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Pirateria: in Spagna persi 2,680 milioni di euro per i libri scaricati illegalmente

di Elena Vergine notizia del 24 marzo 2015

Attenzione, controllare i dati.

«Pago già il collegamento ad Internet», «non ha senso spendere per un contenuto che posso scaricare gratuitamente e con grande facilità», «non voglio pagare per un contenuto che, potenzialmente, potrebbe non piacermi», «è aumentata l’Iva sui prodotti culturali», «sostengo già una spesa per la pay-tv», «lo fanno tutti», «non danneggio nessuno», «non ci sono conseguenze legali per i pirati».
Queste le principali ragioni dietro gli accessi a contenuti illegali in Spagna dove Internet, come rivela l’ultimo rapporto della Coalición de Creadores e Industrias de Contenidos a cura di Gfk, è ormai il paradiso della pirateria.
Lo scorso anno solo il 40% di tutti gli accessi ai contenuti sono stati legali e la percentuale dei consumatori che ha fruito illegalmente contenuti culturali on line è passata dal 51% del 2013 al 58%. Sempre nel 2014, si sono registrati accessi illegali a circa 4.455 milioni di contenuti digitali, con un valore di mercato stimato in 23,265 milioni di euro. Il valore totale dei profitti della pirateria su supporto fisico e digitale sono stati di 1,700 milioni di euro: il 38% derivati dal cinema, il 26% dalle serie tv, il 24% dalla musica, il 18% dal calcio, l’11% dai libri e un altro 11% dai videogiochi.
Inoltre il 78% di coloro che hanno Internet con banda larga ha dichiarato di aver stipulato questo tipo di abbonamento appositamente per poter accedere più velocemente ai contenuti che gli interessano e il 40% di loro ha dichiarato che, se l’accesso a questi contenuti gli fosse precluso, ridurrebbe la propria connessione.
Per quanto riguarda la ricerca dei siti pirata, l’utilizzo dei motori di ricerca è cresciuto dal 46% al 72% essendo Google utilizzato 9 volte su 10.
Il dato più interessante – confermato anche dal nostro e-book Le isole dei pirati. Mappa della pirateria editoriale e dei suoi modelli di business, cui rimandiamo per chi volesse approfondire il tema – è che oltre il 71% dei siti pirata in Spagna è finanziato dalla pubblicità: di questa, il 70% proviene da siti che sponsorizzano il gioco d’azzardo, il 43% da siti di incontri e il 33% da contenuti per adulti. Colpisce comunque che più di un terzo della pubblicità sui siti pirata corrisponda a prodotti di consumo di marchi di prestigio nei campi dell’alimentazione, della moda, delle assicurazioni, della telefonia e via dicendo, il che conferma la necessità di una maggiore collaborazione tra industria e inserzionisti per migliorare l’ecosistema della pubblicità on line.
Andrebbe portato all’attenzione dei consumatori anche il fatto che un’altra delle principali fonti di reddito di questi siti proviene proprio dai loro dati, poiché circa il 38,4% degli utenti ha dovuto registrarsi ai portali pirata per accedere ai contenuti illegali, informazioni che i pirati raccolgono in banche dati poi rivendute alle aziende allo scopo di realizzare campagne di e-marketing.
L’impatto della pirateria sull’occupazione fornisce infine l’aspetto più preoccupante per le industrie dei contenuti: in un settore che in Spagna impiega attualmente 62.652 lavoratori diretti, uno scenario senza pirateria creerebbe almeno 29.360 nuovi posti di lavoro, ovvero un incremento del 47%, e oltre centocinquantamila posti di lavoro indiretti. La perdita di profitti in tasse da parte dello Stato è altrettanto tragica: si calcola che nel 2014 la Spagna abbia perso un totale di 627,8 milioni di euro a causa della pirateria.
Concludiamo con qualche dato specifico sul mercato del libro: nel 2014 si stimano circa 335 milioni di accessi illegali ai libri on line, con un valore di mercato di 2,680 milioni di euro e di cui circa il 42,8% riguardavano novità pubblicate da meno di un anno.

L'autore: Elena Vergine

Appassionata di fumetti, videogiochi e serie tv: sono la quintessenza della parola "nerd”. Dopo la laurea in Lettere presso la Statale di Milano sono stata catapultata nell’universo di Aie e del Giornale della libreria per cui ho scritto, editato, digitalizzato, organizzato mostre e parlato a convegni e sono riuscita anche a pubblicare un report sul mercato del graphic novel in Italia. Ora sono Responsabile marketing e comunicazione di un’azienda che opera in campo edile… ma continuo impunemente a leggere fumetti e a coltivare la passione per l’editoria.

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