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Oggi è la Giornata mondiale della proprietà intellettuale

di Alessandra Rotondo notizia del 26 aprile 2016

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Anche questo 26 aprile si celebra il World Intellectual Property Day (la Giornata mondiale della proprietà intellettuale), istituito dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale - WIPO. È, quest’ultima, un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che persegue lo specifico obiettivo di sostenere l’attività creativa e promuovere la tutela della titolarità intellettuale. La Giornata è pensata per diffondere la conoscenza dei diritti e delle legislazioni connessi al tema – brevetti, marchi, disegni industriali, diritto d’autore –, oltre che degli organi cui giuridicamente competono. L’intento parallelo che si propone, inoltre, è quello di valorizzare il lavoro creativo, ribadendone la centralità – tanto culturale quanto economica – all’interno di gran parte delle società contemporanee, e invocandone il rispetto fuori e dentro le industrie di settore.

L’edizione 2016 ha come nucleo tematico centrale la creatività digitale, percepita come forza rivoluzionaria capace di trasformare il panorama culturale globale («Digital Creativity: Culture Reimagined» è lo slogan di quest’anno). Il World Intellectual Property Day 2016 spinge a riflettere sul futuro della cultura nell’era digitale, portando a chiedersi in che modo si evolverà la creatività, quali attori e quali spettatori coinvolgerà, come e a chi risulterà accessibile e attraverso quale sistema di finanziamenti.
L’altra grande domanda aperta dalla penetrazione del digitale nell’industria creativa riguarda l’eventuale sostenibilità di un sistema più flessibile di proprietà intellettuale, capace di garantire la dovuta tutela e la giusta remunerazione tanto agli artisti quanto alle aziende che lavorano con queste tipologie di prodotti.
D’altronde, è evidente che lo sviluppo e la diffusione di wifi e banda larga, oltre che di device sempre più efficienti e «specializzati», abbiano avuto un impatto molto forte sui (talvolta già instabili) modelli di business soggiacenti l’attività di autori, produttori e distributori di frutti dell’intelletto.

Se la rete ha dilatato incredibilmente lo spazio di fruizione dell’opera creativa, rendendola disponibile a un pubblico molto più eterogeneo – oltre che ampio e territorialmente disperso – è altrettanto vero che solo una seria tutela della proprietà intellettuale può rendere sostenibile l’ecosistema, remunerandone gli attori e immettendo nuova linfa nei processi produttivi. Una tutela che, per essere ancora efficace, dovrà probabilmente evolversi. Così come si sono evoluti i prodotti da proteggere, le industrie creative, le modalità e i mezzi di accesso ai contenuti, i desideri, le percezioni, le abitudini e le attribuzioni di valore dei consumatori.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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