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Normativa

Apple settlement, via libera della corte al maxi rimborso per i consumatori

di E. Draghi notizia del 10 dicembre 2013

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La settimana scorsa il giudice Denise Cote ha accettato il patteggiamento degli ultimi due editori accusati di essersi accordati con Apple per alzare il prezzo degli e-book aprendo così la strada per il rimborso di oltre 166 milioni di dollari ai consumatori americani. Secondo le dichiarazioni rilasciate a «Publishers Weekly» dall’avvocato Rebecca Fisher il rimborso dei consumatori non avverrà comunque entro la fine dell’anno e, nella migliore delle ipotesi, se ne riparlerà a febbraio 2014.
L’udienza della scorsa settimana – uno degli ultimi atti di questa infinita vicenda che documentiamo ormai da tempo – è cominciata con l’appello di Bob Kohn, fondatore di RoyaltyShare, al giudice Cote di aprire un processo d’appello in favore dei responsabili del cosiddetto «Apple Settlement». Kohn ha elencato diversi casi a dimostrazione del fatto che intervenire sui prezzi non costituisce di per sé una violazione dello Sherman Act se tale azione viene intrapresa per affrontare le «inefficienze» del mercato, causate in questo caso dallo strapotere di Amazon e dei suoi prezzi sottocosto.
Kohn non ha contestato il fatto che gli editori si fossero uniti in una cospirazione orizzontale, oppure che il risultato di tale accordo avrebbe dovuto essere l’innalzamento del prezzo degli e-book. L’argomentazione di Kohn era basata, al contrario, sulla tesi che l’azione collusiva degli editori era legalmente giustificata in quanto avrebbe stimolato la competizione e il libero commercio riducendo la quota di mercato del colosso di Seattle dal 90 al 60%. Allo stesso tempo, secondo Kohn, il passaggio all’agency model avrebbe avuto un effetto benefico anche sui consumatori finali perché il mercato del libro digitale sarebbe diventato più efficiente.
Il rifiuto del giudice Cote di consentire a Kohn di ricorrere in appello pone la sua solitaria crociata di fronte ad un bivio procedurale: egli è infatti libero di continuare a raccogliere prove in favore della sua tesi, ma poiché il suo ricorso è stato rifiutato, se intenderà procedere dovrà scontrarsi contro ulteriori ostacoli legali. Nel frattempo la corte ha accettato le richieste presentate con la class action dei consumatori e i rimborsi saranno presto erogati.
I consumatori potrebbero inoltre beneficiare di un altro slot di rimborsi: il 10 luglio sono state accertate le responsabilità di Apple nell’accordo con gli editori. Attualmente l’azienda di Cupertino continua a negare ogni addebito e ha presentato a Cote una richiesta di appello. La prossima udienza è fissata per maggio del 2014 e una recente stima dei querelanti ha fissato il rimborso da parte del colosso della mela morsicata a circa 308 milioni di dollari.

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