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Censura, Penguin ritira dalla librerie indiane il libro dello scandalo

di E. Vergine notizia del 18 febbraio 2014

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In India le tensioni politiche suscitate dall’incandescente clima pre-elettorale hanno coinvolto anche il mondo letterario, con le minacce a Penguin da parte di un gruppo di fondamentalisti indù affinché la casa editrice ritirasse dal commercio le copie di The Hindus: An alternative History dell’accademica statunitense Wendy Doniger.
Il saggio – oggi non più reperibile nelle librerie indiane in seguito alla firma da parte di Penguin di un accordo extra-giudiziario con i nazionalisti – racchiude una moderna interpretazione dei testi sacri, delle tradizioni e delle pratiche religiose della cultura indù e viene sottolineata l’importanza delle donne, della sessualità e degli appartenenti alle caste più modeste nella religione induista.
La Doniger pubblicò la sua opera nel 2010 ed ottenne critiche, ma anche numerosi riconoscimenti.
Prakash Sharma, portavoce dell’organizzazione estremista Vishva Hindu Parishad (VHP), da tempo promotrice di atti intimidatori contro letterati ed artisti che distorcerebbero l’immagine della religione indù, ha affermato: «We are going to fight each and every example of this. We will leave nothing unchallenged that is against our customs, our religion, our nation».
La decisione di Penguin di assecondare la richiesta degli estremisti e di ritirare dalla distribuzione le copie del saggio ha suscitato reazioni indignate da parte di numerosi autori da William Dalrymple a Neil Gaiman ad Arundhati Roy, vincitrice del Booker Prize nel 1997 per Il dio delle piccole cose. La nota autrice indiana si è detta costernata a causa della decisione presa dalla sua casa editrice e ha chiesto pubblicamente delle spiegazioni.
Il provvedimento di Penguin è l’atto finale di un processo cominciato quattro anni fa in seguito ad una querela da parte del gruppo indù Shiksha Bachao Andolan, in cui l’opera di Wendy Doniger veniva accusata di aver violato il codice penale indiano che proibisce ogni «deliberato e calunnioso atto volto ad oltraggiare i sentimenti religiosi di qualsiasi classe sociale, insultando il suo credo e le sue convinzioni».
La decisione di Penguin di firmare un accordo extra-giudiziario in cui si impegna a ritirare dalle librerie indiane tutte le copie del saggio per poi metterle al macero è stata presa, secondo quanto recitano le dichiarazioni ufficiali dell’editore, nel rispetto delle leggi indiane «however intolerant or restrictive» e per il dovere di proteggere i propri lavoratori da ogni minaccia.
E tuttavia queste motivazioni sembrano non convincere Arundhati Roy e, con lei, le altre voci che si sono innalzate a difesa della libertà di espressione: l’accordo extra-giudiziario è infatti stato firmato prima che l’editore facesse valere le sue ragioni davanti alla Corte Suprema e dunque che difendesse l’opera della propria autrice anche a fronte di leggi «intolleranti o restrittive».
Negli Usa, il National Book Critics Circle che nel 2009 aveva inserito The Hindus nella rosa dei candidati per il loro prestigioso premio dedicato alla saggistica, ha rivolto un appello all’editore perché ritorni sui suoi passi e rompa l’accordo con gli attivisti conservatori.
Infine la stessa Wendy Doniger si è detta arrabbiata e delusa dalla situazione e profondamente preoccupata per quanto sta accadendo in India di lesivo per la libertà di parola e per il costante peggioramento del clima politico.

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