l’imprescindibile tutela del diritto d’autore. «In sede europea, la dimensione nella quale si gioca e giocherà il destino dell’Italia, abbiamo su questo fronte vinto la prima battaglia. Con anni di lavoro e di presenza a Bruxelles, a Strasburgo, all’interno delle organizzazioni europee e internazionali degli editori, abbiamo dato un contributo prezioso prima ad un’intesa su un testo che ha recepito molte delle nostre istanze ed evitato quasi tutti i peggiori rischi, poi all’approvazione della direttiva nell’aula del Parlamento Europeo. […] Ma un’altra [battaglia], non meno impegnativa, ci aspetta in Italia per il recepimento della direttiva».
 
In conclusione, il presidente ha ricordato il lavoro, le competenze e le specificità di tutte le anime e gli uffici di AIE, da Fondazione Lia al Giornale della libreria, passando per Ediser, ISBN, Doi, Esaie, Modaie: «Sigle che tutti voi conoscete bene e che raccontano di un lavoro e di servizi che sono al cuore dell’attività della nostra Associazione». Fino a Più libri più liberi, «vera ciliegina sulla torta».
 
«Da 150 anni AIE è la casa dell’editoria italiana» ha ricordato Ricardo Franco Levi. «Editori di libri di varia, di libri per la scuola, l’università, il professionale. Editori grandi e piccoli. A quelli che ancora non sono con noi, a quelli che si sono allontanati teniamo e terremo sempre le porte aperte. Uniti, tutti uniti, siamo tutti più forti».
 
L’intervento integrale del presidente può essere scaricato qui.

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