Il tuo browser non supporta JavaScript!
Mercato

Viaggiare con la guida a fari spenti nella notte

di Giovanni Peresson notizia del 16 maggio 2017

Attenzione, controllare i dati.

Nonostante l’instabilità politica, la crisi economica, il terrorismo e le guerre, il turismo e gli italiani hanno continuato a viaggiare. Hanno continuato a viaggiare mettendo sempre in valigia – ma solo come ultima cosa e se c’è spazio – una guida turistica (nel 2016 la turistica vale nei canali trade, escluso Amazon ed escluse le vendite associative, molto meno dell’1% del mercato!).
Dobbiamo anche tener presente che alla classica «guida» si sono affiancati numerosi altri contenuti (più o meno validi, più o meno aggiornati) che il turista trova con grande facilità sul web.


Come si vede, il settore ha un andamento in alcuni anni molto diverso rispetto alla media dei settori. Nel 2012 ha quasi quattro punti di negatività in più. Ma è l’anno dopo l’inizio della guerra civile libica e la morte di Gheddafi, delle proteste contro Hosni Mubarak che ne porteranno l’incarcerazione. È l’anno in cui inizia a farsi sentire pesantemente la crisi economica sul portafoglio degli italiani.

Poi il settore della turistica va meglio rispetto alla media, fino a quasi sfiorare (-0,9%) un valore positivo. Poi la forbice torna ad allargarsi. Mentre la varia nel suo complesso entra in un territorio moderatamente positivo, la turistica fa segnare un -2,0% nel 2015 e un -4,2% lo scorso anno. Certamente continua a pesare la scarsa dinamicità della spesa degli italiani, la propensione alla tesaurizzazione in vista di un futuro familiare e generale incerto, un timore (magari non espresso a viaggiare) ma forse anche una maggiore capacità e consapevolezza nell’uso delle tecnologie, che in questi anni sono diventate sempre più sofisticate (dalle app alle piattaforme di recensioni; dagli aggregatori di offerte alla presenza social e digitale di ristoranti e alberghi; dai blog e i forum tematici ai servizi di e-booking – da quelli generalisti a quelli di nicchia –; fino ad Airbnb e soluzioni analoghe). Tutto questo tenendo presente sia che i dati non considerano le vendite di Amazon, sia il fatto che non pochi turisti comprano la guida direttamente all’estero. Inoltre – come mostra l’indagine di Nielsen che abbiamo presentato a Tempo di libri, scaricabile a questo link  – c’è da sottolineare come il settore sia particolarmente sensibile alla stagionalità, ponendo problematiche ben circostanziate al punto vendita. Se ancora nel 2011 il 54,1% delle vendite avveniva nei quarter estivi, e lo stesso accadeva nel 2014, negli ultimi anni il valore è sceso al 51,8%. Effetto della frammentazione dei periodi di vacanza lungo tutto l’anno, con conseguenti problemi di rifornimento ai distributori e di assortimento delle librerie.

Interessante comunque il fatto che questo andamento è la somma di comportamenti molto diversi. Come avviene per le guide di città e destinazioni italiane a confronto con quelle per le mete straniere. Complessivamente si vede come le prime hanno una andamento, negativo sì, ma più stabile, probabilmente meno condizionato da fattori esogeni (e forse sostenuto in parte dagli acquisti dei turisti stranieri in Italia).


All’interno poi di questa tendenza di mercato – come mostra la stessa indagine  – si colloca l’andamento in assoluta controtendenza delle mappe e della cartografia di viaggio. Spesso legate alla riscoperta di territori (locali, nazionali e internazionali meno battuti), percorsi e vie Francigene, itinerari cicloturisti o di trekking. Certo, c’è Google Maps (che comunque non copre con precisione l’intera superficie terreste. Anzi, comincia a manifestare perplessità già alla soglia dei centri maggiori) ma in alcune località, su alcuni percorsi, in alcune vallate, in alcuni sentieri la rete internet mobile non è disponibile e le tecnologie diventano man mano di minor aiuto. Alcuni materiali di stampa (tessuti compresi), invece, permettono oggi di portare con sé mappe che non hanno i difetti (la sensibilità a pioggia e umidità, per esempio) di quelle di un tempo.

E in ogni caso – anche restando a casa – le mappe sono la rappresentazione grafica di narrazioni che non è sempre necessario percorrere di presenza, ma che è senza dubbio piacevole esplorare con gli occhi e con le dita.

L'autore: Giovanni Peresson

Mi sono sempre occupato di questo mondo. Di editori piccoli e grandi, di libri, di librerie, e di lettori. Spesso anche di quello che stava ai loro confini e a volte anche molto oltre. Di relazioni tra imprese come tra clienti: di chi dava valore a cosa. Di come i valori cambiavano in questi scambi. Perché e come si compra. Perché si entra proprio in quel negozio e si compra proprio quel libro. Del modo e dei luoghi del leggere. Se quello di oggi è ancora «leggere». Di come le liturgie cambiano rimanendo uguali, di come rimanendo uguali sono cambiate. Ormai ho raggiunto l'età per voltarmi indietro e vedere cosa è mutato. Cosa fare da grande non l'ho ancora perfettamente deciso. Diciamo che ho qualche idea. Viaggiare, ma forse non è il viaggio che mi interessa. Intanto continuo a dirigere l'Ufficio studi dell'Associazione editori pensando che il Giornale della libreria ne sia parte, perché credo sempre meno nei numeri e più alle storie che si possono raccontare dalle pagine di un periodico e nell'antropologia dei comportamenti che si possono osservare.

Guarda tutti gli articoli scritti da Giovanni Peresson

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.