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Normativa

Ankara mette al bando la teoria dell'evoluzione

di Alessandra Rotondo notizia del 21 luglio 2017

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Il governo turco ha deciso di eliminare la teoria dell’evoluzione dai programmi scolastici del Paese, integrando invece nei libri di testo il concetto di «jihad» in quanto parte della legge islamica.

A dichiararlo è stato lo scorso 18 luglio il ministro dell’istruzione İsmet Yılmaz. Le nuove disposizioni saranno recepite, in un primo momento, dalla prima, quinta e nona classe (comportando in totale l’aggiornamento di 176 programmi scolastici), ed estese all’intero ciclo dell’istruzione entro il 2019.

«La “jihad” è un elemento caratterizzante della nostra religione, e il compito del Ministero dell’istruzione è quello di insegnare ogni concetto meritevole [di essere appreso] nella maniera corretta. È ugualmente nostro compito correggere le cose che vengono percepite, viste o insegnate in maniera erronea» ha dichiarato Yılmaz durante la conferenza stampa di Ankara. La “jihad”, stando alle parole del ministro, andrebbe interpretata come spinta a «servire la nostra società, aumentare il benessere e assicurare la pace».

In riferimento, invece, alla controversa decisione di escludere l’evoluzione dai programmi scolastici, Yılmaz ha dichiarato che la teoria sarebbe «oltre il livello di comprensione degli studenti e non particolarmente rilevante».

Nei programmi ministeriali, invece, non mancheranno i riferimenti al tentato golpe del 2016. «Quando l’argomento della vittoria della democrazia verrà affrontato nel corso delle lezioni di scienze sociali, faremo in modo che si parli anche del 15 luglio, Giorno della democrazia e dell’unità nazionale» precisa il ministro.

Altri argomenti ufficialmente toccati dai programmi scolastici ministeriali saranno «l’organizzazione terroristica» FETÖ, il Partito (fuorilegge) dei lavoratori del Kurdistan (PKK) e l’autoproclamato Stato Islamico.

Il presidente di un'associazione di insegnanti turchi ha definito i cambiamenti introdotti come «un passo enorme nella direzione sbagliata» e un tentativo di ostacolare la crescita di «generazioni che fanno domande».

«Le nuove politiche che vietano l'insegnamento dell'evoluzione e che richiedono a tutte le scuole di avere una sala di preghiera distruggono il principio di laicità e scientificità dell’istruzione» ha commentato Mehmet Balık, presidente dell'Unione dei lavoratori dell’istruzione e della scienza della Turchia.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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