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Mercato

Stati Uniti. Il mercato del libro è dominato dai best seller?

di Antonio Lolli notizia del 4 novembre 2019

Attenzione, controllare i dati.

Che le case editrici siano sempre alla ricerca del prossimo best seller è un dato di fatto, sia in Italia che all’estero. I best seller garantiscono all’editore di poter contare su un elevato volume di vendite in un tempo relativamente breve, una presenza generalmente più visibile sugli scaffali delle librerie e una maggiore attenzione da parte del pubblico. Negli Stati Uniti, gli ultimi dati resi noti da NPD Bookscan, relativi alla categoria Adult, mostrano la tendenza a una concentrazione sempre maggiore delle vendite nei primi titoli in classifica e, contemporaneamente, una crisi dei midlist (termine con cui si identificano i titoli che si posizionano nella fascia media della classifica). Secondo questi dati, i primi 100 best seller sono gli unici ad aver registrato un aumento di vendite a copie nel 2018, con un +23% rispetto al 2017. Un trend confermato anche dai risultati relativi ai primi mesi del 2019. Nelle prime 52 settimane dell’anno, infatti, le vendite dei primi 100 libri sono cresciute del 6% rispetto allo stesso periodo del 2018. Per tutti gli altri titoli, le vendite sono diminuite o restate pressoché costanti sia nel 2018 che nel 2019. Se osserviamo il risultato dei libri presenti tra la 101esima posizione e la millesima, possiamo vedere che, per entrambi i periodi considerati, le vendite hanno subito un calo del 4%.
L’andamento è ancora più significativo se consideriamo complessivamente i risultati degli ultimi due anni: le vendite dei primi 100 libri in classifica sono cresciute del 30%, mentre quelle dei libri tra la posizione 101 e la 10.000 sono diminuite del 16%. Stabili in questo periodo risultano infine le vendite per i titoli oltre la posizione 10.001.

È importante sottolineare che i dati di NPD Bookscan, riportati in questa indagine, sono relative soltanto alle vendite a copie complessive di libri fisici della categoria Adult realizzate nei canali trade.

Carolyn Reidy, CEO di Simon&Schuster – una delle maggiori realtà editoriali americane, al 28° posto tra i maggiori editori del mondo con un fatturato di 825 milioni di dollari nel 2018 (circa 721 milioni di euro) – ha sottolineato che «lo sviluppo dei titoli di midlist rappresenta una delle maggiori sfide che gli editori sono chiamati oggi ad affrontare».

La crescita delle vendite dei primi titoli in classifica è legata quindi a una tendenza che vede gli editori statunitensi (e non solo) puntare sempre di più su un numero limitato di titoli: i più promettenti futuri best seller. Secondo Kristen McLean, executive director of business development di NPD Bookscan, «in questi anni si è creato un circolo vizioso che porta gli editori a scommettere e investire su pochi selezionati titoli, ritenuti in grado di raggiungere il successo maggiore e di garantire alla casa editrice una maggiore visibilità, grazie anche al posizionamento sugli scaffali dei maggiori retailer».



L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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