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Persone

L’IPA chiede la grazia per l’editore egiziano Khaled Lofty

di Antonio Lolli notizia del 14 gennaio 2020

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In un comunicato reso noto oggi, l’International Publishers Association ha chiesto pubblicamente la grazia per Khaled Lofty, l’editore egiziano vincitore del Prix Voltaire 2019. Una presa di posizione ufficiale dettata dalla decisione della Corte di Cassazione egiziana del 24 dicembre scorso, che ha confermato la condanna a cinque anni di carcere per l’editore, dopo undici rinvii. La causa del processo è la pubblicazione da parte della casa editrice di Lofty della versione araba in formato economico del romanzo The Angel: The Egyptian Spy who Saved Israel del professone israeliano Uri Bar-Joseph, rea secondo l’accusa di «aver rivelato segreti militari». Il libro era stato originariamente tradotto in arabo dalla casa editrice libanese Arab Scientific Publishers ed era quindi già disponibile in commercio – Egitto compreso – ma a un prezzo più elevato. Il libro aveva poi raggiunto una grande visibilità grazie alla sua trasposizione cinematografica, girata in particolare tra il Regno Unito e il Marocco, che rappresenta la prima produzione originale di Netflix ad avere la maggioranza di dialoghi in lingua araba.
A nulla è servita la distruzione, operata dallo stesso Lofty prima del processo, di circa duemila copie non vendute del libro. A questo punto, solo la grazia del presidente Abdel Fattah el-Sisi può salvare l’editore dal carcere.

«È incomprensibile che Khaled Lofty possa essere condannato – ha commentato Kristenn Einarsson, Chief del Freedom to Publish Committee dell’IPA – per la pubblicazione di un libro e, in particolare, di una nuova edizione di un libro che era comunque già stato pubblicato in precedenza ed era quindi già disponibile in commercio. Ci rivolgiamo al Presidente per implorarlo di concedere a Khaled la grazia, così da permettergli di ricongiungersi con la sua famiglia».

Gli attacchi alla libertà di espressione e di edizione sono sempre frequenti e impongono alla comunità internazionale e alle associazioni internazionali di categoria un controllo attento per la tutela di queste libertà fondamentali. Dalla Turchia alla Cina, dall’Egitto all’Ungheria, sono diversi gli esempi – anche molto recenti – di fenomeni di repressione del dissenso e di censura. È notizia di qualche giorno fa, per esempio, la decisione del Ministero dell’educazione cinese di bandire dalle scuole primarie e secondarie pubbliche i materiali didattici realizzati all’estero, tra cui i libri di testo. Una strategia che consentirà un ulteriore controllo del governo sul sistema educativo cinese.

Sembrano risuonare ancora più forte le parole del discorso di Lofty, lette dal fratello durante la cerimonia di consegna del Prix Voltaire a Seul, lo scorso giugno: «Ringrazio Dio per avermi permesso di scegliere questa professione, grazie alla quale posso contribuire ogni giorno in prima persona alla condivisione e alla diffusione della cultura».

Il comunicato ufficiale dell’IPA è disponibile alla pagina dedicata sul sito ufficiale dell’Associazione

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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