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Cala il traffico on line su BitTorrent, dove c'è una strada semplice non c'è la pirateria

di L-. Biava notizia del 13 novembre 2013

Attenzione, controllare i dati.

Notizione in arrivo dagli Stati Uniti dove pare che per la prima volta da quando esiste il Web, il numero di accessi sul sito di sharing BitTorrent sia in calo. Forse non tutti sanno che il il portale, oltre a fornire un usatissimo servizio per la condivisione di file per scopi legittimi, è balzato agli onori delle cronache da quando la lotta alla pirateria, che su BitTorrent ha una propria roccaforte sia per quanto riguarda la musica che per film e libri, è diventata una delle priorità a livello internazionale.
Sicuramente si ricorderà il caso di Kim Schmitz e l'intervento dell'Fbi che nel febbraio 2012 aveva portato alla  chiusura dei sito Megaupload.com e Megavideo.com, ottenendo l'arresto del fondatore e di altre tre persone. Per BitTorrent al contrario la notizia è, potremmo dire, l'assenza di notizia.
A far balzare all'onore delle cronache il sito non è infatti un'azione dei federali o una qualche sentenza di oscuramento proposta da qualche giudice più o meno sconosciuto, ma lo spontaneo abbandono del sito da parte degli americani fotografato da una ricerca della Sandvine. 
Negli Usa il traffico su BitTorrent è infatti crollato del 20%, raggiungendo una quota del 7%, solo negli ultimi sei mesi. Come mai? Non certo perchè è diminuito il desiderio degli americani di scaricarsi film, libri, serie tv o musica dalla rete, ma perchè al contrario si sono affermati modi più semplici e legali per fare la stessa cosa.
Secondo la ricerca, nello stesso periodo altre piattaforme hanno infatti guadagnato terreno: su tutte Netflix (mantiene il 31,6% del traffico on line in Nord America) e la piattaforma per la condivisione video YouTube, di Google (18,6%). Man mano che proliferano servizi legittimi convenienti per accedere a contenuti on line, quindi, sembra che gli internauti li preferiscano ai metodi illegali. Netflix in particolare ha iniziato a sviluppare anche interessanti contenuti on demand nativamente digitali (pensiamo alla serie House of cards, pensata per la fruizione Web) ai quali si affiancano il servizio a pagamento di streaming e noleggio via mail - quest'ultimo solo negli Usa - di film e show televisivi.
Da poco è sbarcato anche in Europa ma non ancora in Italia e negli Usa è talmente popolare che ha appena superato per numero di abbonati perfino il noto canale HBO della tv via cavo.

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