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Mercato

YouTube, storica sentenza sul copyright in Germania

di E. Vergine notizia del 23 aprile 2012

Attenzione, controllare i dati.

Sentenza storica quella emessa venerdì scorso (il 20 aprile) dal tribunale di Amburgo in materia di diritto d’autore. Sul banco degli imputati il colosso mondiale dei video on line, YouTube. Oggetto del contendere sono solo sette canzoni ma la portata della sentenza è comunque immensa.
Ma analizziamo la faccenda dal principio: in Germania l’aspra contesa tra la Gema (sostanzialmente la versione tedesca della Siae) e YouTube dura da ormai due anni. La rottura degli equilibri è avvenuta allo scadere di un contratto tra il portale di video più famoso del mondo e l’ente pubblico le cui condizioni stabilivano una tariffa di 0,6 centesimi per ogni video cliccato. YouTube, ritenendo la cifra eccessiva, si rifiuta di stipulare il rinnovo. La Germania è per altro il solo Paese in cui vigevano condizioni simili perché altrove gli accordi tra YouTube e le varie società di autori sono regolate da formule contrattuali che prevedono che il sito versi agli enti una percentuale annuale delle sue entrate pubblicitarie.
Il verdetto recente riguarda nello specifico sette canzoni che erano disponibili on line sul portale pur essendo protette dal diritto d’autore. Tra queste Zwei kleine Italiener di Conny Froboess, Rivers of Babylon di Boney M. e Ritmo de la noche. La sentenza del tribunale di Amburgo ha dunque ordinato la rimozione dalla versione tedesca YouTube di questi e altri video che non saranno più reperibili in rete.
Non è però solo questione di sette canzoni: in materia di copyright la decisione avrà conseguenze importanti. In ballo infatti c’era il difficile e delicato compito di stabilire se YouTube è in effetti da ritenersi responsabile legalmente per il fatto di aver caricato sul Web contenuti per cui non ha pagato la licenza alla Gema. La magistratura teutonica ha deciso che la ragione era dalla parte dell’ente pubblico ed è così pronunciata a favore della società che rappresenta e tutela i diritti di oltre 64.000 autori e musicisti.
Non solo YouTube è stato dunque obbligato, con effetto immediato, a cancellare i sette video «incriminati» ma è tenuto ad applicare lo stesso provvedimento nei riguardi di tutti i clip su cui la Gema presenterà apposita notifica al riguardo. E non è finita. Il portale di proprietà di Google dovrà adoperarsi inoltre affinchè tali contenuti non siano più disponibili nel suo catalogo. E la questione non è affatto banale perché, per mettere in pratica tale operazione, non basterà applicare il suo attuale sistema di «content id» (il filtro che rende ciascun video reperibile tramite una ricerca sul motore del sito) ma sarà necessario affiancargli anche un filtro semantico che identifichi (e censuri) non solo la versione «official» di un determinato brano, ma anche le sue versioni live, karaoke e «amatoriali».
Nel applicare il provvedimento YouTube non potrà limitarsi a una mera «verifica dell’esistente», non potrà cioè ritenere chiusa la questione una volta analizzato il suo repertorio attuale: dovrà anche impedire illegali caricamenti futuri per iniziativa di singoli utenti. Se così non sarà il sito rischia sanzioni fino a 250.000 euro e i suoi responsabili il carcere fino a sei mesi. Attenti al video dunque!


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