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Normativa

Copyright: il Parlamento europeo ha approvato la riforma

di Antonio Lolli notizia del 26 marzo 2019

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«Una bella pagina e una grande giornata per la cultura e l’Europa». È questo il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi dopo l’approvazione delle nuove regole sul diritto d'autore, avvenuta oggi all’Europarlamento.

Un via libera arrivato con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astenuti, al termine di un percorso durato circa tre anni, tra intensi dibattiti e negoziati ad «alta tensione», e l’ok in via preliminare dello scorso settembre. Le nuove norme Ue sul copyright includono salvaguardie alla libertà di espressione ed estendono i diritti e gli obblighi tipici del diritto d’autore anche alla rete. Regole che consentiranno ai creatori di contenuti – case editrici, giornalisti, artisti, musicisti o attori – di negoziare e aumentare il proprio potere contrattuale nei confronti dei giganti del web, in particolare le grandi piattaforme di Internet e agli aggregatori di notizie, come YouTube o GoogleNews.

«La direttiva mette fine all'attuale far west digitale – ha sottolineato in una nota il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani – stabilendo regole moderne al passo con lo sviluppo delle tecnologie, proteggendo gli autori senza imporre alcun filtro all'upload dei contenuti e prevedendo deroghe chiare per tutelare start-up, micro e piccole imprese».

«Il voto positivo sulla riforma del copyright – ha spiegato inoltre Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale e responsabile del dossier – è un grande passo avanti che arriva con garanzie chiare per la libertà di espressione. La riforma elimina la frammentazione delle regole tra i Paesi  e dota per la prima volta l'Europa di chiare regole comuni, che includono anche il patrimonio culturale e il data mining».

Un tema caldo che ha diviso gli schieramenti e animato contrasti politici, a partire dai maggiori gruppi che siedono a Strasburgo, dai popolari del Ppe e dai socialisti di S&D. Per l’Italia a favore del sì si sono schierati il Partito Democratico e Forza Italia, mentre la Lega e il Movimento 5 Stelle si sono mostrati fin da subito contrari alla riforma.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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