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Persone

Diciassette edizioni di Master in Editoria. Il 2 aprile l’inaugurazione

di Alessandra Rotondo notizia del 29 marzo 2019

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«Attivo dal 2002 e giunto alla diciassettesima edizione, il Master in Editoria promosso da Università degli Studi di Milano, Associazione Italiana Editori e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori può dirsi il più longevo in Italia» racconta Elettra Capisani, responsabile del coordinamento didattico e tutor. «Una longevità che porta con sé due aspetti: da una parte, una solida esperienza nella progettazione culturale, messa a punto in questi anni, dall’altra, la necessità di rinnovarsi, per rispondere alle esigenze di un mercato in evoluzione».

E se il calendario di lezioni di questa nuova edizione ha già preso avvio da qualche settimana, l’inaugurazione ufficiale del Master si terrà martedì 2 aprile, alle 18.00, nell’aula Crociera alta di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Milano. L’occasione, come da tradizione, verrà offerta dalla presentazione della pubblicazione Tirature (disponibile gratuitamente sul sito di Fondazione a partire dal 3 aprile), come sempre a cura di Vittorio Spinazzola e dedicata quest’anno a Tuttestorie di donne. A confrontarsi sui temi del genere, del lavoro editoriale e sull’intersezione tra le due istanze, saranno Serena Casini della Libreria Volante di Lecco, Eugenia Dubini di NN Editore, Maria Giuseppina Gottardo, traduttrice e docente dell’Università degli Studi di Bergamo, Monica Malatesta della MalaTesta Literary Agency e la scrittrice Margherita Oggero.

Il ruolo di moderatore della tavola rotonda sarà invece di Mauro Novelli, professore associato dell’Università degli studi di Milano e coordinatore del corso, che precisa come «il Master non sarebbe mai arrivato alla diciassettesima edizione se non fosse stato in grado di adeguarsi alle trasformazioni, a volte rapidissime, del sistema editoriale. Anche quest’anno abbiamo operato vari aggiustamenti sul versante della didattica, senza stravolgere un impianto che ha dimostrato di funzionare».

«I punti di forza del corso sono rimasti invariati» gli fa eco Capisani. «Un corpo docente composto al 70% da professionisti del settore, un piano didattico in grado di ripercorrere l’intera filiera editoriale e 300 ore laboratoriali per mettere alla prova le competenze teoriche acquisite in aula. Ultimo ma non ultimo, uno stage curriculare per ciascuno studente, assegnato in maniera mirata e con ottime prospettive future (il tasso di occupazione nel settore è costante e dell’82%)».

Sulla base di un percorso già funzionale e tracciato nel 2019 si è deciso di potenziare – in seno alla programmazione didattica – alcune aree di importanza strategica, tra cui gli aspetti internazionali della mediazione editoriale, grazie soprattutto alla collaborazione con l’Associazione Italiana Editori e l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, e l’avvicinamento al mondo del lavoro, dallo sviluppo di competenze trasversali alla gestione di una partita IVA.

«Questo Master è la dimostrazione dell’importanza che per AIE, come associazione rappresentativa del settore, riveste la risorsa più rilevante per qualunque impresa: il capitale umano e le sue competenze professionali. Peraltro in un ecosistema produttivo, distributivo, di lettura che sta rapidamente cambiando e con cui le nostre imprese si stanno confrontando e si confronteranno ancor più nei prossimi anni» ha aggiunto Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori.

Da diciassette anni, infatti, l’Associazione collabora alla progettazione e alla direzione scientifica del Master e del suo programma. «Una collaborazione che si traduce in una didattica in rapporto diretto con i bisogni espressi dagli editori. Ne è prova il numero elevato di giovani che hanno trovato in questi anni occupazione in case editrici, coronando un sogno nato probabilmente sui banchi dell’università o prima ancora del liceo. È un servizio – e dobbiamo ringraziare Unimi e Fondazione Mondadori per averlo reso possibile – che AIE fornisce a tutti gli editori: associati e non. La tradizionale formazione in ingresso, fatta di affiancamenti con il personale più esperto della casa editrice, è stata sostituita, grazie all’intermediazione del Master, con una formula che mette direttamente a disposizione della casa editrice del personale che ha già solide competenze di base sui diversi aspetti del settore».

Senza dimenticare la dimensione di network incubata, sviluppata e coltivata negli spazi della Fondazione. «La vasta rete di contatti composta dagli alumni del corso, a oggi quasi 400, che lavorano in realtà editoriali italiane e non solo, è un vantaggio strategico al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro» aggiunge Novelli. D’altronde «il mondo dell’editoria continua a esercitare una straordinaria attrattiva sui giovani: me ne accorgo parlando con i miei studenti all’università, e me ne sono accorto durante le selezioni del Master, alle quali si sono presentati candidati provenienti da tutta Italia».

Un interesse ben riposto, verrebbe da dire. Poiché orientato ai prodotti culturali in generale e in particolare ai libri che, come il presidente Levi ama ricordare «sono i frutti della prima industria culturale del Paese e della quarta in Europa: quella editoriale. Il primo anello di una catena del valore condivisa con gran parte delle altre industrie culturali, come il cinema e la televisione».

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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